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Adding Sony Android SDK in Android Studio

Today I started experimenting with the Sony SDK to add floating windows (Small Apps in the Sony lingo) capabilities to my app. All the documentation I found was for Eclipse and, apparently, nobody thought of documenting how to use it with Android Studio.

So, here are my findings after a lot of struggle. Beware, I am not sure this is the correct way to do it, but it works! At least for me. :)

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Sleep()ing Android

I recently restarted developing on Android, after (too many) years. I had to catch up with all the updates in the framework, as I was using Android 1.6/2.0 at the time, but all in all, I found out it was easier than I thought.

I decided to create a small game-like app to get back in shape before engaging all the new things in Android 4.

And I found I needed to sleep() for a bit after a user action.
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Eclipse: Helios, un satellite coi buchi?

Ieri Eclipse (Galileo) ha iniziato a dare di matto.

Già da un po’ avevo notato rallentamenti quando scrivevo un “uguale” (=), ma dopo 3-4 secondi mi mostrava l’autocomplete e mi lasciava continuare a scrivere, salvo perdermi uno spazio ogni tanto. Ho provato a disabilitare l’autocomplete durante la scrittura (lo voglio solo quando premo ctrl-space), ma non ci sono riuscito.

Eclipse bugsMa ieri quei 3-4 secondi sono diventati più di 10 minuti. Non so quanto, e non so se si sarebbe mai ripreso. L’ho killato dopo un buon gelato. E ho iniziato a cercare soluzioni in Internet.

Sembrava un problema legato al fatto di avere troppi file nel progetto, e infatti linkando lo Zend Framework questo numero superava abbondantemente i 1000. Pur perplesso dal fatto (alcuni miei progetti si avvicinano a quella cifra, non oso pensare progetti più importanti), disattivo lo ZF, chiudo tutti gli altri progetti, e continuo a programmare per un po’, finché non si ripresenta il problema anche con “miseri” 150-200 file nel progetto.

Allora cancello il workspace e tutte le config di Eclipse e riprendo, pensando a una config corrotta. Dopo aver riscaricato tutti i plugin. Illuso. Dopo 2 ore per ripristinare tutto si ripresenta lo stesso errore. Decido quindi di aggiornare Eclipse, cosa che non avevo fatto perché sembra che la nuova versione abbia problemi con l’SDK Android.

Helios

Ho quindi scaricato la nuova versione (Helios), direttamente con PDT integrato, e ho (re)iniziato a configurare e scaricare plugin.

Ma i plugin non funzionavano.

Apparivano nella finestra dei moduli installati, se tentavo l’update mi diceva che non c’erano aggiornamenti, non potevo abilitarli o disabilitarli, solo rimuoverli. Ma non facevano niente. Niente nuove perspective, niente nuovi progetti, niente finestre aggiuntive.

Scavando (per ore) tra le configurazioni e su Internet non ho trovato niente di risolutivo, finché, alle 9 di sera, ho deciso di insospettirmi del fatto che Helios (Eclipse 3.6) creasse una cartella di nome .eclipse/org.eclipse.platform-3.5.0 nella mia home, e ho messo questo in Google, trovando finalmente il bug report nel tracker di Eclipse.

A quanto pare il nuovo Eclipse vuole scrivere nella directory di installazione quando si installano nuovi plugin. Controllando, infatti, si trova un permesso rws sul gruppo in diverse sottodirectory.

A questo punto ho semplicemente fatto un

chown -R root.adm /usr/local/eclipse-3.6

e ho assegnato il mio utente al gruppo adm (lo era già, in realtà). Tutto ha ripreso a funzionare senza problemi. Mi riservo di valutare i rischi di questa operazione, ma a una prima occhiata sembrano abbastanza limitati (un plugin può spattumare Eclipse, ma nel caso lo reinstallo, e lo poteva fare già prima).

Android

Lo so, sono masochista.

