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Adding Sony Android SDK in Android Studio

Today I started experimenting with the Sony SDK to add floating windows (Small Apps in the Sony lingo) capabilities to my app. All the documentation I found was for Eclipse and, apparently, nobody thought of documenting how to use it with Android Studio.

So, here are my findings after a lot of struggle. Beware, I am not sure this is the correct way to do it, but it works! At least for me. :)

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Sleep()ing Android

I recently restarted developing on Android, after (too many) years. I had to catch up with all the updates in the framework, as I was using Android 1.6/2.0 at the time, but all in all, I found out it was easier than I thought.

I decided to create a small game-like app to get back in shape before engaging all the new things in Android 4.

And I found I needed to sleep() for a bit after a user action.
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OpenMoko WikiReader

La rivoluzione in casa OpenMoko

Ogni tanto mi ricordo di avere anche un blog, e oggi è uno di quei giorni. E scusatemi se è un post polemico.

Probabilmente vi ricordate l’annuncio nell’aprile di quest’anno di Sean Moss-Pultz riguardo il mettere in standby (cioè di ammazzare) il progetto Freerunner per dedicarsi al “Plan B”, un device che avevano già in cantiere e che gli avrebbe permesso di restare in affari.

WikiReaderBene, quel device è uscito, e lo vedete qui in tutto il suo splendore.

Un fantastico dispositivo da 99 dollari, con schermo monocromatico (almeno è touchscreen) e tre tasti. Fornito con una SD da 8 GB con caricato Wikipedia. E vendono pure gli abbonamenti per gli aggiornamenti, mandandoti a casa una nuova SD ogni volta. E non ci puoi fare niente altro che consultare Wikipedia.

Scusate il sarcasmo latente nel post, ma a me pare una str… Voglio dire: il mercato più florido e fervente di questo periodo è quello dei telefonini. Le stime dicono che entro qualche anno gli smartphone supereranno i “dumbphone”, Android, nato dal niente, si prevede che diventerà la seconda piattaforma per smartphone entro il 2012 (dopo Symbian).

Tu hai uno smartphone quasi completamente pronto, con hardware neanche tanto malvagio (e bastava aggiornare la CPU e aggiungere un po’ di RAM per renderlo quasi perfetto), con un software a buon punto, una comunità anche abbastanza collaborativa e blocchi tutto per sviluppare e distribuire una “cineseria” che, prevedo, verrà venduta sì e no nei discount e nei negozi di souvenir?

Bah…

A new Galaxy

Ebbene sì, ho fatto la mia scelta…

Un paio di settimane fa ho finalmente rotto il porcellino e ho comprato il Samsung Galaxy. Ci ho smanettato per un po’ ed ecco qui le prime impressioni.

L’ho comprato in un centro Wind, pagato 399 euro, ed era l’unico disponibile, arrivato quel giorno stesso. Il commessio era quasi dispiaciuto di non averlo potuto mostrare a nessun cliente. :)

Dopo la canonica notte in carica, con ancora tutti gli adesivi protettivi attaccati, l’ho finalmente acceso. La prima cosa che ho fatto è stato configurare la rete WiFi a casa, “spaventato” da storie trovate su Intetrnet di cellulari che si collegano da soli a Internet e finiscono il credito in pochi minuti. Un sentito grazie alle compagnie telefoniche italiane a ai loro prezzi assurdi sul traffico dati.

L’interfaccia è abbastanza (capirete poi perché non “molto”) intuitiva, e le operazioni comuni sono tutte a portata di mano, ma una letta al manuale utente (un po’ striminzito, ma non più di altri cellulari che ho avuto. Solo che questo è uno smartphone…) toglie molti dubbi. In particolare, cliccare sulle icone e aprire la lista delle applicazioni col bottone in basso è, naturalmente, intuitivo, ma capire che dalla lista di applicazioni si può “tenere premuta” un’applicazione per spostarla sul desktop, oppure che la barra in alto è trascinabile per aprire la finestra notifiche non sono immediate, anche se semplici e veloci, così come lo slide verso destra o sinistra che permettono di spostarsi tra i 3 desktop virtuali. In questo è molto “linuxoso”. Continue reading

