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Testing framework-backed APIs with PHP’s internal web server

Recently I had to prepare functional tests for a set of (RESTish) APIs in a Silex-backed application. The problem is that I couldn’t test POST, PUT and DELETE methods on the development environment or (worse) on the staging server.

So I came up with the idea of using the PHP integrated webserver, started from the PHPUnit bootstrap, and a couple of rules in the app bootstrap to redirect all storage calls to a temporary database.

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contentEditable e i suoi demoni

Nell’ultimo anno, prima per lavoro e in questo periodo per esperimenti personali, mi sto addentrando nella programmazione Javascript, e l’ho fatto scalando la parete più ripida della montagna: contentEditable.

Ho deciso quindi di riassumere qui le varie idosincrasie che ho trovato, sperando che mi servano in futuro per evitare di sbattere di nuovo la testa a sangue contro il muro. Per tutti gli esperimenti ho usato Firefox (tra la 8 e la 10, più o meno)

Preparare l’ambiente

Ci sono due modi per usare contentEditable: definire tutto il documento contentEditable (di solito si usa con un iframe), o definire solo un elemento (la strada che ho seguito io). Nel primo caso basta, da Javascript:

document.contentEditable = true;

Nel secondo basta creare un elemento HTML con la proprietà contenteditable:

<article contenteditable="true"></article>

Fatto questo, io personalmente imposto tre proprietà:

document.execCommand("useCSS", false, true);
document.execCommand("styleWithCSS", false, false);
document.execCommand("enableObjectResizing", false, false);

La prima serve a usare <B> e <I> per fare grassetto e corsivo in Firefox, mentre Explorer (da quel che leggo) usa <STRONG> e <EM>. Se non la si specifica, Firefox riesce a fare peggio che non seguire la semantica di HTML: usa <span style=”font-weight: bold;”></span> e <span style=”font-style: italic;”></span>

La seconda fa la stessa cosa, ma una delle due è deprecata. Per compatibilità io le uso entrambi.

La terza serve ad evitare che, se ci sono oggetti come <img> o simili, l’utente possa ridimensionarli trascinandoli. Si può anche non specificarla, ma io preferisco controllare cosa fa l’utente tramite plugin jQuery che controllano gli spostamenti e i ridimensionamenti.

La cosa importante da notare è che TUTTI i comandi dati tramite execCommand() vanno eseguiti DOPO che c’è un elemento con contentEditable presente e visibile nel DOM. Se state creando l’elemento da Javascript, e fate (con jQuery)

var $el = $('<article />').attr('contenteditable', true');
document.execCommand("useCSS", false, true);
$('body').append($el);

Riceverete una bella eccezione nella console di Firefox. Basta spostare l’execCommand dopo l’append.

Non basta un contentEditable vuoto

Naturalmente non basta un <article contenteditable=”true”></article>, perché, come tutti gli elementi senza contenuto, le sue dimensioni sono 0x0, quindi è invisibile e soprattutto “incliccabile”, e perciò non c’è modo di scriverci dentro. Basta aggiungerci un figlio. Alcuni ci mettono un <br />, ma io preferisco un <p>, che però ha gli stessi problemi, quindi la sintassi completa è:

<article contenteditable="true">
  <p>
    <br />
  </p>
</article>

Perché questa tiritera? Perché Firefox, se state scrivendo dentro un <p>, quando premete Invio chiuderà automaticamente il <p> e ne aprirà un altro identico. In qualsiasi punto siate. Se siete fuori da un <p>, inserirà semplicemente un <br />, con buona pace della semantica (e per la gioia dei cialtroni che fanno spaziature verticali premendo Invio n volte).

Ma ancora non basta! Ma cosa vuole??

Se avete predisposto tutto il suddetto, e avere fatto la vostra toolbar (magari in un prossimo articolo vedremo come) con la possibilità di inserire grassetti, corsivi, liste, ecc., vi scontrerete con un problema assurdo: Se tentate di rendere “lista” il primo elemento del contentEditable, Firefox solleva un’eccezione. Bold e Italic funzionano perfettamente, solo le liste (e gli allineamenti, e forse qualcos’altro che non ho ancora scoperto) danno errore. E` un bug di Firefox, presente fin dalla 2.0, pare. Io l’ho aggirato così:

<article contenteditable="true">
  <p></p>
  <p>
    <br />
  </p>
</article>
Con un <p> vuoto (quindi dimensioni 0x0, quindi incliccabile) prima del contenuto vero. Brutto, ma funziona. Poi il codice si ripulisce lato server, perché ha TANTO bisogno di essere ripulito.

