Tag Archives: novell

SCO nel baratro. Festeggia Novell (e MS?)

Fine della vicenda. Si spera…

Si è conclusa giovedì scorso la vicenda SCO vs Linux, con la decisione definitiva (speriamo) del giudice Kimball contro SCO.

SCO deve pagare a Novell più di 3 milioni di dollari, e sembra che la sua disponibilità di cassa superi di poco il mezzo milione, quindi quasi sicuramente verrà completamente liquidata.

Ma c’è un però, anche se non ufficiale. Come dicevo nel precedente post riguardante il caso (di quasi un anno fa), sono girate voci che fosse stata Microsoft a finanziare l’inizio della causa intentata da SCO contro IBM e Novell. Ora SCO deve pagare a Novell un bel po’ di soldi, e guardacaso MS ha un accordo con Novell. Sicuramente non vedrà un quattrino direttamente, (e probabilmente nemmeno Novell vedrà neanche la metà dei soldi che SCO le deve) ma il fatto che MS stia continuando a comprare “licenze” da Novell per poter vendere assistenza su Linux ai suoi clienti (e protezione contro le cause per i brevetti di MS) mi fa puzzare molto la faccenda.

Giusto per fare un’ipotesi, potrebbe darsi che ora che il giudice ha detto “SCO non ha mai avuto Unix, e non è riuscita a provare di averlo. Unix è di Novell”, inizi la seconda fase: “Unix, e quindi Linux, è di Novell, quindi noi, MS, che abbiamo un contratto con loro siamo distributori autorizzati di Linux/Unix, e tutte le altre distribuzioni sono fuori legge”. Non credo che MS avesse previsto tutto dall’inizio, ma probabilmente si è accorta della verità un paio di anni fa, motivo per cui potrebbe aver stretto l’accordo con Novell.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Aspettiamo di vedere cosa succederà nei prossimi mesi, ma sento già puzza di altre mosse legali.

De Icaza ripudia l’accordo con Microsoft

Qualcosa si (s)muove.

Durante una conferenza a Las Vegas, Miguel de Icaza, sul palco assieme a rappresentanti della Microsoft, incalzato da alcune domande di Mike Shcroepfer (di Mozilla) ha prima cercato di spiegare come l’accordo con Microsoft protegga solo chi scarica Moonlight dal sito Novell e non da altri siti, e infine ha ammesso che, se fosse stato per lui, l’accordo con Microsoft non si sarebbe dovuto fare, ma non era in posizione di decidere.

De Icaza, cofondatore del progetto GNOME e della (ormai estinta) Ximian, ora è vice presidente di Novell.

Moonlight, per chi ancora non lo sapesse, è l’implementazione “open source” (tra virgolette perché appesantita dai brevetti Microsoft) di Silverlight, la risposta di MS, appunto, a Flash/Flex/AIR di Adobe. Per come la vedo io, sono entrambe tecnologie chiuse, anche se apparentemente open, quindi da evitare finché possibile.

Di recente Nokia (probabilmente stressata da MS) ha annunciato che avrebbe reso disponibile Silverlight sui suoi cellulari intelligenti (le serie S40 e S60).

Novell aveva già ricevuto pesanti critiche dalla comunità per il suo accordo con “il nemico”, soprattutto dal sito BoycottNovell, che non ha mancato di criticare anche Moonlight. Forse De Icaza si sta accorgendo che nel mondo Linux perdere il supporto della comunità può essere molto rischioso.

Secondo me, semplicemente, Linux non ha bisogno di Mono. Nessuna applicazione (che io sappia) scritta per .Net funziona su Linux, nemmeno le più semplici. E tutte quelle scritte per Linux sfruttano Gtk o meccanismi di Linux, per cui non funzionano con Windows, quindi il motivo principale dell’esistenza di Mono viene a cadere. Ritengo che ci siano già molti strumenti per sviluppare rapidamente su Linux (dall’immensità di librerie disponibili per C e C++ a Python, passando per Gambas, Ruby, e anche Java. E perfino PHP, volendo, anche fuori dal web), e che sarebbe meglio spendere energie per sviluppare progetti più significativi, come Vala e GDC, che hanno una cronica mancanza di sviluppatori, ma nonostante ciò stanno crescendo.

SCOlare a picco

Mettersi contro Linux fa male alla salute!

La notizia è stata diffusa solo oggi da SCO, anche se lo sapevano già dal 21 dicembre. Il Nasdaq (la Borsa tecnologica americana) ha da oggi, 27 dicembre, rimosso il titolo SCOX dai listini e dalle contrattazioni, in seguito alla richiesta di amministrazione controllata richiesta dalla stessa SCO nella prima metà del 2007.

Non ci capisco molto del sistema legale americano e delle regole di borsa del Nasdaq ma, da quel che leggo su groklaw, dopo aver perso la causa contro IBM sulla proprietà intellettuale di Linux (che SCO dichiarava di possedere solo per il fatto che alcuni nomi di costanti nei sorgenti del kernel erano uguali a quelli di Unix), ma soprattutto dopo aver trascinato per anni una causa legale che probabilmente sapeva già di perdere (i dirigenti hanno sbolognato le azioni già da parecchio tempo), SCO è rimasta senza soldi, senza ragione in tribunale, senza clienti e senza i suoi famigerati “certificati di protezione legale” (che ha cercato, anche riuscendo parzialmente, di vendere appena dopo la denuncia a IBM).

Ha quindi chiesto l’amministrazione controllata, che è un “prequel” del fallimento. L’azienda passa in mano a curatori fallimentari che, a differenza che qui in Italia, fanno di tutto per consolidare le proprietà dell’azienda, e cercano di farla riprendere facendo investimenti meno rischiosi, cercando di capitalizzare su quello che c’è piuttosto che su quello che potrebbe essere.

Ci è passata anche la Mandrake prima di diventare Mandriva, e ci è riuscita cambiando politiche di distribuzione, fornendo servizi aggiuntivi, ecc.

Come dicevo, non me ne intendo, ma non credo che la rimozione dal Nasdaq sia un buon segno per SCO. Probabilmente hanno molto poco su cui capitalizzare, e nel frattempo hanno perso la fiducia dei clienti, oltre che degli investitori.

Non cercherò di nascondermi dietro una facciata di buonismo, dicendo che gli sta proprio bene.

Sono girate molte voci in questi anni. Una delle più insistenti vedeva Microsoft che foraggiava SCO per convincerla a fare causa a IBM, RedHat, Novell, ecc.

Naturalmente non è mai stato dimostrato, ma potrebbe sembrare che il declino totale di SCO sia corrispondente al “voltafaccia” di Microsoft, che si è alleata con Novell prima (novembre 2006), ispirando un sito per “tenere d’occhio la situazione”, e con altre aziende che fondano il loro business su Linux poi, contemporaneamente spargendo FUD su presunti brevetti che Linux (o meglio, le applicazioni che ci girano) violerebbero.

Forse fra 4-5 anni vedremo Novell, Xandros, Linspire e le altre fare la fine che oggi ha fatto SCO?

Chissà. Intanto la Microsoft è stata costretta dalla causa (persa) contro la Comunità Europea a fornire al team di Samba le specifiche del protocollo per favorire l’integrazione coi suoi sistemi.

A volte mi sembra che stiano tutti camminando su diverse corde sospese a diverse altezze, e ogni tanto uno dia una scrollata alla corda dell’altro per vedere se cade. Solo che nel frattempo rischia di sbilanciarsi.

La corda della Microsoft è larga perché hanno tanti soldi, quella di Linux per il modello di sviluppo. Vedremo quale cederà per primo.