A new world

Sto pensando di prendere un palmare nuovo…

Sharp Zaurus sl-c1000Da ormai 3 anni vivo quasi in simbiosi con il mio Zaurus SL-C1000 “Akita”, che come il fedelissimo omonimo cane, mi segue un po’ dappertutto. Forse è stato il migliore acquisto che abbia fatto, e svolge ancora egregiamente il suo lavoro (la batteria dura ancora 7-8 ore di uso attivo e mesi in standby), ma sta iniziando a mostrare i segni del tempo. Ormai fuori produzione da quasi 2 anni, anche il supporto del team di Angtrom sta latitando, al punto che ormai da appunto 2 anni non lo posso più aggiornare. Inoltre la mancanza di una connessione WiFi o comunque di rete funzionante ne limita un po’ l’uso. In pratica è diventato un ottimo ebook reader (mi  ci sparo una cinquantina di libri l’anno…), ma ben poco altro.

Allora, visto che mia moglie ci sta sbavando sopra da un po’ (anche lei è una avida lettrice ed è stanca di portarsi libri da 1 Kg in borsa), ho iniziato a guardarmi intorno per vedere cosa offre il panorama Linux di oggi. Le scelte sono fondamentalmente quattro.

Nokia N800/N810

nokia n810Un bell’oggettino, con un bello schermo (800×480) e, nel caso dell’810, una tastiera fisica che mi farebbe molto comodo quando, in giro, mi capita di dover prendere appunti in velocità e magari non ho con me l’Eee. L’ho valutato per un po’, e l’avrei anche trovato a un prezzo stracciato, per le sue caratteristiche, ma poi ho pensato: perché non fare il grande passo e unire il cellulare al palmare, andando su uno smartphone?

Anche perché Nokia sta un po’ stravolgendo il panorama Linux in casa sua: sta portando Maemo verso le Qt, ha acquistato Symbian e lo sta rendendo Open Source, ha preso accordi con Intel per collaborare. Non è ancora chiarissimo verso cosa stia andando.

Allora il primo pensiero è stato…

OpenMoko Freerunner

openmoko freerunnerUn progetto interessante, due anni fa. Bellissimo lo schermo da 640×480, anche se forse un po’ piccolo. Peccato per il resto dell’hardware, e in particolare la scarsa flash memory interna (pur se espandibile con microSD) e la limitazione a reti telefoniche 2G. Ma avrei anche potuto sopportarlo (non mi collego mai in mobilità, e il WiFi integrato sarebbe stato più che sufficiente), ma le vicende degli ultimi mesi in casa OpenMoko mi hanno fatto pensare.

In definitiva la piattaforma hardware è stata abbandonata a sé stessa. Il nuovo modelli ha solo una piccola correzione hardware che toglie il ronzio di sottofondo (bug del precedente modelli, sistemabile con una saldatura), ma non offre maggiore memoria interna (sia RAM che flash) e non è ancora chiaro se scaricando la batteria fino al minimo si rimane ancora fregati.

Dal lato software si vedono continuamente, nei blog degli sviluppatori, nuove versioni del software di sistema. Peccato che ci siano 3-4 versioni di sistema operativo con forse una trentina di sviluppatori, quindi tutto è perennemente in beta e non si capisce nemmeno se ci si può telefonare.

In pratica è diventata una sala giochi per gli sviluppatori. Il che non mi sarebbe dispiaciuto, se non avessi la necessità di un device funzionante e con un po’ di software stabile disponibile, quindi ho valutato le due iniziative “commerciali”:

Palm Pre

palm preDopo anni di attesa finalmente la Palm è riuscita a presentare il suo cellulare basato su Linux, e gli è anche riuscito abbastanza bene, con una CPU a 600 MHz, 256 MB di RAM, 8 GB di flash. Peccato per la risoluzione dello schermo, che ormai sembra standardizzata tra i cellulari, di solo 320×480 (metà del mio Zaurus e del Freerunner, quasi 1/3 del Nokia N8x0).

Grazie a un bug della prima versione del S.O., alcuni sviluppatori sono anche riusciti a “rootarlo”, e quindi ad accedere agli internals del S.O.. E perfino ad installarci Debian!

Il sistema non è male, anche se lo sviluppo di applicazioni è un po’ limitato, visto che i programmi devono praticamente essere delle webapp scritte in HTML5, CSS e Javascript, anche se c’è supporto per database SQLite.