Recensione: PHP and MongoDB Web Development (di Rubayeet Islam – Packt Publishing)

Disclaimer: ho ricevuto il libro per la recensione da Packt Publishing stessa.
Ho cercato comunque di fare una recensione obiettiva.

Recensione generale

In una parola: ottimo. Anche se migliorabile.

A memoria credo sia il primo a trattare l’integrazione tra PHP e MongoDB.
Lo stile è molto scorrevole. I concetti sono spiegati in modo chiaro nella maggior parte dei casi. Fanno eccezione i concetti di programmazione funzionale nel capitolo dedicato a map-reduce, che avrebbero beneficiato di un maggiore approfondimento.
Ogni capitolo presenta diversi esempi di codice per gli argomenti trattati.
I quiz di cui è costellato aiutano a richiamare i concetti appena appresi e a capire se sia il caso di rileggere quanto appena studiato. Peccato che non siano molto numerosi. Le soluzioni ai quiz si trovano alla fine del libro.

Vengono presentati anche alcuni “compiti per casa” (di cui non viene data soluzione, naturalmente) che invitano ad implementare soluzioni diverse da quelle presentate o software che utilizzando i concetti esposti li espandano per creare software più complessi.

La caratteristica che ho apprezzato di più è la presentazione degli esempi: prima viene esposto il codice completo di tutti gli script, e in seguito, durante la spiegazione, vengono riportati i frammenti di codice. Questo consente di avere una visione globale e di poterla studiare da soli. Molti altri testi spezzano i sorgenti rendendoli illeggibili, o integrano la spiegazione in commenti lunghissimi che, senza colorazione della sintassi, li rendono altrettanto illeggibili.

Lo stile adottato sembra distaccarsi un po’ dal classico dei manuali tecnici, per tendere a quello dei testi universitari.

In alcuni casi si ha la sensazione che ci sia molto di più dietro (e spesso a ragione), e che il libro copra solo l’uso base di alcune caratteristiche.
In altri casi è scritto chiaramente (con relativo link) che per approfondire si possono consultare fonti online.

Alcuni piccoli errori tipografici come campi di array separati da :  (come in javascript) invece che da => in PHP, o virgolette dimenticate  nelle chiavi di accesso agli array sono facilmente individuabili e non pregiudicano la qualità del libro.

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PHPday 2009, come è andata

Un piccolo sunto delle due giornate.

Dopo esattamente due mesi di silenzio, finalmente mi ricordo che ho anche un blog, e torno a scriverci per parlare un po’ di questo mio primo PHPday.

Complice la vicinanza e un’interesse crescente, dopo l’annuncio, su come potesse essere una giornata immerso tra i programmatori PHP, ho fatto la pazzia e mi sono iscritto, approfittando dell’offerta early bird. Arrivato lì in auto, la prima (e unica, direi) brutta sorpresa: l’hotel non aveva un parcheggio proprio, e i Carabinieri, coadiuvati da un carro attrezzi, stavano portando via auto in divieto lungo le strade. Per fortuna dopo 15-20 minuti ho trovato un buco anche abbastanza vicino.

Veloce passaggio alla registrazione, dove mi hanno riempito di gadget (maglietta, cappellino, portacellulare a forma di sedia/antistress, oltre al tesserino identificativo) che non sapevo dove infilare visto che avevo le mani impegnate dall’Eee e dall’ombrello, e poi l’attesa per l’inizio che, come nella migliore tradizione di tutte le conferenze, è partito con mezz’ora di ritardo. Un plauso agli organizzatori che in 30 secondi hanno condensato i saluti per cui era prevista una mezz’ora, per cui tutti i talk sono stati abbastanza in orario.

L’affluenza, nonostante i timori visto il prezzo di iscrizione, è stata molto buona.