Sul sito di Android è scritto chiaramente di NON usare Helios perché ci sono dei bug irrisolti. Ma io ho la testa dura. E comunque ho tenuto la vecchia versione di Eclipse installata, giusto in caso…

Con Helios ho provato a creare un nuovo progetto di test, con target Android 2.2 e minSdk 3 (Android 1.5). Lo crea e mi dà subito errore dicendo di non trovare la package “android”. Lo aggiungo a mano tra le Referenced Libraries del progetto, e gli errori spariscono, ma ora mi dà errore di conversione da Java a Dalvik. Indagherò nelle prossime ore/giorni.

Io pensavo che i problemi si limitassero a un bug già segnalato, peraltro correggibile in modo abbastanza semplice (Window->Preferences, XML->XML Files->Editor, togliere la spunta a “Use inferred grammar…”).

Update 10:10

Il problema con il package android si risolve semplicemente: Window->Preferences, quindi General->Workspace->Linked Resources, attivare la spunta su “Enable Linked Resources”. Bisogna farlo prima di creare o scaricare qualsiasi progetto Android, altrimenti non ho idea di come aggiungerlo in seguito. :)

A new Galaxy

Ebbene sì, ho fatto la mia scelta…

Un paio di settimane fa ho finalmente rotto il porcellino e ho comprato il Samsung Galaxy. Ci ho smanettato per un po’ ed ecco qui le prime impressioni.

L’ho comprato in un centro Wind, pagato 399 euro, ed era l’unico disponibile, arrivato quel giorno stesso. Il commessio era quasi dispiaciuto di non averlo potuto mostrare a nessun cliente. :)

Dopo la canonica notte in carica, con ancora tutti gli adesivi protettivi attaccati, l’ho finalmente acceso. La prima cosa che ho fatto è stato configurare la rete WiFi a casa, “spaventato” da storie trovate su Intetrnet di cellulari che si collegano da soli a Internet e finiscono il credito in pochi minuti. Un sentito grazie alle compagnie telefoniche italiane a ai loro prezzi assurdi sul traffico dati.

L’interfaccia è abbastanza (capirete poi perché non “molto”) intuitiva, e le operazioni comuni sono tutte a portata di mano, ma una letta al manuale utente (un po’ striminzito, ma non più di altri cellulari che ho avuto. Solo che questo è uno smartphone…) toglie molti dubbi. In particolare, cliccare sulle icone e aprire la lista delle applicazioni col bottone in basso è, naturalmente, intuitivo, ma capire che dalla lista di applicazioni si può “tenere premuta” un’applicazione per spostarla sul desktop, oppure che la barra in alto è trascinabile per aprire la finestra notifiche non sono immediate, anche se semplici e veloci, così come lo slide verso destra o sinistra che permettono di spostarsi tra i 3 desktop virtuali. In questo è molto “linuxoso”. Continue reading

A new world

Sto pensando di prendere un palmare nuovo…

Sharp Zaurus sl-c1000Da ormai 3 anni vivo quasi in simbiosi con il mio Zaurus SL-C1000 “Akita”, che come il fedelissimo omonimo cane, mi segue un po’ dappertutto. Forse è stato il migliore acquisto che abbia fatto, e svolge ancora egregiamente il suo lavoro (la batteria dura ancora 7-8 ore di uso attivo e mesi in standby), ma sta iniziando a mostrare i segni del tempo. Ormai fuori produzione da quasi 2 anni, anche il supporto del team di Angtrom sta latitando, al punto che ormai da appunto 2 anni non lo posso più aggiornare. Inoltre la mancanza di una connessione WiFi o comunque di rete funzionante ne limita un po’ l’uso. In pratica è diventato un ottimo ebook reader (mi  ci sparo una cinquantina di libri l’anno…), ma ben poco altro.

Allora, visto che mia moglie ci sta sbavando sopra da un po’ (anche lei è una avida lettrice ed è stanca di portarsi libri da 1 Kg in borsa), ho iniziato a guardarmi intorno per vedere cosa offre il panorama Linux di oggi. Le scelte sono fondamentalmente quattro.

