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CeBIT 2009

Inizia domani una delle fiere dell’elettronica più importanti.

Si aprono domani, martedì 3 marzo alle 9:00, i cancelli del CeBIT, ad Hannover in Germania. Forse l’esposizione più importante in europa per quanto riguarda informatica e tecnologia.

Sui blog girano già notizie sui prodotti che saranno presentati e, a parte la solita pletora di cellulari/smartphone, e di notebook in tutte le salse, sembra ci saranno anche alcune cose più interessanti.

2009, l’anno degli e-book reader?

BooxPer esempio sono già trapelati diversi e-book reader.

Quello che mi ispira di più è il Boox, di cui riporto un’immagine rubata a mobileread.com. Le dimensioni sembrano perfette per non essere troppo ingombrante o troppo piccolo, e non ha un sacco di spazio sprecato come il Kindle. Legge un sacco di formati (tra cui chm, pdf e rtf, oltre a txt, html e un paio di formati da ebook), suona mp3, ha slot SD e porta USB.

Il processore da oltre 500 MHz è più che sufficiente per visualizzare velocemente gli ebook mentre in sottofondo si ascoltano mp3, e anche la RAM (128 MB)  non è male se, come penso, ci gira Linux e si possono installare altri software.

Ma anche il BeBook 2 non sembra male. Peccato che non se ne conoscano ancora le caratteristiche complete. Il primo BeBook mi aveva fatto una buona impressione.

Un po’ meno interessante, ma fa numero, il NUUT. Probabilmente sarà destinato al solo mercato coreano, come il sito fa intendere, e le caratteristiche tecniche, a parte quelle riportate da Engadget, sono difficili da estrapolare.

Infine, per ultimo visto che è solo un rumor e che probabilmente uscirà a fine anno, la terza versione del Kindle, di cui naturalmente non esistono immagini o specifiche tecniche, ma che speriamo riduca un po’ le dimensioni o almeno aumenti l’ampiezza dell’area visibile, magari sacrificando un po’ la tastiera che, in un dispositivo del genere, non è proprio della massima importanza.

Girano inoltre voci di molti altri modelli, che quasi sicuramente vedremo nei prossimi giorni presentati in fiera.

Sembra insomma che gli e-book reader siano in fase di decollo quest’anno. Finalmente, aggiungerei (e spero che calino un po’ i prezzi).

Netbook

Sul fronte netbook finalmente si inizia a vedere qualcosa di diverso.

A parte l’Asus Eee 1000HE che promette quasi 10 ore di autonomia ma che purtroppo non adotta ancora il nuovo chipset per Atom, e che (ancora purtroppo) rimane allineato a tutti gli altri come caratteristiche (Atom 1.6 GHz, 160 GB, 1024×600, ecc.) stanno iniziando a spuntare anche alcuni modelli “alternativi”.

touchbookPer esempio il Touchbook. Si tratta di un netbook basato su processore ARM, invece del solito Atom. Non ha ventole né dischi. Gira da una microSD da 8 GB (presumo sostituibile), ha uno schermo da 9″ alla classica 1024×600, WiFi e BT, 6 porte USB (3 interne, 2 esterne normali e una esterna mini), ma soprattutto ha tre accelerometri e un’autonomia tra le 10 e le 15 ore.

Forse le prestazioni non saranno spaventose, ma dovrebbero essere sufficienti per la maggior parte degli usi, visto anche che permette di riprodurre video in HD (720p) e soprattutto la tastiera è “abbandonabile” a casa, portandosi dietro il solo touchscreen in cui è contenuto tutto il computer. Lo si può usare come tablet ed è addirittura magnetico sul retro, quindi lo potrete attaccare da qualche parte (onestamente non so dove…)

Probabilmente sacrificando un paio di porte USB interne e mettendoci una batteria più capiente al loro posto, o uno slot per SD invece delle microSD, sarebbe stato il device “quasi perfetto”.

Ci gira praticamente solo Linux in varie salse. Ci può girare Windows CE, ma gli stessi produttori lo sconsigliano.

