Eclipse: Helios, un satellite coi buchi?

Ieri Eclipse (Galileo) ha iniziato a dare di matto.

Già da un po’ avevo notato rallentamenti quando scrivevo un “uguale” (=), ma dopo 3-4 secondi mi mostrava l’autocomplete e mi lasciava continuare a scrivere, salvo perdermi uno spazio ogni tanto. Ho provato a disabilitare l’autocomplete durante la scrittura (lo voglio solo quando premo ctrl-space), ma non ci sono riuscito.

Eclipse bugsMa ieri quei 3-4 secondi sono diventati più di 10 minuti. Non so quanto, e non so se si sarebbe mai ripreso. L’ho killato dopo un buon gelato. E ho iniziato a cercare soluzioni in Internet.

Sembrava un problema legato al fatto di avere troppi file nel progetto, e infatti linkando lo Zend Framework questo numero superava abbondantemente i 1000. Pur perplesso dal fatto (alcuni miei progetti si avvicinano a quella cifra, non oso pensare progetti più importanti), disattivo lo ZF, chiudo tutti gli altri progetti, e continuo a programmare per un po’, finché non si ripresenta il problema anche con “miseri” 150-200 file nel progetto.

Allora cancello il workspace e tutte le config di Eclipse e riprendo, pensando a una config corrotta. Dopo aver riscaricato tutti i plugin. Illuso. Dopo 2 ore per ripristinare tutto si ripresenta lo stesso errore. Decido quindi di aggiornare Eclipse, cosa che non avevo fatto perché sembra che la nuova versione abbia problemi con l’SDK Android.

Helios

Ho quindi scaricato la nuova versione (Helios), direttamente con PDT integrato, e ho (re)iniziato a configurare e scaricare plugin.

Ma i plugin non funzionavano.

Apparivano nella finestra dei moduli installati, se tentavo l’update mi diceva che non c’erano aggiornamenti, non potevo abilitarli o disabilitarli, solo rimuoverli. Ma non facevano niente. Niente nuove perspective, niente nuovi progetti, niente finestre aggiuntive.

Scavando (per ore) tra le configurazioni e su Internet non ho trovato niente di risolutivo, finché, alle 9 di sera, ho deciso di insospettirmi del fatto che Helios (Eclipse 3.6) creasse una cartella di nome .eclipse/org.eclipse.platform-3.5.0 nella mia home, e ho messo questo in Google, trovando finalmente il bug report nel tracker di Eclipse.

A quanto pare il nuovo Eclipse vuole scrivere nella directory di installazione quando si installano nuovi plugin. Controllando, infatti, si trova un permesso rws sul gruppo in diverse sottodirectory.

A questo punto ho semplicemente fatto un

chown -R root.adm /usr/local/eclipse-3.6

e ho assegnato il mio utente al gruppo adm (lo era già, in realtà). Tutto ha ripreso a funzionare senza problemi. Mi riservo di valutare i rischi di questa operazione, ma a una prima occhiata sembrano abbastanza limitati (un plugin può spattumare Eclipse, ma nel caso lo reinstallo, e lo poteva fare già prima).

Android

Lo so, sono masochista.

Sul sito di Android è scritto chiaramente di NON usare Helios perché ci sono dei bug irrisolti. Ma io ho la testa dura. E comunque ho tenuto la vecchia versione di Eclipse installata, giusto in caso…

Con Helios ho provato a creare un nuovo progetto di test, con target Android 2.2 e minSdk 3 (Android 1.5). Lo crea e mi dà subito errore dicendo di non trovare la package “android”. Lo aggiungo a mano tra le Referenced Libraries del progetto, e gli errori spariscono, ma ora mi dà errore di conversione da Java a Dalvik. Indagherò nelle prossime ore/giorni.

Io pensavo che i problemi si limitassero a un bug già segnalato, peraltro correggibile in modo abbastanza semplice (Window->Preferences, XML->XML Files->Editor, togliere la spunta a “Use inferred grammar…”).

Update 10:10

Il problema con il package android si risolve semplicemente: Window->Preferences, quindi General->Workspace->Linked Resources, attivare la spunta su “Enable Linked Resources”. Bisogna farlo prima di creare o scaricare qualsiasi progetto Android, altrimenti non ho idea di come aggiungerlo in seguito. :)

I conti… tornano?

Quando si inizia ad avere la sensazione di vivere in paese destinato a diventare “terzo mondo”.

Stavo leggendo l’ultimo numero di Wired, quando trovo un articolo intitolato “Iran, la lunga marcia online verso la libertà”, in cui leggo:

L’Iran è online da vent’anni, e ha uno dei livelli più alti di accesso alla rete in tutto il Medio Oriente (stimato intorno al 40%), oltre al maggior tasso di aumento di utenti (passati dal milione del 2005 ai 23 milioni del 2008).