Tranne uno, per cui mi aspettavo tutt’altro, tutti i talk sono stati interessantissimi, e mi è dispiaciuto veramente tanto doverne perdere 2 o 3 a causa delle sovrapposizioni (c’erano tre “percorsi” contemporanei).

Interessante l’intervento di Rasmus Lerdorf (di cui parlerò probabilmente in un altro post) riguardo lo sviluppo di PHP, anche se purtroppo era subito dopo pranzo e mi sono perso l’inizio.

Zend Italia ha inoltre organizzato una sessione straordinaria di esame per la certificazione in PHP5, ed ha offerto l’iscrizione gratuita ai primi 10 iscritti. Ne ho approfittato subito e mi è andata bene. Anche l’esame è andato bene, visto che ora sono Zend Certified Engineer. :D

L’unica nota dolente è che l’esame mi ha fatto perdere altri due talk che mi interessavano. Ma pazienza! ;)

I pranzi e i buffet sono stati un’ottima occasione per intavolare, nonostante la mia timidezza cronica, quattro chiacchiere con altri appassionati. Venerdì sono finito a pranzo con due relatori, tra cui il rappresentante di PayPal Italia…

“Incluso nel prezzo” c’era anche l’iscrizione al GrUSP, il Gruppo Utenti e Sviluppatori PHP italiani. Solo da ieri sono stato iscritto anche alla mailing list dei soci e mi ci sto ambientando, ma vista la chiacchierata fatta sabato sera in finale dei lavori tra i membri del gruppo e la cinquantina di persone rimaste, sembrerebbe una cosa molto interessante (tra sconti, contatti, collaborazioni, ecc.)

Approfitto per ringraziare gli organizzatori per l’ottimo lavoro svolto, e per salutare Cesare e Michele (se mai passeranno di qua).

Sul sito dell’evento ci sono i video registrati durante i vari talk, quindi se non ci eravate potete farvi un’idea di come è stata.

L’anno prossimo l’appuntamento è a Rimini (a meno di inconvenienti). Farò il possibile per esserci.

PHPday 2009, Verona, 15 e 16 maggio

L’evento italiano dedicato a PHP.

Il PHPday quest’anno si sposta a Verona, e cerca di dare un taglio ancora più ampio all’evento, allungando la durata a due giorni e introducendo il canale “community” per la presentazione di prodotti opensource. Ci saranno inoltre dei lightning talk, dei “dibattiti” improvvisati dai partecipanti.

Consultate il sito per il programma completo, tuttora non definitivo, ma già con diversi argomenti interessanti sul piatto, almeno per me. Inoltre sarà una buona occasione per incontrare sviluppatori preparati e competenti, merce abbastanza rara, purtroppo.

La novità mal recepita (al punto da generare un post molto risentito del presidente del GrUSP, il gruppo organizzatore) dai partecipanti, invece, è il prezzo di iscrizione, fissato in € 100 per la partecipazione a entrambe le giornate (60 per una sola), che aumenta a 160 (e 90) se ci si iscrive dopo il 16 aprile.

Secondo me, visto quello che viene offerto (soprattutto il pranzo e due buffet per ogni giornata) non è per niente alto, ma posso capire che, per chi è abituato a parteciparvi gratis dagli eventi precedenti, rappresenti un po’ un trauma.

Probabilmente l’affluenza sarà inferiore agli anni scorsi, ma di contro il pubblico sarà più mirato e interessato.

Credo che farò il possibile per partecipare.

FCKEditor + Galeon

= BOOOOOOOOOOM

Oggi, dopo un mese di sviluppo di un sito, lo metto in produzione e mi accorgo che con Galeon le textarea non vengono “trasformate” in editor wysiwyg da FCKeditor.

Subito penso che sia un bug nel plugin per jquery che integra FCK e vado sul suo sito ( http://www.fyneworks.com/jquery/FCKEditor/ ), e infatti nemmeno lì la demo funziona. Ma prima di scavare nel javascript, vado anche sul sito di FCK ( http://www.fckeditor.net/ ) . E nemmeno lì funziona.

E, naturalmente, la persona che deve usare quel sito usa sempre Galeon…

La cosa strana è che Epiphany (che usa la stessa versione di libnspr e di xulrunner) e Firefox/Iceweasel funzionano perfettamente. E che (Tiny)MCE funziona senza problemi anche in Galeon, visto che lo sto usando per scrivere questo post.