Si iniziano a vedere anche i primi netbook x86 con processori non Atom, e in particolare con CPU AMD e forse qualcuno con chipset nVidia. Vedremo se ci sarà qualcosa anche con i nuovi VIA.

Si sono già intravisti anche alcuni nuovi MID, sempre Atom, ma ho paura che il loro momento verrà nel 2010, sperando che per allora le reti WiMax e WiFi pubbliche siano un po’ più diffuse. Fino ad allora, probabilmente saranno solo dei palmari ingombranti e con poca autonomia. Io comunque coltivo la speranza, perché mi ispirano molto.

L’anno di Linux!

Ormai questa frase è emblematica del periodo natalizio. Un po’ come “Buon anno!”

Io vado un po’ controcorrente, ma non troppo, altrimenti entro nella corrente opposta, quella che dice “sono dieci anni che lo dite e non è ancora successo”. Non è successo semplicemente perché non succederà mai. Non succederà che nel giro di un mese o anche di un anno Linux ribalti la sua situazione di mercato e passi a dominarlo. Si tratta di un processo continuo di erosione delle quote di utenza (non di mercato, è diverso), iniziato a metà degli anni 90 e continuamente rinvigorito.

Le prime schermaglie

Quindi no, il 2008 non sarà “l’anno di Linux”, ma sarà “un altro anno di crescita di Linux”, come sta succedendo da un bel pezzo. Solo che ora sta succedendo più vicino all’utente. Negli anni scorsi Linux ha guadagnato importanti quote nel settore server, spinto da un’ottima affidabilità affiancata da ottime prestazioni (continuamente migliorate) e da una buona facilità di amministrazione (per i tecnici, naturalmente). Anche il costo ha fatto la sua parte, ma diverse distribuzioni non proprio economiche (le RedHat da più di 1000 euro o le SuSE anche più costose) sono andate via come il pane (e hanno fatto schizzare le rispettive azioni in borsa), perché comunque le caratteristiche del sistema sono importanti per il settore. Avere un server con 2 anni di uptime è una richiesta abbastanza comune e, con Linux, alla portata di chiunque. Hardware permettendo. :)

Il fronte

Ha iniziato la Mandrake (ora Mandriva) la battaglia sul fronte desktop, e in seguito Ubuntu ne ha ereditato l’impegno al fronte, forte di una comunità che si stava allargando, di progressi tecnici ingenti ed indirizzati al desktop anche e livello di kernel, oltre che di desktop environment, e di accordi strategici e tecniche di marketing che l’hanno portata ad essere la distribuzione più usata nei desktop nel giro di un paio d’anni. Dalla geniale idea di inviare gratis per posta i CD di installazione della distribuzione agli accordi con Dell e altri produttori per fornire la distribuzione preinstallata, la quota di utenti ha continuato a crescere in modo costante. Ora l’uscita di Vista, con innumerevoli problemi tecnici, periferiche non supportate, sistemi di sicurezza al limite del sopportabile, diminuzione delle prestazioni, ecc. sta avvantaggiando sia Linux che Apple. Gli utenti esperti hanno continuato con la loro distribuzione preferita (Debian, Fedora, SuSE, Slackware, oltre a quelle già citate, si contendono il grosso degli utenti), spostando solo di poco le posizioni precedenti.

“L’altro” fronte

Dall’altra parte c’è stata una guerra silenziosa, combattuta a colpi di infiltrazioni e “sabotaggi”. Linux nell’embedded è cresciuto tanto quanto, se non di più, di Linux nel desktop. Ha iniziato timidamente su pochi dispositivi: gli Zaurus, gli Yopi, l’Agenda, per poi diffondersi a macchia d’olio, spesso nascosto, su PDA, UMPC, PMP, console e cellulari. Fino agli annunci di questi giorni/mesi: OpenMoko, Asus Eee, Android, Kindle, gPC.