Nokia N800/N810

nokia n810Un bell’oggettino, con un bello schermo (800×480) e, nel caso dell’810, una tastiera fisica che mi farebbe molto comodo quando, in giro, mi capita di dover prendere appunti in velocità e magari non ho con me l’Eee. L’ho valutato per un po’, e l’avrei anche trovato a un prezzo stracciato, per le sue caratteristiche, ma poi ho pensato: perché non fare il grande passo e unire il cellulare al palmare, andando su uno smartphone?

Anche perché Nokia sta un po’ stravolgendo il panorama Linux in casa sua: sta portando Maemo verso le Qt, ha acquistato Symbian e lo sta rendendo Open Source, ha preso accordi con Intel per collaborare. Non è ancora chiarissimo verso cosa stia andando.

Allora il primo pensiero è stato…

OpenMoko Freerunner

openmoko freerunnerUn progetto interessante, due anni fa. Bellissimo lo schermo da 640×480, anche se forse un po’ piccolo. Peccato per il resto dell’hardware, e in particolare la scarsa flash memory interna (pur se espandibile con microSD) e la limitazione a reti telefoniche 2G. Ma avrei anche potuto sopportarlo (non mi collego mai in mobilità, e il WiFi integrato sarebbe stato più che sufficiente), ma le vicende degli ultimi mesi in casa OpenMoko mi hanno fatto pensare.

In definitiva la piattaforma hardware è stata abbandonata a sé stessa. Il nuovo modelli ha solo una piccola correzione hardware che toglie il ronzio di sottofondo (bug del precedente modelli, sistemabile con una saldatura), ma non offre maggiore memoria interna (sia RAM che flash) e non è ancora chiaro se scaricando la batteria fino al minimo si rimane ancora fregati.

Dal lato software si vedono continuamente, nei blog degli sviluppatori, nuove versioni del software di sistema. Peccato che ci siano 3-4 versioni di sistema operativo con forse una trentina di sviluppatori, quindi tutto è perennemente in beta e non si capisce nemmeno se ci si può telefonare.

In pratica è diventata una sala giochi per gli sviluppatori. Il che non mi sarebbe dispiaciuto, se non avessi la necessità di un device funzionante e con un po’ di software stabile disponibile, quindi ho valutato le due iniziative “commerciali”:

Palm Pre

palm preDopo anni di attesa finalmente la Palm è riuscita a presentare il suo cellulare basato su Linux, e gli è anche riuscito abbastanza bene, con una CPU a 600 MHz, 256 MB di RAM, 8 GB di flash. Peccato per la risoluzione dello schermo, che ormai sembra standardizzata tra i cellulari, di solo 320×480 (metà del mio Zaurus e del Freerunner, quasi 1/3 del Nokia N8x0).

Grazie a un bug della prima versione del S.O., alcuni sviluppatori sono anche riusciti a “rootarlo”, e quindi ad accedere agli internals del S.O.. E perfino ad installarci Debian!

Il sistema non è male, anche se lo sviluppo di applicazioni è un po’ limitato, visto che i programmi devono praticamente essere delle webapp scritte in HTML5, CSS e Javascript, anche se c’è supporto per database SQLite.

Purtroppo non sopporto il tipo di tastiera che ha. I tasti sono troppo piccoli. Se avessero fatto lo slider dalla parte lunga sarebbe stato un po’ meno “blackberroso”, magari non si sarebbe potuto scrivere con una mano sola, ma almeno sarebbe stata usabile. Scartato. Non rimane molto tra cui scegliere…

Android

htc g1Il primo cellulare con questo S.O. è stato l’HTC G1, detto anche Dream, e ha fatto sognare per un po’ parecchia gente. Ormai è un anno che è sul mercato, ma per una cosa è ancora insuperato: la tastiera fisica. Anche se aggiunge un po’ di spessore al telefono, sarebbe perfetta in un device aggiornato, con linee un po’ più arrotondate e, grazie ai nuovi componenti di dimensioni ridotte, magari montato su un device più snello. Purtroppo il quantitativo di RAM (192 MB) e flash (256 MB) è ridotto a misure di oltre un anno fa. La CPU è buona (528 MHz) e lo schermo è il tristemente diffuso 320×480, ma qui da 3.2″. Punto debole denuinciato da molti la durata della batteria.