Toccherà scrivere un plugin per Zend Framework anche per MCE…

Nel frattempo, se qualcuno ha suggerimenti su come integrare FCK in Galeon, sono i benvenuti.

The survey for people who make websites

Edizione 2008 del sondaggio di A List Apart.

A List Apart, sito di riferimento per chiunque lavori o si diletti nello sviluppo di siti web, anche quest’anno ha indetto un sondaggio per designer, sviluppatori, architetti dell’informazione, project manager, scrittori ed editori web, uomini di marketing e chiunque altro operi nel settore.

I risultati dell’anno scorso, raccolti da quasi 33.000 partecipanti, sono stati molto interessanti, e visto che buona parte delle domande di quest’anno sono simili, sarà interessante vedere le variazioni e gli sviluppi nel settore.

Se siete nel settore, e potete dedicarci 15 minuti, fate come me e rispondete al sondaggio.

Sondaggio AListApart 2008

Zend Framework 1.5

Nuova versione del framework “ufficiale” per PHP, con numerose novità interessanti.

Assieme a un restyling del sito, che trovo molto meglio del precedente (almeno ora è fluido in verticale), anche se ha ancora qualche link rotto, è stata annunciata oggi la nuova versione di Zend Framework, la 1.5.

Le principali novità di questa versione sono Zend_Layout, che permette di avere un layout comune a tutte le pagine invece di doverlo ripetere per ogni View o di dover usare accrocchi per includere i pezzi in ogni View, e Zend_Form, che permette di creare dei form da passare alla View e di inglobare negli stessi le informazioni per la validazione dei campi oltre a permetterne la validazione al volo anche tramite AJAX (informando il browser tramite JSON sugli eventuali errori).

Ci sono moltissime altre novità, naturalmente, oltre a diversi bugfix.

Più veloce della luce Akrabat, che in contemporanea ha rilasciato la sua nuova versione (anche questa 1.5) del tutorial per Zend Framework, includendo già le informazioni su Zend_Layout e Zend_Form.

Trovo molto intelligente la sua scelta di categorizzare i vari form come Model, ma devo ancora vedere la documentazione ufficiale, se già lo prevedeva.

In realtà ad una prima occhiata avevo classificato Zend_Form come una feature utile al massimo per chi scrive CMS, perché rimuove dalla View le informazioni sul form, rendendo la vita difficile ai grafici/HTMListi quando si lavora in un ambiente misto, ma ora sto meditando se ricredermi. Forse lo proverò direttamente sul campo per vedere le reazioni.

Ho già installato il nuovo framework in parallelo al precedente 1.0 (che mantengo per non rischiare la compatibilità di alcune applicazioni già scritte) e nei prossimi giorni lo proverò sicuramente.

Zend Framework 1.0.4 e 1.5RC

Disponibili le nuove versioni del framework ufficiale Zend per PHP.

Sono state annunciate ieri le due nuove versioni dello Zend Framework.

La 1.0.4 è una maintenance release, che corregge un centinaio di bug. Sarò stato fortunato, o magari non uso ancora molte delle funzioni del framework, ma non mi è ancora mai capitato di incappare in un errore da quando ZF è alla versione 1.0.x. Ne ho trovati un paio mentre era in beta, corretti rapidamente.

La 1.5RC è la prima release candidate della nuova versione, che dovrebbe uscire in versione definitiva entro 1 mesetto. Qui le novità rispetto alla 1.0.x sono moltissime. La più importante, forse, è il nuovo modulo Zend_Layout che dovrebbe risolvere molti problemi dell’attuale modello di View in caso di siti con layout molto simile in molte pagine: la maggior parte, insomma. Altre innovazioni sono lo Zend_Form (che personalmente non mi piace molto perché sembra mischi la logica di Controller e View, ma dovrò approfondire) che supporta form potenziati da AJAX, nuovi helpers per Action e View per un migliore supporto AJAX, nuovi componenti per Advanced View, nuovi componenti per l’autenticazione tramite Information Card e OpenID, e miglioramenti importanti a Lucene (un “motore di ricerca” integrato nel framework, per indicizzare documenti di vari tipi), per la generazione di PDF (ora con supporto UTF-8) e ai web services (Technorati e Slide Share).