Purtroppo non sopporto il tipo di tastiera che ha. I tasti sono troppo piccoli. Se avessero fatto lo slider dalla parte lunga sarebbe stato un po’ meno “blackberroso”, magari non si sarebbe potuto scrivere con una mano sola, ma almeno sarebbe stata usabile. Scartato. Non rimane molto tra cui scegliere…

Android

htc g1Il primo cellulare con questo S.O. è stato l’HTC G1, detto anche Dream, e ha fatto sognare per un po’ parecchia gente. Ormai è un anno che è sul mercato, ma per una cosa è ancora insuperato: la tastiera fisica. Anche se aggiunge un po’ di spessore al telefono, sarebbe perfetta in un device aggiornato, con linee un po’ più arrotondate e, grazie ai nuovi componenti di dimensioni ridotte, magari montato su un device più snello. Purtroppo il quantitativo di RAM (192 MB) e flash (256 MB) è ridotto a misure di oltre un anno fa. La CPU è buona (528 MHz) e lo schermo è il tristemente diffuso 320×480, ma qui da 3.2″. Punto debole denuinciato da molti la durata della batteria.

In seguito al suo successo (ne sono stati già venduti più di 1 milione), altri modelli l’hanno seguito a ruota, e quest’anno si preannuncia come “l’anno di Android”. htc magicL’HTC Magic (chiamato anche “G2” da alcuni) è già sul mercato da un po’, e sono usciti o in uscita (sul mercato italiano) il Samsung i7500 Galaxy e l’HTC Hero. Entro fine anno si prevede che i modelli sul mercato, da vari produttori, saranno almeno una ventina, e già si parla di Motorola e di Sony Ericsson.

Intanto le note dolenti: sempre lo stesso schermo 320×480 e niente tastiera fisica. Per il resto, ognuno si distingue dagli altri per alcuni particolari, ma tutti integrano le caratteristiche salienti di Andoid: connettività 2G, 3G, WiFi, Bluetooth, GPS e accelerometri integrati, touchscreen e, naturalmente, applicazioni sia ufficiali che di terze parti basate sulla VM dalvik disponibili in rete.

HTC è il pioniere di Android e si trova in vantaggio rispetto agli altri. Se il Magic è una piccola evoluzione del Dream dal punto di vista hardware (raddoppiata la flash, a 512 MB, ma la RAM, la CPU e lo schermo sono rimasti uguali) e software (monta Android 1.5 contro l’1.0, comunque aggiornabile, del G1), HTC Herol’Hero è un passo più lungo. La RAM è stata portata a 288 MB, la flash rimasta a 512 MB e la CPU a 528 MHz, ma l’interfaccia “classica” di Android è stata completamente stravolta da HTC, e sono stati creati appositamente diversi widget per integrare meglio tutte le funzioni “social” del telefono. Purtroppo non ha un connettore standard da 3.5mm per le cuffie/microfono, ma solo una ExtUSB, che non ho ancora capito se è fisicamente compatibile con le prese microUSB standard.

Rimane il dubbio se questa nuova interfaccia implichi qualche incompatibilità con le applicazioni standard di Android Market, o se possa andare in conflitto con widget di terze parti. Vedremo i primi test cosa diranno.

Per quanto riguarda Samsung Galaxy i7500il Samsung Galaxy, non sono ancora riuscito a trovare specifiche hardware complete, ma credo che la CPU sia la “solita” 528 MHz, mentre la RAM dovrebbe essere oltre i 256 MB, forse 288 (ne dichiarano 192 MB liberi). Punti forti sono la memoria flash, di ben 8 GB, e lo schermo Amoled. Inoltre sembra che la tastiera a schermo abbia un feedback tramite la vibrazione del telefono. Ho provato questa funzione sul Samsung YP-P3 e, nonostante non riesca a dare lo stesso feeling delle tastiere fisiche, è comunque molto utile per capire se un tasto lo si è premuto o meno, senza essere costretti a fare su-e-giù con lo sguardo tra la tastiera e l’entry widget.

Per il resto la GUI è “classic Android”, e fortunatamente i connettori per cuffie/microfono e microUSB sono standard, quindi si potranno usare gli accessori che si preferisce. Non è ancora chiaro se l’accesso al market sarà completamente libero o limitato. Durante la conferenza di presentazione è stata un po’ fumosa la questione. Ma il video pubblicitario di presentazione è simpatico. :)

Sembra anche che il prezzo in Italia sarà di 399 euro, un centinaio di euro in meno rispetto all’Hero e, visto la dotazione hardware, mi fa propendere molto verso questo modello.