In seguito al suo successo (ne sono stati già venduti più di 1 milione), altri modelli l’hanno seguito a ruota, e quest’anno si preannuncia come “l’anno di Android”. htc magicL’HTC Magic (chiamato anche “G2” da alcuni) è già sul mercato da un po’, e sono usciti o in uscita (sul mercato italiano) il Samsung i7500 Galaxy e l’HTC Hero. Entro fine anno si prevede che i modelli sul mercato, da vari produttori, saranno almeno una ventina, e già si parla di Motorola e di Sony Ericsson.

Intanto le note dolenti: sempre lo stesso schermo 320×480 e niente tastiera fisica. Per il resto, ognuno si distingue dagli altri per alcuni particolari, ma tutti integrano le caratteristiche salienti di Andoid: connettività 2G, 3G, WiFi, Bluetooth, GPS e accelerometri integrati, touchscreen e, naturalmente, applicazioni sia ufficiali che di terze parti basate sulla VM dalvik disponibili in rete.

HTC è il pioniere di Android e si trova in vantaggio rispetto agli altri. Se il Magic è una piccola evoluzione del Dream dal punto di vista hardware (raddoppiata la flash, a 512 MB, ma la RAM, la CPU e lo schermo sono rimasti uguali) e software (monta Android 1.5 contro l’1.0, comunque aggiornabile, del G1), HTC Herol’Hero è un passo più lungo. La RAM è stata portata a 288 MB, la flash rimasta a 512 MB e la CPU a 528 MHz, ma l’interfaccia “classica” di Android è stata completamente stravolta da HTC, e sono stati creati appositamente diversi widget per integrare meglio tutte le funzioni “social” del telefono. Purtroppo non ha un connettore standard da 3.5mm per le cuffie/microfono, ma solo una ExtUSB, che non ho ancora capito se è fisicamente compatibile con le prese microUSB standard.

Rimane il dubbio se questa nuova interfaccia implichi qualche incompatibilità con le applicazioni standard di Android Market, o se possa andare in conflitto con widget di terze parti. Vedremo i primi test cosa diranno.

Per quanto riguarda Samsung Galaxy i7500il Samsung Galaxy, non sono ancora riuscito a trovare specifiche hardware complete, ma credo che la CPU sia la “solita” 528 MHz, mentre la RAM dovrebbe essere oltre i 256 MB, forse 288 (ne dichiarano 192 MB liberi). Punti forti sono la memoria flash, di ben 8 GB, e lo schermo Amoled. Inoltre sembra che la tastiera a schermo abbia un feedback tramite la vibrazione del telefono. Ho provato questa funzione sul Samsung YP-P3 e, nonostante non riesca a dare lo stesso feeling delle tastiere fisiche, è comunque molto utile per capire se un tasto lo si è premuto o meno, senza essere costretti a fare su-e-giù con lo sguardo tra la tastiera e l’entry widget.

Per il resto la GUI è “classic Android”, e fortunatamente i connettori per cuffie/microfono e microUSB sono standard, quindi si potranno usare gli accessori che si preferisce. Non è ancora chiaro se l’accesso al market sarà completamente libero o limitato. Durante la conferenza di presentazione è stata un po’ fumosa la questione. Ma il video pubblicitario di presentazione è simpatico. :)

Sembra anche che il prezzo in Italia sarà di 399 euro, un centinaio di euro in meno rispetto all’Hero e, visto la dotazione hardware, mi fa propendere molto verso questo modello.

In due settimane il mondo cambia, e a volte finisce…

Uno non può andare in ferie tranquillo che gli stravolgono l’esistenza?!?

Sono tornato dalle tanto attese ferie. Il viaggio è stato piacevole, anche se funestato dalla pioggia per 6 giorni su 10, e da un viaggio di ritorno che ha visto l’aereo ballare per le turbolenze per 11 ore e 30 su 11 ore e 45 di viaggio. Ma credo che vi racconterò il tutto in qualche post nei prossimi giorni, accompagnandoli anche con un po’ di foto.

