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HTML5, pronta la working draft

Dopo alcuni mesi di discussione “informale” il W3C ha rilasciato la Working Draft di HTML 5.

La prima cosa che salta all’occhio (non ho ancora letto tutto il draft, e non penso lo leggerò mai, è lunghissimo!) è che finalmente hanno unificato la numerazione delle varie componenti. Quindi avremo HTML5, XHTML5 e DOM5 (invece di HTML 4.01, XHTML1.0, DOM3, ecc.).

Vi lascio il piacere della scoperta per vedere tutte le novità introdotte, ma se volete una scorciatoia, c’è un anche draft per le differenze con HTML4. Speriamo solo che questa draft rimanga tale il meno possibile. O almeno non tanto quanto sono rimaste draft quelle di CSS3.

Ma la cosa più interessante è che, pur non essendo ancora uno standard, HTML5 inizia già ad essere supportato da alcuni browser, e purtroppo la Microsoft ci mette lo zampino.

Per farla breve: si sono accorti che IE7 non rispetta gli standard benissimo, mentre vogliono rispettarli di più con IE8. Il problema è che molti utenti stanno scrivendo pagine per IE7 pensando che rispetti gli standard quando si specifica un DocType corretto. Una cosa del genere è già presente in IE6, che abilita lo “standards mode” specificando un DocType corretto, mentre va in “quirks mode” se il DocType è errato o mancante. Ma non rispettando totalmente gli standard, questo modo viene chiamato “almost standards mode”. IE7 li rispetta un po’ di più… possiamo definirlo “a little bit more almost standards mode”?. IE8 quindi avrà tre metodi di rendering delle pagine: quirks mode, almost standards mode, standards mode. Il problema è quindi come distinguere tra IE7 e IE8, che usano lo standards mode in modo diverso. Con un meta-tag, naturalmente!

Devo ancora raccapezzarmici, ma la mia opinione è che sia l’ennesima porcheria. In pratica verrebbe introdotto un meta-tag che specifica quale versione del browser viene richiesta per visualizzare una certa pagina:

<meta http-equiv="X-UA-Compatible" content="IE=8;FF=3;OtherUA=4">

Quindi se io scrivo un nuovo motore di rendering delle pagine devo andare a controllare cosa la gente ha messo (sempre che lo metta) in OtherUA, almeno finché il mio motore non sarà abbastanza famoso da meritare un tag apposito (notare che lì sopra manca Webkit, motore di Konqueror e Safari), oppure affidarmi alla compatibilità del mio motore con Firefox, e usare le sue versioni. E se l’utente non lo specifica?

Gli sviluppatori sono già abituati a usare un subset di HTML e CSS o a fare salti mortali (fortunatamente alleviati dalla presenza di commenti condizionali in IE) per far funzionare i siti su IE6, IE7, Firefox e Safari. Quelli che non lo facevano prima sicuramente non si ricorderanno nemmeno che esiste questo tag! Non era più semplice rispettare gli standard in IE8 e forzare l’upgrade appena esce, come stanno facendo con IE7? Con IE9 e Firefox4 dovranno tutti implementare almeno 4 o 5 modalità di rendering? I nostri browser supereranno finalmente la soglia dei 2 GiB occupati in memoria appena avviati?

Ai posteri l’ardua sentenza, diceva il saggio.

Alternative al CAPTCHA

Lo SPAM imperversa sempre di più, e sempre più spesso gli spammer sfruttano i form dei siti.

Ormai la percentuale di SPAM nelle mail ricevute ha raggiunto il 90% e gli spammer, non contenti, da alcuni anni sfruttano anche i Blog e i CMS per impestare la rete con le loro schifezze.

Per quanto riguarda le mail è un continuo inseguimento: blacklist, filtri bayesiani, OCR sulle immagini, ecc. Ma anche i siti hanno dovuto rincorrere le continue innovazioni da parte degli spammer.

CAPTCHA

CAPTCHASono quindi nati i CAPTCHA di vario tipo, che si basano sulla (presunta) incapacità dei bot di spam di “leggere” il testo contenuto in un’immagine. Il sistema ha funzionato per un po’, finché i sistemi si sono evoluti e hanno iniziato a usare tecniche di OCR sui CAPTCHA stessi, facendone perdere efficacia: sono diventati via via più difficili da decodificare, ma anche per l’occhio umano oltre che per i bot.

Ne sono nati quindi nuovi tipi: dal CAPTCHA matematico (che potete ammirare nel form dei commenti di questo Blog :) ) a quello “sexy”, che si basa sulla capacità di una persona di distinguere un rappresentante bello del sesso opposto da uno brutto.

Purtroppo hanno tutti lo stesso problema: una persona con problemi di vista o qualcuno che naviga con browser testuali non li può utilizzare. Sono allora nati gli aiuti sonori ai CAPTCHA (che “pronunciano” le lettere nel CAPTCHA, per esempio), ma si scontrano col problema dell’audio sui siti: se l’utente sta ascoltando musica in sottofondo deve spegnerla, ascoltare il CAPTCHA, compilare il form, quindi riaccendere la musica

In un periodo in cui bisogna rendere la vita più semplice possibile all’utente, tutte queste complicazioni sono anacronistiche, e allontanano gli utenti.

Vediamo quindi alcune alternative, magari non perfette, ma con una buona percentuale di sicurezza. Continue reading

Il giorno che il mondo ebbe termine… IE8 e Acid test

La notizia del giorno, che sta rimbalzando tra i siti, è che una beta interna di Internet Explorer 8 ha superato l’Acid Test 2!

Magari a molti questo non dice niente, ma per chi fa siti web la notizia è qualcosa che scuote le fondamenta stesse del loro lavoro. Pochissimi browser superano completamente l’Acid2, e Firefox NON è tra questi (lo sarà la versione 3, ora in beta). Lo superano Safari, Konqueror e Opera.

Perché è così importante? L’Acid2 è un test che mette alla prova il supporto ai CSS2.1 del browser. Se il supporto è implementato correttamente, il test riesce (e si vede una faccia sotto effetto di acidi :) ), mentre se ci sono degli errori di implementazione, la faccia sarà dall’irriconoscibile al rovinato. IE6 (e anche IE7) mostra solo un’accozzaglia di righe rosse, gialle e di pallini (qui una lista di risultati, anche se abbastanza vecchia).

Il pieno supporto all’Acid2 significa che serviranno molti meno salti mortali nella definizione dei CSS, per far apparire un sito come lo si vuole. E significa anche che si possono usare attributi CSS che finora erano preclusi.

Naturalmente non è tutto Acid2. Le caratteristiche messe alla prova sono solo una (piccola) parte delle specifiche CSS2.1, e rimangono ancora molte cose da sistemare anche al di fuori dei CSS (il motore Javascript, per esempio), ma questo significa semplicemente che la Microsoft, finalmente, si è resa conto che sta perdendo fette di utenti sempre più grosse, e che quindi deve darsi da fare per aggiornare il suo browser: la concorrenza fa sempre bene al mercato.

Speriamo bene anche per il resto, e intanto aspettiamo che la gente pass, se non a Firefox, almeno a Internet Explorer 7.