Asus prevede di vendere circa 4 milioni di Eee entro il 2008 (e tuttora non riesce a coprire le richieste, se ne vende uno ogni 6 secondi), i gPC sono andati esauriti in due settimane (ora è stato fatto un restock). Il Kindle è andato esaurito in 5 giorni. OpenMoko e dispositivi basati su Android non sono ancora in vendita al pubblico.

Archos usa Linux sui suoi PMP, la GP2X ha visto ormai 4 o 5 versioni (ho perso il conto), Motorola usa Linux “di nascosto” da parecchio, Nokia ha cercato (poco) di nasconderlo sui sugli N770 e N800/N810, sempre Asus lo usa come “S.O. embedded” in una sua scheda madre per navigare e usare Skype senza caricare il S.O. vero e proprio, iRex lo usa nel suo e-book reader, ecc. ecc.

Pochi, fino a pochi mesi fa, si sono accorti di questo fronte di guerra, ma ormai le quote sono importanti e la crescita prevista ancora di più.

Conclusioni

Nei primi paragrafi ho parlato di quote di utenza e non di mercato, perché troppo spesso “i concorrenti” usano le magiche parole “quota di mercato” per dimostrare che Linux non sta sfondando. Però le quote di mercato interessano poco a Linux, perché gran parte delle installazioni vengono effettuate con immagini ISO scaricate da Internet, non acquistate, e quindi non entrano a far parte di una “quota di mercato”. Le quote di mercato vanno bene per farle vedere agli azionisti e farsi dare liquidità o potere decisionale, ma nel complesso contano poco contro un sistema operativo libero. Anche l’acquisto di intere server farm per cambiare il S.O. di domini parcheggiati e falsare le statistiche di Netcraft  contano poco al di fuori dell’assemblea dei soci/azionisti.

Qui non ci sarà una bomba atomica che ribalterà le sorti della guerra da un giorno all’altro, ma anni di trincea a combattere su più fronti porteranno, per dirla con le parole di Linus Torvalds, alla conquista del mondo.

Amazon Kindle, qualche dettaglio in più

Iniziano a diffondersi i dettagli tecnici del nuovo e-book reader.

Anche Kindle usa Linux come Sistema Operativo, per la precisione un kernel 2.6.10 (vecchissimo, credo abbia 3 o 4 anni) con alcune modifiche che Amazon ha già reso pubbliche, tra cui la possibilità di lanciare il software direttamente dalla flash senza caricarlo in RAM, una caratteristica che sarebbe molto utile anche in altri dispositivi.

La risoluzione video è una classica 600×800. La connessione non è WiFi, ma solo tramite un servizio americano di nome EVDO, una specie di GPRS/UMTS. Il costo di abbonamento dei blog serve appunto a coprire la spesa di connessione per scaricarli (oltre, naturalmente, a far guadagnare Amazon).

La memoria interna libera si aggira sui 180 Mb (su 256 Mb), ed è espandibile tramite schede SD (non SDHC, quindi al massimo 4 Gb). Amazon dichiara la possibilità di alloggiare 180 libri, contando circa 700-800 Kb a libro, che sembra ragionevole per un formato compresso e privo di immagini. Più probabilmente si aggireranno sui 1.2-1.5 Mb l’uno.

Il lettore di e-book è invece software proprietario, e onestamente non mi aspettavo niente di meno, visto che utilizza un formato chiuso per i file (chiamato AZW) e quasi sicuramente implementa sistemi di DRM. Permette anche di leggere file Mobipocket e PRC (solo quelli senza DRM, quindi se li avete acquistati potete scordarveli), molto usati sui Palm, e normali TXT. L’unico modo di leggere file di altri formati è di convertirli in doc e quindi inviarli alla propria casella di posta @kindle.com, che viene fornita assieme al dispositivo, per farseli convertire in formato AZW e inviare sul device. Naturalmente a pagamento.

Si possono anche ascoltare mp3 in sottofondo durante la lettura, o ascoltare audiolibri (di Audible). Naturalmente non esiste niente in italiano.