Arrivato in ufficio, più tardi, trovo una notizia su ZeusNews titolata “Crescono le internaute italiane“, in cui leggo:

Dei circa 20 milioni di italiani online, 8,3 milioni sono donne (il 32%)…

…e mi chiedo come possa un paese in cui è fortissima la censura, il controllo statale, la repressione, essere più avanti di noi (la popolazione totale è più o meno la stessa) nell’accesso a Internet.

Sarà un problema di mentalità? Di ignoranza? Di mancanza di infrastrutture? Di ostruzionismo?

Linux Day 2009 a Treviso

Nona edizione del Linux Day.

Sabato prossimo, 24 ottobre, si svolge in tutta Italia il Linux Day, manifestazione nazionale promossa da Italian Linux Society e realizzata a livello locale da oltre 100 Linux User Group.

A Treviso l’appuntamento è ormai fisso presso l’ITIS Max Planck di Lancenigo di Villorba, in via Franchini 1, dalle 10:00 alle 18:00.

Quest’anno la formula cambia leggermente, per cercare di venire incontro al meglio alle richieste del pubblico.

La mattina sarà tutta dedicata a una panoramica generale sul mondo Linux, a cosa è, a come funziona e a che software si possono utilizzare. Ampio spazio per le domande del pubblico.

Il pomeriggio prevede due percorsi possibili:

  • in aula magna tre talk da seguire: Virtualizzazione con Virtualbox, SME server e Appliance di rete con Linux
  • in aula “on demand” talk su quello che vuole il pubblico: richiedete un argomento e noi ve ne parliamo (nei limiti del possibile :) )

Per tutta la giornata i membri del TVLUG saranno a disposizione per chiacchierare, per farvi vedere cosa si può fare con Linux e per aiutarvi a installare Linux sul vostro PC o per copiarvi CD e DVD delle ultime distribuzioni uscite.

Venite a trovarci!

OpenMoko WikiReader

La rivoluzione in casa OpenMoko

Ogni tanto mi ricordo di avere anche un blog, e oggi è uno di quei giorni. E scusatemi se è un post polemico.

Probabilmente vi ricordate l’annuncio nell’aprile di quest’anno di Sean Moss-Pultz riguardo il mettere in standby (cioè di ammazzare) il progetto Freerunner per dedicarsi al “Plan B”, un device che avevano già in cantiere e che gli avrebbe permesso di restare in affari.

WikiReaderBene, quel device è uscito, e lo vedete qui in tutto il suo splendore.

Un fantastico dispositivo da 99 dollari, con schermo monocromatico (almeno è touchscreen) e tre tasti. Fornito con una SD da 8 GB con caricato Wikipedia. E vendono pure gli abbonamenti per gli aggiornamenti, mandandoti a casa una nuova SD ogni volta. E non ci puoi fare niente altro che consultare Wikipedia.

Scusate il sarcasmo latente nel post, ma a me pare una str… Voglio dire: il mercato più florido e fervente di questo periodo è quello dei telefonini. Le stime dicono che entro qualche anno gli smartphone supereranno i “dumbphone”, Android, nato dal niente, si prevede che diventerà la seconda piattaforma per smartphone entro il 2012 (dopo Symbian).

Tu hai uno smartphone quasi completamente pronto, con hardware neanche tanto malvagio (e bastava aggiornare la CPU e aggiungere un po’ di RAM per renderlo quasi perfetto), con un software a buon punto, una comunità anche abbastanza collaborativa e blocchi tutto per sviluppare e distribuire una “cineseria” che, prevedo, verrà venduta sì e no nei discount e nei negozi di souvenir?

Bah…

A new Galaxy

Ebbene sì, ho fatto la mia scelta…

Un paio di settimane fa ho finalmente rotto il porcellino e ho comprato il Samsung Galaxy. Ci ho smanettato per un po’ ed ecco qui le prime impressioni.

L’ho comprato in un centro Wind, pagato 399 euro, ed era l’unico disponibile, arrivato quel giorno stesso. Il commessio era quasi dispiaciuto di non averlo potuto mostrare a nessun cliente. :)

Dopo la canonica notte in carica, con ancora tutti gli adesivi protettivi attaccati, l’ho finalmente acceso. La prima cosa che ho fatto è stato configurare la rete WiFi a casa, “spaventato” da storie trovate su Intetrnet di cellulari che si collegano da soli a Internet e finiscono il credito in pochi minuti. Un sentito grazie alle compagnie telefoniche italiane a ai loro prezzi assurdi sul traffico dati.