Ma mentre ero via sono successe un sacco di cose!

Intel si è comprata OpenedHand

Per chi non lo sapesse, OpenedHand era forse la società con la crescita più veloce in ambito Linux Embedded. Ha creato la distribuzione Poky (dal solito OpenEmbedded), la libreria Clutter, diversi programmi PIM per palmari/smartphone (Pimlico) e il window manager matchbox.

Sono abbastanza contento della notizia. Intel si è più volte confermata un discreto alleato dell’open source, rilasciando driver open e specifiche tecniche per le sue periferiche, contribuendo a diversi progetti e sviluppando tool molto utili (come powertop).

Credo che il grosso dello sviluppo procederà su clutter, ma spero che anche poky e gli altri progetti vengano portati avanti.

Intel accelera Xorg

Ancora Intel, a conferma che supporta Linux. Questa volta Packard è diventato release manager di Xorg 1.6, col preciso intento di accelerare lo sviluppo con l’introduzione di diverse tecnologie nuove e il miglioramento di altre (DRI 2, randr 1.3, xinput 2, mpx, ecc.)

Naturalmente daranno la precedenza ai loro driver, ma molte innovazioni andranno a vantaggio di tutti gli utenti.

Un sacco di nuovi netbook

Dell presenta il suo 8.9″, di cui ho già accennato il mese scorso, ma anche Commodore e, nei giorni scorsi, Toshiba e Samsung, anche se era nell’aria già da un po’.

Se devo essere onesto… bastaaaa! Sono tutti uguali! Atom 1.6 GHz, 1 Gb di RAM, 80 GB di HD, 8.9″ da 1024×600, webcam, 3 usb, SD-card, wifi, bluetooth, presa vga, video Intel  con 8 MB. Cambia praticamente solo la forma e il colore. E tutto per rientrare nei “parametri” dettati da MS per poterci mettere XP. Intanto ASUS incasina il mercato con decine di versioni dell’Eee, e non ci si capisce più niente.

Almeno fateli un po’ diversi, che ne so, con Atom a velocità diverse o con AMD/VIA, con schermi a risoluzione diversa, con uscita DVI invece di VGA, con un lettore di schede diverso dal solo SD, con openfirmware (o openBIOS o LinuxBIOS) al posto del BIOS, col touchscreen, senza l’inutile webcam, col telecomando, ecc.

L’unico che si distingue un po’ dalla massa sembra il GDium, che almeno propone qualcosa di diverso: tutti i dati su una chiavetta senza la quale il PC è inutilizzabile. Anche la CPU non è il solito Atom, e nemmeno x86, ma una Loongson a 64bit, compatibile MIPS, da quel che ho capito, quindi non c’è pericolo che ci possa girare Windows.

Su questo argomento ci sarebbe ancora un bel po’ da discutere. Per esempio sul Gigabyte 704, sul Willkom D4 e su altro, ma vedremo nei prossimi giorni se ne vale la pena… :)

In proposito, le statistiche di Akihabara (il quartiere dedicato a elettronica e manga di Tokyo): l’Eee 901 era praticamente in ogni negozio o centro commerciale, (oltre una ventina) ma solo in versione 12 GB con Windows. Nessuna traccia della versione Linux. Il Wind di MSI si piazza secondo, era in 5 negozi (sempre solo Windows). L’Acer AspireOne (Windows…) l’ho visto in due negozi, e l’HP 2133 (indovinate il S.O. …) in uno solo. Di tutti gli altri non c’era traccia. Ma a farla da padrone era il Kohjinsha, presente dappertutto, sia nuovo che usato, in vari modelli. Peccato costasse il triplo dell’Eee… :)

L’Eee 701 era quasi onnipresente quanto il 901, solitamente in offertona a 1000 yen al mese (6,5 euro) se abbinato a un contratto UMTS. Nessuna traccia degli altri modelli (900, 900A, 904, 1000*, ecc.), e nemmeno di altre marche.

