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A new world

Sto pensando di prendere un palmare nuovo…

Sharp Zaurus sl-c1000Da ormai 3 anni vivo quasi in simbiosi con il mio Zaurus SL-C1000 “Akita”, che come il fedelissimo omonimo cane, mi segue un po’ dappertutto. Forse è stato il migliore acquisto che abbia fatto, e svolge ancora egregiamente il suo lavoro (la batteria dura ancora 7-8 ore di uso attivo e mesi in standby), ma sta iniziando a mostrare i segni del tempo. Ormai fuori produzione da quasi 2 anni, anche il supporto del team di Angtrom sta latitando, al punto che ormai da appunto 2 anni non lo posso più aggiornare. Inoltre la mancanza di una connessione WiFi o comunque di rete funzionante ne limita un po’ l’uso. In pratica è diventato un ottimo ebook reader (mi  ci sparo una cinquantina di libri l’anno…), ma ben poco altro.

Allora, visto che mia moglie ci sta sbavando sopra da un po’ (anche lei è una avida lettrice ed è stanca di portarsi libri da 1 Kg in borsa), ho iniziato a guardarmi intorno per vedere cosa offre il panorama Linux di oggi. Le scelte sono fondamentalmente quattro.

Nokia N800/N810

nokia n810Un bell’oggettino, con un bello schermo (800×480) e, nel caso dell’810, una tastiera fisica che mi farebbe molto comodo quando, in giro, mi capita di dover prendere appunti in velocità e magari non ho con me l’Eee. L’ho valutato per un po’, e l’avrei anche trovato a un prezzo stracciato, per le sue caratteristiche, ma poi ho pensato: perché non fare il grande passo e unire il cellulare al palmare, andando su uno smartphone?

Anche perché Nokia sta un po’ stravolgendo il panorama Linux in casa sua: sta portando Maemo verso le Qt, ha acquistato Symbian e lo sta rendendo Open Source, ha preso accordi con Intel per collaborare. Non è ancora chiarissimo verso cosa stia andando.

Allora il primo pensiero è stato…

OpenMoko Freerunner

openmoko freerunnerUn progetto interessante, due anni fa. Bellissimo lo schermo da 640×480, anche se forse un po’ piccolo. Peccato per il resto dell’hardware, e in particolare la scarsa flash memory interna (pur se espandibile con microSD) e la limitazione a reti telefoniche 2G. Ma avrei anche potuto sopportarlo (non mi collego mai in mobilità, e il WiFi integrato sarebbe stato più che sufficiente), ma le vicende degli ultimi mesi in casa OpenMoko mi hanno fatto pensare.

In definitiva la piattaforma hardware è stata abbandonata a sé stessa. Il nuovo modelli ha solo una piccola correzione hardware che toglie il ronzio di sottofondo (bug del precedente modelli, sistemabile con una saldatura), ma non offre maggiore memoria interna (sia RAM che flash) e non è ancora chiaro se scaricando la batteria fino al minimo si rimane ancora fregati.

Dal lato software si vedono continuamente, nei blog degli sviluppatori, nuove versioni del software di sistema. Peccato che ci siano 3-4 versioni di sistema operativo con forse una trentina di sviluppatori, quindi tutto è perennemente in beta e non si capisce nemmeno se ci si può telefonare.

In pratica è diventata una sala giochi per gli sviluppatori. Il che non mi sarebbe dispiaciuto, se non avessi la necessità di un device funzionante e con un po’ di software stabile disponibile, quindi ho valutato le due iniziative “commerciali”:

Palm Pre

palm preDopo anni di attesa finalmente la Palm è riuscita a presentare il suo cellulare basato su Linux, e gli è anche riuscito abbastanza bene, con una CPU a 600 MHz, 256 MB di RAM, 8 GB di flash. Peccato per la risoluzione dello schermo, che ormai sembra standardizzata tra i cellulari, di solo 320×480 (metà del mio Zaurus e del Freerunner, quasi 1/3 del Nokia N8x0).

Grazie a un bug della prima versione del S.O., alcuni sviluppatori sono anche riusciti a “rootarlo”, e quindi ad accedere agli internals del S.O.. E perfino ad installarci Debian!