L’interfaccia è abbastanza (capirete poi perché non “molto”) intuitiva, e le operazioni comuni sono tutte a portata di mano, ma una letta al manuale utente (un po’ striminzito, ma non più di altri cellulari che ho avuto. Solo che questo è uno smartphone…) toglie molti dubbi. In particolare, cliccare sulle icone e aprire la lista delle applicazioni col bottone in basso è, naturalmente, intuitivo, ma capire che dalla lista di applicazioni si può “tenere premuta” un’applicazione per spostarla sul desktop, oppure che la barra in alto è trascinabile per aprire la finestra notifiche non sono immediate, anche se semplici e veloci, così come lo slide verso destra o sinistra che permettono di spostarsi tra i 3 desktop virtuali. In questo è molto “linuxoso”. Continue reading

A new world

Sto pensando di prendere un palmare nuovo…

Sharp Zaurus sl-c1000Da ormai 3 anni vivo quasi in simbiosi con il mio Zaurus SL-C1000 “Akita”, che come il fedelissimo omonimo cane, mi segue un po’ dappertutto. Forse è stato il migliore acquisto che abbia fatto, e svolge ancora egregiamente il suo lavoro (la batteria dura ancora 7-8 ore di uso attivo e mesi in standby), ma sta iniziando a mostrare i segni del tempo. Ormai fuori produzione da quasi 2 anni, anche il supporto del team di Angtrom sta latitando, al punto che ormai da appunto 2 anni non lo posso più aggiornare. Inoltre la mancanza di una connessione WiFi o comunque di rete funzionante ne limita un po’ l’uso. In pratica è diventato un ottimo ebook reader (mi  ci sparo una cinquantina di libri l’anno…), ma ben poco altro.

Allora, visto che mia moglie ci sta sbavando sopra da un po’ (anche lei è una avida lettrice ed è stanca di portarsi libri da 1 Kg in borsa), ho iniziato a guardarmi intorno per vedere cosa offre il panorama Linux di oggi. Le scelte sono fondamentalmente quattro.

Nokia N800/N810

nokia n810Un bell’oggettino, con un bello schermo (800×480) e, nel caso dell’810, una tastiera fisica che mi farebbe molto comodo quando, in giro, mi capita di dover prendere appunti in velocità e magari non ho con me l’Eee. L’ho valutato per un po’, e l’avrei anche trovato a un prezzo stracciato, per le sue caratteristiche, ma poi ho pensato: perché non fare il grande passo e unire il cellulare al palmare, andando su uno smartphone?

Anche perché Nokia sta un po’ stravolgendo il panorama Linux in casa sua: sta portando Maemo verso le Qt, ha acquistato Symbian e lo sta rendendo Open Source, ha preso accordi con Intel per collaborare. Non è ancora chiarissimo verso cosa stia andando.

Allora il primo pensiero è stato…

OpenMoko Freerunner

openmoko freerunnerUn progetto interessante, due anni fa. Bellissimo lo schermo da 640×480, anche se forse un po’ piccolo. Peccato per il resto dell’hardware, e in particolare la scarsa flash memory interna (pur se espandibile con microSD) e la limitazione a reti telefoniche 2G. Ma avrei anche potuto sopportarlo (non mi collego mai in mobilità, e il WiFi integrato sarebbe stato più che sufficiente), ma le vicende degli ultimi mesi in casa OpenMoko mi hanno fatto pensare.

In definitiva la piattaforma hardware è stata abbandonata a sé stessa. Il nuovo modelli ha solo una piccola correzione hardware che toglie il ronzio di sottofondo (bug del precedente modelli, sistemabile con una saldatura), ma non offre maggiore memoria interna (sia RAM che flash) e non è ancora chiaro se scaricando la batteria fino al minimo si rimane ancora fregati.

Dal lato software si vedono continuamente, nei blog degli sviluppatori, nuove versioni del software di sistema. Peccato che ci siano 3-4 versioni di sistema operativo con forse una trentina di sviluppatori, quindi tutto è perennemente in beta e non si capisce nemmeno se ci si può telefonare.

In pratica è diventata una sala giochi per gli sviluppatori. Il che non mi sarebbe dispiaciuto, se non avessi la necessità di un device funzionante e con un po’ di software stabile disponibile, quindi ho valutato le due iniziative “commerciali”:

Palm Pre

palm preDopo anni di attesa finalmente la Palm è riuscita a presentare il suo cellulare basato su Linux, e gli è anche riuscito abbastanza bene, con una CPU a 600 MHz, 256 MB di RAM, 8 GB di flash. Peccato per la risoluzione dello schermo, che ormai sembra standardizzata tra i cellulari, di solo 320×480 (metà del mio Zaurus e del Freerunner, quasi 1/3 del Nokia N8x0).

Grazie a un bug della prima versione del S.O., alcuni sviluppatori sono anche riusciti a “rootarlo”, e quindi ad accedere agli internals del S.O.. E perfino ad installarci Debian!