Android è sempre più vicino e Google ci metterà Chrome

Nonostante il disastro con gli sviluppatori, Google continua per la sua strada e rilascia la 0.9 di Android, promettendo altre patch nel corso del mese prima del rilascio della 1.0 entro fine anno. A novembre infatti dovrebbe uscire il primo “googlefonino” ad opera di HTC.

Intanto Google cerca di capitalizzare sui suoi servizi online (vive di pubblicità) rilasciando un browser: Chrome.

Sull’opportunità di un nuovo browser non mi esprimo. Sull’opportunità di prendere una vecchia versione di webkit, che non supera nemmeno l’acid 3 (quindi moooolto vecchia), invece sì: pessima idea. Sarebbe stato meglio partecipare fin da subito allo sviluppo della nuova versione collaborando con gli sviluppatori, invece di lavorare su una vecchia e mandare quintalate di patch per l’inclusione (alcune sono già state rifiutate perché non cross-platform). C’è di buono che ne è uscita una nuova libreria per le immagini, Skia, che sembra offrire le stesse cose di Cairo ma con un’architettura più semplice. Resta da vedere se veramente offre le stesse cose o se magari non manca giusto quella funzionalità che gli fa risparmiare 10.000 righe di codice rispetto a Cairo (il fatto che sia in C++ invece che in C potrebbe essere un problema in alcuni casi, tra l’altro).

Anche la fine del mondo è vicina…

… ma poi nemmeno tanto. Al CERN di Ginevra è stato acceso oggi il Large Hadron Collider, un acceleratore di particelle lungo 27 Km che dovrebbe cercare di verificare se il Bosone, particella subatomica finora solo teorizzata, esiste davvero, e se è veramente l’origine della materia del nostro universo.

Cosa c’entra Linux? Linux c’entra sempre! :)

Stephen Hawking ha scommesso 100 dollari che non troveranno niente. Secondo alcuni, invece, questo avrebbe portato alla fine dell’universo a causa della creazione di buchi neri che avrebbero inghiottito tutta la materia. Google ha dedicato all’evento il suo logo, e vi rimando alla pagina di Repubblica qui di fianco per gli approfondimenti (fonte: vendotutto.org).

Ma non disperate! Quello di oggi era solo un esperimento di accelerazione di un po’ di protoni. I veri scontri tra particelle ad alta energia avverranno nei prossimi mesi, quindi potete continuare a tremare almeno fino alla metà del 2009!

E nel caso non finisse il mondo, spero che riescano a miniaturizzare l’LHC, diciamo sull’ordine dei 27 cm (con le regexp è semplice: “s/k/c/g” :) ), così posso installarlo sulla macchina e sparare buchi neri quando c’è troppa coda.

Google non è poi così open-friendly…

… come voleva far sembrare.

In questi giorni sono pieno di lavoro fin sopra la testa, quindi perdonatemi se posto poco, ma oggi sono venuto a conoscenza di una cosa che mi ha fatto perdere parecchia della stima che avevo in Google.

Sembra che Google stia distribuendo le nuove versioni dell’SDK per Android solo ai programmatori che hanno superato la prima fase del concorso per lo sviluppo di applicazioni, quello che aveva suscitato le ire degli italiani e anche un’interrogazione in parlamento, a causa delle nostre leggi sui concorsi.

Tutti gli altri sviluppatori stavano aspettando le patch da oltre 4 mesi, e avevano segnalato diversi bug, anche gravi, nell’SDK stesso, ed ora un dipendente di Google, per sbaglio, ha inviato alla mailing list degli sviluppatori, invece che a quella dei vincitori del concorso, un messaggio in cui li informa che la nuova versione dell’SDK è disponibile della loro area privata di download.

Si è scoperto poi che quegli sviluppatori hanno firmato un NDA (Non Disclosure Agreement) che vieta loro di rilasciare informazioni sull’SDK.