CeBIT 2009

Inizia domani una delle fiere dell’elettronica più importanti.

Si aprono domani, martedì 3 marzo alle 9:00, i cancelli del CeBIT, ad Hannover in Germania. Forse l’esposizione più importante in europa per quanto riguarda informatica e tecnologia.

Sui blog girano già notizie sui prodotti che saranno presentati e, a parte la solita pletora di cellulari/smartphone, e di notebook in tutte le salse, sembra ci saranno anche alcune cose più interessanti.

2009, l’anno degli e-book reader?

BooxPer esempio sono già trapelati diversi e-book reader.

Quello che mi ispira di più è il Boox, di cui riporto un’immagine rubata a mobileread.com. Le dimensioni sembrano perfette per non essere troppo ingombrante o troppo piccolo, e non ha un sacco di spazio sprecato come il Kindle. Legge un sacco di formati (tra cui chm, pdf e rtf, oltre a txt, html e un paio di formati da ebook), suona mp3, ha slot SD e porta USB.

Il processore da oltre 500 MHz è più che sufficiente per visualizzare velocemente gli ebook mentre in sottofondo si ascoltano mp3, e anche la RAM (128 MB)  non è male se, come penso, ci gira Linux e si possono installare altri software.

Ma anche il BeBook 2 non sembra male. Peccato che non se ne conoscano ancora le caratteristiche complete. Il primo BeBook mi aveva fatto una buona impressione.

Un po’ meno interessante, ma fa numero, il NUUT. Probabilmente sarà destinato al solo mercato coreano, come il sito fa intendere, e le caratteristiche tecniche, a parte quelle riportate da Engadget, sono difficili da estrapolare.

Infine, per ultimo visto che è solo un rumor e che probabilmente uscirà a fine anno, la terza versione del Kindle, di cui naturalmente non esistono immagini o specifiche tecniche, ma che speriamo riduca un po’ le dimensioni o almeno aumenti l’ampiezza dell’area visibile, magari sacrificando un po’ la tastiera che, in un dispositivo del genere, non è proprio della massima importanza.

Girano inoltre voci di molti altri modelli, che quasi sicuramente vedremo nei prossimi giorni presentati in fiera.

Sembra insomma che gli e-book reader siano in fase di decollo quest’anno. Finalmente, aggiungerei (e spero che calino un po’ i prezzi).

Netbook

Sul fronte netbook finalmente si inizia a vedere qualcosa di diverso.

A parte l’Asus Eee 1000HE che promette quasi 10 ore di autonomia ma che purtroppo non adotta ancora il nuovo chipset per Atom, e che (ancora purtroppo) rimane allineato a tutti gli altri come caratteristiche (Atom 1.6 GHz, 160 GB, 1024×600, ecc.) stanno iniziando a spuntare anche alcuni modelli “alternativi”.

touchbookPer esempio il Touchbook. Si tratta di un netbook basato su processore ARM, invece del solito Atom. Non ha ventole né dischi. Gira da una microSD da 8 GB (presumo sostituibile), ha uno schermo da 9″ alla classica 1024×600, WiFi e BT, 6 porte USB (3 interne, 2 esterne normali e una esterna mini), ma soprattutto ha tre accelerometri e un’autonomia tra le 10 e le 15 ore.

Forse le prestazioni non saranno spaventose, ma dovrebbero essere sufficienti per la maggior parte degli usi, visto anche che permette di riprodurre video in HD (720p) e soprattutto la tastiera è “abbandonabile” a casa, portandosi dietro il solo touchscreen in cui è contenuto tutto il computer. Lo si può usare come tablet ed è addirittura magnetico sul retro, quindi lo potrete attaccare da qualche parte (onestamente non so dove…)

Probabilmente sacrificando un paio di porte USB interne e mettendoci una batteria più capiente al loro posto, o uno slot per SD invece delle microSD, sarebbe stato il device “quasi perfetto”.

Ci gira praticamente solo Linux in varie salse. Ci può girare Windows CE, ma gli stessi produttori lo sconsigliano.

Si iniziano a vedere anche i primi netbook x86 con processori non Atom, e in particolare con CPU AMD e forse qualcuno con chipset nVidia. Vedremo se ci sarà qualcosa anche con i nuovi VIA.