Entrambe richiedono almeno PHP 5.1.4 per funzionare, ma io consiglio di passare direttamente a PHP 5.2.

Spero solo di trovare un po’ di tempo per smanettare con la 1.5. Alcuni dei nuovi moduli sembrano molto interessanti.

Devo però muovere una critica agli sviluppatori: nella documentazione non si capisce da quale versione un certo modulo o una certa funzione sono state implementate, col risultato che ci si trova magari a cercare di usare con la 1.0.4 una funzione o una classe che esistono solo nella 1.5 e non si capisce dove sia l’errore finché non si va a vedere il sorgente del framework. Appena mi verrà attivato l’account nel bug tracker credo che aprirò una segnalazione a proposito.

HTML5, pronta la working draft

Dopo alcuni mesi di discussione “informale” il W3C ha rilasciato la Working Draft di HTML 5.

La prima cosa che salta all’occhio (non ho ancora letto tutto il draft, e non penso lo leggerò mai, è lunghissimo!) è che finalmente hanno unificato la numerazione delle varie componenti. Quindi avremo HTML5, XHTML5 e DOM5 (invece di HTML 4.01, XHTML1.0, DOM3, ecc.).

Vi lascio il piacere della scoperta per vedere tutte le novità introdotte, ma se volete una scorciatoia, c’è un anche draft per le differenze con HTML4. Speriamo solo che questa draft rimanga tale il meno possibile. O almeno non tanto quanto sono rimaste draft quelle di CSS3.

Ma la cosa più interessante è che, pur non essendo ancora uno standard, HTML5 inizia già ad essere supportato da alcuni browser, e purtroppo la Microsoft ci mette lo zampino.

Per farla breve: si sono accorti che IE7 non rispetta gli standard benissimo, mentre vogliono rispettarli di più con IE8. Il problema è che molti utenti stanno scrivendo pagine per IE7 pensando che rispetti gli standard quando si specifica un DocType corretto. Una cosa del genere è già presente in IE6, che abilita lo “standards mode” specificando un DocType corretto, mentre va in “quirks mode” se il DocType è errato o mancante. Ma non rispettando totalmente gli standard, questo modo viene chiamato “almost standards mode”. IE7 li rispetta un po’ di più… possiamo definirlo “a little bit more almost standards mode”?. IE8 quindi avrà tre metodi di rendering delle pagine: quirks mode, almost standards mode, standards mode. Il problema è quindi come distinguere tra IE7 e IE8, che usano lo standards mode in modo diverso. Con un meta-tag, naturalmente!

Devo ancora raccapezzarmici, ma la mia opinione è che sia l’ennesima porcheria. In pratica verrebbe introdotto un meta-tag che specifica quale versione del browser viene richiesta per visualizzare una certa pagina:

<meta http-equiv="X-UA-Compatible" content="IE=8;FF=3;OtherUA=4">

Quindi se io scrivo un nuovo motore di rendering delle pagine devo andare a controllare cosa la gente ha messo (sempre che lo metta) in OtherUA, almeno finché il mio motore non sarà abbastanza famoso da meritare un tag apposito (notare che lì sopra manca Webkit, motore di Konqueror e Safari), oppure affidarmi alla compatibilità del mio motore con Firefox, e usare le sue versioni. E se l’utente non lo specifica?

Gli sviluppatori sono già abituati a usare un subset di HTML e CSS o a fare salti mortali (fortunatamente alleviati dalla presenza di commenti condizionali in IE) per far funzionare i siti su IE6, IE7, Firefox e Safari. Quelli che non lo facevano prima sicuramente non si ricorderanno nemmeno che esiste questo tag! Non era più semplice rispettare gli standard in IE8 e forzare l’upgrade appena esce, come stanno facendo con IE7? Con IE9 e Firefox4 dovranno tutti implementare almeno 4 o 5 modalità di rendering? I nostri browser supereranno finalmente la soglia dei 2 GiB occupati in memoria appena avviati?

Ai posteri l’ardua sentenza, diceva il saggio.