Ora molti sviluppatori sono delusi dal comportamento di Google, e io sono d’accordo con loro. Che senso ha rilasciare l’SDK solo ad alcuni e non a tutti? Potrebbe essere comprensibile dare un canale preferenziale per le informazioni o per il debug all’SDK a questa elite, ma lasciare indietro tutti gli altri significa semplicemente che non c’è alcun interesse nello sviluppo open source, ma solo nello sfruttamento della comunità per la scoperta di bug, senza dare loro nulla in cambio.

Cercando informazioni ho poi scoperto che Google non ha nemmeno mai rilasciato i sorgenti di Android, e che si riserva di farlo solo dopo che sarà uscito il telefono vero e proprio, e che David “Lefty” Schlesinger, che se ne è lamentato nella mailing list, è stato moderato per averlo chiesto.

Non mi meraviglia che molti stiano abbandonando Android per sviluppare per l’iPhone, anche se avrei preferito si fossero rivolti a OpenMoko, che ne ha più bisogno. Ma solo sicuro che qualcuno tra loro lo farà.

Pessima figura, Google.

Le interfacce di Android

Le interfacce per dispositivi mobili stanno esplorando nuovi orizzonti.

Oggi mi sono imbattuto per puro caso (cercando video su clutter) in alcuni video su YouTube riguardo una nuova interfaccia in via di sviluppo per Android, e mi è letteralmente caduta la mascella.

TAT Cascades e TAT MotionLab

TAT SparklingMi rendo conto che non è una cosa nuovissima, in quanto in sviluppo almeno da novembre dell’anno scorso, ma GphoneModules li ha raccolti tutti in una singola pagina, dove potete ammirarne sia la bellezza che l’evoluzione nel tempo, da novembre a febbraio.

A sviluppare questa GUI è la TAT, The Astonishing Tribe, da cui mi permetto di rubare l’immagine per darvi un preview di quello che vi aspetta.

Interfacce simili a quella dell’immagine le avevo già viste sviluppate con clutter, per esempio nel mediacenter Elisa, ma qui il tutto è stato spinto ancora di più, con animazioni, traslazioni, ridimensionamenti, sfocature, ecc.

Il risultato è veramente strabiliante. Ma guardatevi i video! :)

ShapeWriter WritingPad

Un altro progetto, sempre per Android, che avevo scoperto qualche tempo fa ma di cui poi non mi sono più ricordato è ShapeWriter WritingPad, che amalgama bene l’uso di touchscreen, tastiera onscreen e l’equivalente del T9, il tutto condito da gestures.

Trovate un video su Youtube che ne dimostra le potenzialità.

Forse all’inizio potrebbe essere un po’ disorientante non togliere il pennino dallo schermo fino alla fine della parola, ma credo che con un po’ di allenamento sia un sistema di input molto migliore sia della semplice tastiera on-screen sia dei vari sistemi Graffiti o di riconoscimento della scrittura.

Firefox e i robot

Easter eggs nella nuova beta di Firefox.

Riprendo una notizia di geekissimo riguardo la nuova beta di Firefox 3. Sembra che ci sia un easter egg: scrivendo sulla barra dell’URL “about:robots” appare una schermata come la seguente:

Firefox about:robots Il titolo della pagina (non visibile nell’immagine ma solo nella barra del browser) viene già spiegato da Geekissimo, e si riferisce a un vecchio film, The Day the Earth Stood Still.

Le quattro citazioni invece non mi sono del tutto evidenti. La prima è chiaramente un riferimento ad Asimov e alle tre leggi della robotica. La seconda è riferita a Bladerunner (“Abbiamo visto cose che voi umani…”). La “firma” in basso a destra è un riferimento a Galactica (“I Cyloni sono tornati. E hanno un piano.”).

Mi sfuggono completamente la terza, “Your Plastic Pal Who’s Fun To Be With”, che ho trovato come titolo o come citazione in centinaia di siti web, e la quarta, “have shiny metal posteriors which should not be bitten”, che invece non trovo da nessuna parte.

Qualcuno dei miei trenta lettori (stando a Google Analytics) ha qualche idea? Credo si tratti comunque di film o libri di fantascienza, e probabilmente sono frasi dette da robot o da androidi.