Dalle prime immagini del browser (scusate, non riesco a recuperare il link) sembra sia molto arretrato, e non supporti nemmeno i CSS e Javascript (scordatevi Flash). Wikipedia visualizzata sul Kindle sembra un tipico sito dei primi anni 90.

Dal manuale si evince che utilizza tecnologia Java, quindi probabilmente i vari software sono scritti in questo linguaggio.

Quasi sicuramente il S.O. si trova sulla flash usata anche per i libri, quindi scrivibile (per supportare gli aggiornamenti software). Qualche smanettone ci potrebbe hackerare sopra un FBReader o un GPE-browser con WebKit. Visto che la connessione alla rete sembra compresa nel prezzo, tanto vale sfruttarla.

Diversi dubbi sono stati invece sollevati sulla licenza d’uso del dispositivo, che contraddice in molti punti le parole dello stesso Bezos di qualche anno fa.

Personalmente ritengo che il DRM sia la peggior cosa che si possa applicare a un contenuto digitale, perché va a svantaggio solo degli utenti onesti, come le protezioni sui software. Tutto quello che è software si può crackare, e per l’hardware ci vuole solo un po’ di più. Amazon ha creato il dispositivo per guadagnarci, naturalmente, e da voci che si sentono in giro potrebbe anche venderlo a 50-100 $ invece che a 400, magari con un abbonamento mensile che comprenda un tot di libri, riviste, quotidiani e blog. Un po’ come ha fatto Apple per vendere l’iPhone a 400 $ invece che a 800.

Potrebbe avere molto successo, e spezzare la “barriera” all’adozione degli e-book, ma sicuramente gli smanettoni che si trovano con le mani legate da tutte le condizioni della licenza punteranno su qualcos’altro, come un Nokia N800/N810 o un iRex iLiad, più aperti alle personalizzazioni e potenzialmente terreno fertile per qualsiasi applicazione basata su Linux.

Presentato Amazon Kindle. Il futuro è l’e-book?

Se ne parlava da un pezzo. Erano già girate anche diverse foto e caratteristiche tecniche. Ed è normale, visto che è in lavorazione da 3 anni. Si tratta nel nuovo e-book reader di Amazon, che però non è solo un e-book reader.

Si chiama Kindle, e non sarebbe molto diverso dai vari Sony, iLiad, ecc., se non per il fatto che estende le sue funzioni oltre a quelle della normale lettura degli e-book (e magari che è un po’ più brutto :) ). Il display è un e-paper da 6″, con una risoluzione intorno ai 170 dpi (con due rapidi calcoli approssimati dovrebbe essere circa 500×700 o un 480×800 che sembra più comune).

La novità

Fin qui niente di nuovo, ma integra un dispositivo wireless che sfrutta anche le normali linee telefoniche wireless americane per collegarsi, rendendolo indipendente dal Wi-Fi.

Attraverso la rete si possono consultare i cataloghi di libri e quindi comprarli, ma anche fare ricerche su Google e su Wikipedia, quindi integra un browser. Ci si può anche abbonare a diversi quotidiani online e ai blog. Amazon ha già annunciato i prezzi: $ 9.99 per un libro (con sconti per libri più vecchi), e $ 0.99 o $ 1.99 al mese per ogni blog. Il dispositivo è un po’ costoso: $ 400.

Purtroppo qui da noi non funzionerebbe, vista anche l’arretratezza tecnologica del nostro paese per tutto quello che riguarda i collegamenti a Internet (UMTS, Wi-Max, ecc.).

Cosa rende questo dispositivo ancora più speciale? Secondo me il fatto che “arrivi” da Amazon, uno dei più grandi, se non il più grande, rivenditore di libri a livello mondiale, gli dà un vantaggio su tutti gli altri. Ora starà ad Amazon decidere se vendere gli e-book solo in formato Kindle o se supportare anche il formato del Sony o i comuni RTF o PDF. In pratica Amazon ha il coltello dalla parte del manico. Se spingerà molto su questo prodotto il suo formato potrebbe diventare uno standard de facto per gli e-book, ma soprattutto potrebbe accelerare l’adozione degli e-book al posto dei libri normali.