Il sistema non è male, anche se lo sviluppo di applicazioni è un po’ limitato, visto che i programmi devono praticamente essere delle webapp scritte in HTML5, CSS e Javascript, anche se c’è supporto per database SQLite.

Purtroppo non sopporto il tipo di tastiera che ha. I tasti sono troppo piccoli. Se avessero fatto lo slider dalla parte lunga sarebbe stato un po’ meno “blackberroso”, magari non si sarebbe potuto scrivere con una mano sola, ma almeno sarebbe stata usabile. Scartato. Non rimane molto tra cui scegliere…

Android

htc g1Il primo cellulare con questo S.O. è stato l’HTC G1, detto anche Dream, e ha fatto sognare per un po’ parecchia gente. Ormai è un anno che è sul mercato, ma per una cosa è ancora insuperato: la tastiera fisica. Anche se aggiunge un po’ di spessore al telefono, sarebbe perfetta in un device aggiornato, con linee un po’ più arrotondate e, grazie ai nuovi componenti di dimensioni ridotte, magari montato su un device più snello. Purtroppo il quantitativo di RAM (192 MB) e flash (256 MB) è ridotto a misure di oltre un anno fa. La CPU è buona (528 MHz) e lo schermo è il tristemente diffuso 320×480, ma qui da 3.2″. Punto debole denuinciato da molti la durata della batteria.

In seguito al suo successo (ne sono stati già venduti più di 1 milione), altri modelli l’hanno seguito a ruota, e quest’anno si preannuncia come “l’anno di Android”. htc magicL’HTC Magic (chiamato anche “G2″ da alcuni) è già sul mercato da un po’, e sono usciti o in uscita (sul mercato italiano) il Samsung i7500 Galaxy e l’HTC Hero. Entro fine anno si prevede che i modelli sul mercato, da vari produttori, saranno almeno una ventina, e già si parla di Motorola e di Sony Ericsson.

Intanto le note dolenti: sempre lo stesso schermo 320×480 e niente tastiera fisica. Per il resto, ognuno si distingue dagli altri per alcuni particolari, ma tutti integrano le caratteristiche salienti di Andoid: connettività 2G, 3G, WiFi, Bluetooth, GPS e accelerometri integrati, touchscreen e, naturalmente, applicazioni sia ufficiali che di terze parti basate sulla VM dalvik disponibili in rete.

HTC è il pioniere di Android e si trova in vantaggio rispetto agli altri. Se il Magic è una piccola evoluzione del Dream dal punto di vista hardware (raddoppiata la flash, a 512 MB, ma la RAM, la CPU e lo schermo sono rimasti uguali) e software (monta Android 1.5 contro l’1.0, comunque aggiornabile, del G1), HTC Herol’Hero è un passo più lungo. La RAM è stata portata a 288 MB, la flash rimasta a 512 MB e la CPU a 528 MHz, ma l’interfaccia “classica” di Android è stata completamente stravolta da HTC, e sono stati creati appositamente diversi widget per integrare meglio tutte le funzioni “social” del telefono. Purtroppo non ha un connettore standard da 3.5mm per le cuffie/microfono, ma solo una ExtUSB, che non ho ancora capito se è fisicamente compatibile con le prese microUSB standard.

Rimane il dubbio se questa nuova interfaccia implichi qualche incompatibilità con le applicazioni standard di Android Market, o se possa andare in conflitto con widget di terze parti. Vedremo i primi test cosa diranno.

Per quanto riguarda Samsung Galaxy i7500il Samsung Galaxy, non sono ancora riuscito a trovare specifiche hardware complete, ma credo che la CPU sia la “solita” 528 MHz, mentre la RAM dovrebbe essere oltre i 256 MB, forse 288 (ne dichiarano 192 MB liberi). Punti forti sono la memoria flash, di ben 8 GB, e lo schermo Amoled. Inoltre sembra che la tastiera a schermo abbia un feedback tramite la vibrazione del telefono. Ho provato questa funzione sul Samsung YP-P3 e, nonostante non riesca a dare lo stesso feeling delle tastiere fisiche, è comunque molto utile per capire se un tasto lo si è premuto o meno, senza essere costretti a fare su-e-giù con lo sguardo tra la tastiera e l’entry widget.