Si sono già intravisti anche alcuni nuovi MID, sempre Atom, ma ho paura che il loro momento verrà nel 2010, sperando che per allora le reti WiMax e WiFi pubbliche siano un po’ più diffuse. Fino ad allora, probabilmente saranno solo dei palmari ingombranti e con poca autonomia. Io comunque coltivo la speranza, perché mi ispirano molto.

Le interfacce di Android

Le interfacce per dispositivi mobili stanno esplorando nuovi orizzonti.

Oggi mi sono imbattuto per puro caso (cercando video su clutter) in alcuni video su YouTube riguardo una nuova interfaccia in via di sviluppo per Android, e mi è letteralmente caduta la mascella.

TAT Cascades e TAT MotionLab

TAT SparklingMi rendo conto che non è una cosa nuovissima, in quanto in sviluppo almeno da novembre dell’anno scorso, ma GphoneModules li ha raccolti tutti in una singola pagina, dove potete ammirarne sia la bellezza che l’evoluzione nel tempo, da novembre a febbraio.

A sviluppare questa GUI è la TAT, The Astonishing Tribe, da cui mi permetto di rubare l’immagine per darvi un preview di quello che vi aspetta.

Interfacce simili a quella dell’immagine le avevo già viste sviluppate con clutter, per esempio nel mediacenter Elisa, ma qui il tutto è stato spinto ancora di più, con animazioni, traslazioni, ridimensionamenti, sfocature, ecc.

Il risultato è veramente strabiliante. Ma guardatevi i video! :)

ShapeWriter WritingPad

Un altro progetto, sempre per Android, che avevo scoperto qualche tempo fa ma di cui poi non mi sono più ricordato è ShapeWriter WritingPad, che amalgama bene l’uso di touchscreen, tastiera onscreen e l’equivalente del T9, il tutto condito da gestures.

Trovate un video su Youtube che ne dimostra le potenzialità.

Forse all’inizio potrebbe essere un po’ disorientante non togliere il pennino dallo schermo fino alla fine della parola, ma credo che con un po’ di allenamento sia un sistema di input molto migliore sia della semplice tastiera on-screen sia dei vari sistemi Graffiti o di riconoscimento della scrittura.

Carrellata di novità dal CES

Buona parte delle novità presentate erano attese, altre sono semplici evoluzioni di tecnologie già note, ma ci sono anche cose molto interessanti.

Come promesso, eccomi a presentare una (prima?) carrellata di quello che è stato presentato al CES. Naturalmente un occhio di riguardo va a tutti quei prodotti che inglobano Linux in qualche modo, e sono tanti. Ma ci sono anche alcune cosine interessanti che ho notato seguendo i vari blog tecnologici. Continue reading

Andiamo tutti al CES!

Da lunedì apre l’importante fiera dell’elettronica e dell’informatica in USA. Molti gli annunci attesi.

Sembra che in Italia stia per esplodere l’influenza. A fine gennaio ci sarà il picco, dicono. Spero che il titolo del post non faccia pensare ad eventuali effetti collaterali in attesa per i poveri malati. Se è la stessa che sto passando io da 3 giorni non lo è, tranquilli! :)

Ma veniamo alle cose importanti. La fiera apre lunedì, ma molti produttori stanno anticipando gli annunci in modo da creare il necessario hype. Naturalmente, lavoro permettendo, seguirò da vicino i vari annunci attraverso più siti possibile.

Apple

Per ora si vocifera (da mesi, ormai) di un nuovo subnotebook della Apple, con schermo inferiore ai 13″ (si parla di 11 o 12″). Alcuni, speculando sull’annuncio dato tempo fa da Asus riguardo un aiuto ad Apple nella realizzazione di un tablet, hanno ipotizzato che venga usato come base l’Eee. Io credo proprio di no, a meno di cambiare buona parte dell’architettura e mantenere solo il case. Anche il prezzo sarà sicuramente diverso. Se è un subnotebook come gli altri in quella fascia di peso e dimensioni, io ipotizzo 1400-1600 dollari/euro per il modello base. Chi vivrà vedrà.