Bene o male?

Se sia un bene o un male è un’opinione personale. Secondo me è un bene: meno alberi abbattuti per produrre la carta, meno ingombro nelle librerie, meno peso da portare appresso, una disponibilità immediata di centinaia di testi ovunque ci si trovi. E, con il collegamento adatto, disponibilità di informazioni aggiuntive, possibilità di aggiornare i testi e il software del dispositivo in tempo reale in qualsiasi momento.

Ci sono anche svantaggi, naturalmente: la batteria che finisce quando sei a metà dell’ultimo capitolo, più petrolio/carbone/uranio bruciati per produrre l’elettricità, l’intrinseca fragilità di un dispositivo elettronico rispetto a un libro. Per alcuni anche il profumo della carta, la sensazione di avere un libro in mano, ecc. Ma soprattutto l’odioso DRM che sicuramente sarà incorporato in questo nuovo formato.

Personalmente non ho dubbi che (piano piano) il futuro sia negli e-book. Qualche anno fa la tecnologia non era pronta (dispositivi a bassa risoluzione, batterie insufficienti per un uso normale, peso elevato dei dispositivi, ecc.), ma ormai ci siamo, e la strada è in discesa.

A quelli che rimpiangono il “vecchio libro” vorrei far notare che diversi anni fa un libro non era tale se l’autore non l’aveva scritto a mano, poi si è passati alle macchine da scrivere meccaniche, a quelle elettroniche, e ora praticamente tutti gli autori usano il PC per scrivere. Inoltre vorrei simbolicamente chiedere quando sia stata l’ultima lettera scritta a mano e quando l’ultima e-mail o sms inviato. :)

Forse tra 5-6 anni avremo qualcosa di simile anche in Italia, disponibile per le masse. Nel frattempo noi geek possiamo continuare a usare FBReader o programmi analoghi sui nostri palmari.

iRex iLiad

Un e-book reader che in realtà è un tablet PC.

iRex iLiadMi è stato segnalato oggi sul newsgroup it.comp.hardware.palmari questo nuovo gingillo elettronico, l’iLiad prodotto da iRex Technologies. A prima vista sembra un normale e-book reader, ma guardando bene le specifiche si scopre che non ha solo un display e-paper (quindi a bassissimo consumo e simile alla carta come leggibilità) da 768×1024, ma è in realtà un “grosso palmare”: processore Intel XScale a 400 MHz, 64 Mb di RAM, 256Mb di flash (di cui 128 liberi), slot USB (che dovrebbe accettare anche tastiere e mouse, visto che supporta pendrive), MMC e CompactFlash, connettività WiFi (B e G, quindi 11 e 54 Mbit). Inoltre il display è touch screen, e nientepopodimeno che della Wacom, e possiede jack per cuffie/casse e microfono, permettendo di usarlo anche per asoltare mp3 o per registrare appunti vocali. Il browser web è già integrato nel software base, anche se magari navigare con 16 tonalità di grigio invece che a colori non è il massimo. Può essere sufficiente per chattare, cercare informazioni mentre si è in giro o attività del genere.

Ma la cosa migliore è che è basato su Linux. Sul sito del produttore si può scaricare il SDK o partecipare ai forum. Si può quindi personalizzare completamente. Il produttore per ora sconsiglia di cercare di cambiare il kernel e di modificare il funzionamento base del sistema, ma nulla vieta di compilarci FBReader, per supportare già ora più formati di quelli forniti dal produttore, o addirittura di metterci GPSDrive e un dongle Bluetooth USB per trasformarlo in un navigatore satellitare. Le possibilità sono infinite.

Il costo è l’unica nota dolente: 650 euro. Ma viste le potenzialità, l’espandibilità, la possibilità di personalizzazione e il display (8″, circa come un A5), sembra proporzionato.

Update 22 ottobre 2007

A quanto pare FBReader è già stato portato per l’iLiad. E sembra anche che la comunità stia già supportando abbastanza bene questo reader.