Per il resto la GUI è “classic Android”, e fortunatamente i connettori per cuffie/microfono e microUSB sono standard, quindi si potranno usare gli accessori che si preferisce. Non è ancora chiaro se l’accesso al market sarà completamente libero o limitato. Durante la conferenza di presentazione è stata un po’ fumosa la questione. Ma il video pubblicitario di presentazione è simpatico. :)

Sembra anche che il prezzo in Italia sarà di 399 euro, un centinaio di euro in meno rispetto all’Hero e, visto la dotazione hardware, mi fa propendere molto verso questo modello.

Ultim’ora: Nokia compra Trolltech

Inaspettata come il proverbiale fulmine col sereno.

Non è ancora definitivo l’acquisto, ma Nokia ha stipulato un accordo con Trolltech per fare un’offerta di acquisto. L’acquisizione dovrebbe diventare definitiva, a meno di obiezioni da parte degli azionisti o di entità governative come antitrust o di controllo della Borsa.

Arriva completamente inaspettata, perché Nokia, finora, ha sempre usato il “concorrente” di Trolltech, Gtk+, per le sue interfacce (vedi quella della serie N770, N800 e N810), e secondo me può significare solo una cosa: vuole usare QTopia per portare anche la parte telefonica nei suoi tablet/MID.

Nokia vs Google

Nokia, lo ricordo, è rimasta fuori dalla Open Handset Alliance made in Google, mentre ne fanno parte i suoi rivali più pericolosi: Motorola, Samsung e LG, oltre ad HTC. Probabilmente non ha visto sviluppi abbastanza veloci dal fronte GPE Phone Edition o OpenEmbedded/OpenMoko, e ha preferito buttarsi su una tecnologia già matura come può essere quella QTopia Phone.

Per “noi Linuxari” questo significa anche che Linux sta conquistando sempre maggiori fette di mercato nel mobile, e che per fine anno potrebbero esserci parecchi dispositivi nuovi a contrastare Windows Mobile e Symbian (che è di Nokia, tra l’altro). PalmOS ormai è morto (purtroppo).

OpenMoko

Mi dispiace un po’ (preferisco le Gtk…) ma credo che ora OpenMoko avrà una vita ancora più dura, soprattutto perché non è ancora uscito nessun terminale per il pubblico. Rischia di trovarsiad uscire sul mercato contemporaneamente a colossi molto più grandi di lui. Se entro la fine di febbraio fosse disponibile il Freerunner potrebbe conquistarsi almeno una fetta di appassionati.

L’anno di Linux!

Ormai questa frase è emblematica del periodo natalizio. Un po’ come “Buon anno!”

Io vado un po’ controcorrente, ma non troppo, altrimenti entro nella corrente opposta, quella che dice “sono dieci anni che lo dite e non è ancora successo”. Non è successo semplicemente perché non succederà mai. Non succederà che nel giro di un mese o anche di un anno Linux ribalti la sua situazione di mercato e passi a dominarlo. Si tratta di un processo continuo di erosione delle quote di utenza (non di mercato, è diverso), iniziato a metà degli anni 90 e continuamente rinvigorito.

Le prime schermaglie

Quindi no, il 2008 non sarà “l’anno di Linux”, ma sarà “un altro anno di crescita di Linux”, come sta succedendo da un bel pezzo. Solo che ora sta succedendo più vicino all’utente. Negli anni scorsi Linux ha guadagnato importanti quote nel settore server, spinto da un’ottima affidabilità affiancata da ottime prestazioni (continuamente migliorate) e da una buona facilità di amministrazione (per i tecnici, naturalmente). Anche il costo ha fatto la sua parte, ma diverse distribuzioni non proprio economiche (le RedHat da più di 1000 euro o le SuSE anche più costose) sono andate via come il pane (e hanno fatto schizzare le rispettive azioni in borsa), perché comunque le caratteristiche del sistema sono importanti per il settore. Avere un server con 2 anni di uptime è una richiesta abbastanza comune e, con Linux, alla portata di chiunque. Hardware permettendo. :)