Asus

Per quanto riguarda ciò che interessa a me (Linux-based ;) ) girano sempre più insistenti le voci riguardo un “Eee v2.0”. Alcuni parlano di schermo più grande (da 8″ o 9″, vedete l’altro mio post al riguardo), altri di CPU più potenti e di flash drive più capienti. Altri ancora ipotizzano che si tratti della versione desktop dell’Eee. Si mormora anche di WiMax integrato, per via di un comunicato della Asus molto stringato.
Le mie previsioni: ci saranno entrambi. Per il desktop non mi sbilancio troppo troppo, ma prevedo una CPU intorno a 1.2 GHz, 512-1024 Mb di RAM, HD (normale) da 40-60 Gb e prezzo intorno ai 250 dollari. Per il notebook prevedo schermo da 8.9″ da 1024×600, 1 Gb di RAM, 8 e 16 Gb di flash. La CPU probabilmente resterà la stessa o verrà sostituita da un Pentium M (i Celeron M usati ora dovrebbero essere fuori produzione). Prezzo per la versione da 8 Gb: 550-600 $. Uscita: Aprile 2008. Vedremo quante ne ho imbroccate.

OpenMoko

Imprevisti movimenti, invece, intorno a OpenMoko! Sono stati già annunciati un navigatore GPS basato su OpenMoko marchiato Dash (ma con il software di navigazione closedsource) e il prossimo modello della FIC, che si chiamerà Freerunner (invece di Neo1973, che a questo punto non uscirà più in versione retail). Il nuovo modello dovrebbe avere CPU a 500 MHz, GPS, 3D hardware, WiFi e accelerometri (sensori di movimento), oltre al triband.

Da qualche mese c’era un po’ di silenzio nelle mailing list di OpenEmbedded da parte degli sviluppatori OpenMoko, e la specie di freeze cui è arrivato Angstrom avrebbero dovuto insospettirmi. Insomma, sembra che il software sia abbastanza stabile.

Altri

L’arrivo dell’Eee (e i prezzi abbastanza alti) hanno contribuito a far parlare poco dei subnotebook della kohjinsha, ma sembra che anche loro si stiano rinnovando. Ne verranno presentati i nuovi modelli con schermo da 1024×600 (ecco dove ho preso la previsione per l’Eee ;) )

E-Lead ha già annunciato il suo Noahpad. Diverse le caratteristiche interessanti: il display si apre di 360 gradi (trovandosi con la tastiera sul retro) per diventare tablet, la CPU è la Eden a 1 GHz già conosciuta per le Epia, 512 Mb di RAM e 30 Gb di disco (normale, non flash). Caratteristica bizzarra: la tastiera è “spezzata” in due, ed è a tocco, non meccanica. In pratica sono due grossi touchpad che credo diventino normali touchpad quando lo schermo è completamente reclinato (visto che non si vedono i tasti, e non si possono nemmeno sentire). Ubuntu 7.10 powered.
Sembra che la Celio voglia provare a battere la strada del Palm Foleo presentando uno “smartphone companion“. In pratica una docking station a forma di notebook per i cellulari, in modo da avere schermo e tastiera più usabili. Personalmente sono abbastanza pessimista sul settore. Pago già 6-800 euro di cellulare, ne devo pagare altri 5-600 per avere una tastiera e un monitor? A questo punto molto meglio un notebook completo (e abbiamo visto che ce ne sono e ne stanno arrivando altri).

Mi fermo qui. Doveva essere un post molto più corto, con solo degli assaggi, e invece mi sono lasciato prendere la mano. La prossima settimana ne vedremo delle belle.

Asus scatenata

Sembra proprio che Asus si stia scatenando sul mercato.

Fino a poco tempo fa era conosciuta quasi esclusivamente per le schede madri e i notebook, almeno qui in Italia, mentre da un po’ sembra che non passi settimana senza un annuncio che va a coprire un nuovo (per lei) settore di mercato.

L’Eee ormai ha fatto parlare abbastanza di sé (e le previsioni di vendita si sono alzate a 5 milioni di pezzi nel 2008), ma sono stati presentati, oltre alla serie di nuovi notebook “classici” anche l’UMPC R50A con tanto di CES Award, il set-top-box/media-center Nova P22 (anche se un po’ costosetto), una serie di cellulari. Ha anche annunciato un notebook ecologico, la versione desktop dell’Eee, navigatori satellitari, ecc.

Manca solo un computer desktop full-featured e una serie di server alla lista, ma nel settore dei portatili ormai ha coperto tutte le nicchie, e sta invadendo quello dei fissi.