Il fronte

Ha iniziato la Mandrake (ora Mandriva) la battaglia sul fronte desktop, e in seguito Ubuntu ne ha ereditato l’impegno al fronte, forte di una comunità che si stava allargando, di progressi tecnici ingenti ed indirizzati al desktop anche e livello di kernel, oltre che di desktop environment, e di accordi strategici e tecniche di marketing che l’hanno portata ad essere la distribuzione più usata nei desktop nel giro di un paio d’anni. Dalla geniale idea di inviare gratis per posta i CD di installazione della distribuzione agli accordi con Dell e altri produttori per fornire la distribuzione preinstallata, la quota di utenti ha continuato a crescere in modo costante. Ora l’uscita di Vista, con innumerevoli problemi tecnici, periferiche non supportate, sistemi di sicurezza al limite del sopportabile, diminuzione delle prestazioni, ecc. sta avvantaggiando sia Linux che Apple. Gli utenti esperti hanno continuato con la loro distribuzione preferita (Debian, Fedora, SuSE, Slackware, oltre a quelle già citate, si contendono il grosso degli utenti), spostando solo di poco le posizioni precedenti.

“L’altro” fronte

Dall’altra parte c’è stata una guerra silenziosa, combattuta a colpi di infiltrazioni e “sabotaggi”. Linux nell’embedded è cresciuto tanto quanto, se non di più, di Linux nel desktop. Ha iniziato timidamente su pochi dispositivi: gli Zaurus, gli Yopi, l’Agenda, per poi diffondersi a macchia d’olio, spesso nascosto, su PDA, UMPC, PMP, console e cellulari. Fino agli annunci di questi giorni/mesi: OpenMoko, Asus Eee, Android, Kindle, gPC.

Asus prevede di vendere circa 4 milioni di Eee entro il 2008 (e tuttora non riesce a coprire le richieste, se ne vende uno ogni 6 secondi), i gPC sono andati esauriti in due settimane (ora è stato fatto un restock). Il Kindle è andato esaurito in 5 giorni. OpenMoko e dispositivi basati su Android non sono ancora in vendita al pubblico.

Archos usa Linux sui suoi PMP, la GP2X ha visto ormai 4 o 5 versioni (ho perso il conto), Motorola usa Linux “di nascosto” da parecchio, Nokia ha cercato (poco) di nasconderlo sui sugli N770 e N800/N810, sempre Asus lo usa come “S.O. embedded” in una sua scheda madre per navigare e usare Skype senza caricare il S.O. vero e proprio, iRex lo usa nel suo e-book reader, ecc. ecc.

Pochi, fino a pochi mesi fa, si sono accorti di questo fronte di guerra, ma ormai le quote sono importanti e la crescita prevista ancora di più.

Conclusioni

Nei primi paragrafi ho parlato di quote di utenza e non di mercato, perché troppo spesso “i concorrenti” usano le magiche parole “quota di mercato” per dimostrare che Linux non sta sfondando. Però le quote di mercato interessano poco a Linux, perché gran parte delle installazioni vengono effettuate con immagini ISO scaricate da Internet, non acquistate, e quindi non entrano a far parte di una “quota di mercato”. Le quote di mercato vanno bene per farle vedere agli azionisti e farsi dare liquidità o potere decisionale, ma nel complesso contano poco contro un sistema operativo libero. Anche l’acquisto di intere server farm per cambiare il S.O. di domini parcheggiati e falsare le statistiche di Netcraft  contano poco al di fuori dell’assemblea dei soci/azionisti.

Qui non ci sarà una bomba atomica che ribalterà le sorti della guerra da un giorno all’altro, ma anni di trincea a combattere su più fronti porteranno, per dirla con le parole di Linus Torvalds, alla conquista del mondo.

Mamona 0.1 per Nokia N800 e N810

La distribuzione alternativa per Nokia N800 e N810.

Venerdì è stata annunciata la prima release di Mamona, la 0.1. Si tratta di un ambiente sostitutivo rispetto al Maemo/Scratchbox preinstallato sui dispositivi Nokia N800 e N810. Derivato da OpenEmbedded, punta ad avere un ambiente completamente open source, dalle applicazioni all’ambiente di sviluppo.

La collaborazione e il legame tra Mamona e OpenEmbedded ha portato e sta portando vantaggi per entrambe le distribuzioni: correzione di bug, supporto per la generazione di pacchetti deb e deb-src, ecc.