Il sistema non è male, anche se lo sviluppo di applicazioni è un po’ limitato, visto che i programmi devono praticamente essere delle webapp scritte in HTML5, CSS e Javascript, anche se c’è supporto per database SQLite.

Purtroppo non sopporto il tipo di tastiera che ha. I tasti sono troppo piccoli. Se avessero fatto lo slider dalla parte lunga sarebbe stato un po’ meno “blackberroso”, magari non si sarebbe potuto scrivere con una mano sola, ma almeno sarebbe stata usabile. Scartato. Non rimane molto tra cui scegliere…

Android

htc g1Il primo cellulare con questo S.O. è stato l’HTC G1, detto anche Dream, e ha fatto sognare per un po’ parecchia gente. Ormai è un anno che è sul mercato, ma per una cosa è ancora insuperato: la tastiera fisica. Anche se aggiunge un po’ di spessore al telefono, sarebbe perfetta in un device aggiornato, con linee un po’ più arrotondate e, grazie ai nuovi componenti di dimensioni ridotte, magari montato su un device più snello. Purtroppo il quantitativo di RAM (192 MB) e flash (256 MB) è ridotto a misure di oltre un anno fa. La CPU è buona (528 MHz) e lo schermo è il tristemente diffuso 320×480, ma qui da 3.2″. Punto debole denuinciato da molti la durata della batteria.

In seguito al suo successo (ne sono stati già venduti più di 1 milione), altri modelli l’hanno seguito a ruota, e quest’anno si preannuncia come “l’anno di Android”. htc magicL’HTC Magic (chiamato anche “G2” da alcuni) è già sul mercato da un po’, e sono usciti o in uscita (sul mercato italiano) il Samsung i7500 Galaxy e l’HTC Hero. Entro fine anno si prevede che i modelli sul mercato, da vari produttori, saranno almeno una ventina, e già si parla di Motorola e di Sony Ericsson.

Intanto le note dolenti: sempre lo stesso schermo 320×480 e niente tastiera fisica. Per il resto, ognuno si distingue dagli altri per alcuni particolari, ma tutti integrano le caratteristiche salienti di Andoid: connettività 2G, 3G, WiFi, Bluetooth, GPS e accelerometri integrati, touchscreen e, naturalmente, applicazioni sia ufficiali che di terze parti basate sulla VM dalvik disponibili in rete.

HTC è il pioniere di Android e si trova in vantaggio rispetto agli altri. Se il Magic è una piccola evoluzione del Dream dal punto di vista hardware (raddoppiata la flash, a 512 MB, ma la RAM, la CPU e lo schermo sono rimasti uguali) e software (monta Android 1.5 contro l’1.0, comunque aggiornabile, del G1), HTC Herol’Hero è un passo più lungo. La RAM è stata portata a 288 MB, la flash rimasta a 512 MB e la CPU a 528 MHz, ma l’interfaccia “classica” di Android è stata completamente stravolta da HTC, e sono stati creati appositamente diversi widget per integrare meglio tutte le funzioni “social” del telefono. Purtroppo non ha un connettore standard da 3.5mm per le cuffie/microfono, ma solo una ExtUSB, che non ho ancora capito se è fisicamente compatibile con le prese microUSB standard.

Rimane il dubbio se questa nuova interfaccia implichi qualche incompatibilità con le applicazioni standard di Android Market, o se possa andare in conflitto con widget di terze parti. Vedremo i primi test cosa diranno.

Per quanto riguarda Samsung Galaxy i7500il Samsung Galaxy, non sono ancora riuscito a trovare specifiche hardware complete, ma credo che la CPU sia la “solita” 528 MHz, mentre la RAM dovrebbe essere oltre i 256 MB, forse 288 (ne dichiarano 192 MB liberi). Punti forti sono la memoria flash, di ben 8 GB, e lo schermo Amoled. Inoltre sembra che la tastiera a schermo abbia un feedback tramite la vibrazione del telefono. Ho provato questa funzione sul Samsung YP-P3 e, nonostante non riesca a dare lo stesso feeling delle tastiere fisiche, è comunque molto utile per capire se un tasto lo si è premuto o meno, senza essere costretti a fare su-e-giù con lo sguardo tra la tastiera e l’entry widget.

Per il resto la GUI è “classic Android”, e fortunatamente i connettori per cuffie/microfono e microUSB sono standard, quindi si potranno usare gli accessori che si preferisce. Non è ancora chiaro se l’accesso al market sarà completamente libero o limitato. Durante la conferenza di presentazione è stata un po’ fumosa la questione. Ma il video pubblicitario di presentazione è simpatico. :)

Sembra anche che il prezzo in Italia sarà di 399 euro, un centinaio di euro in meno rispetto all’Hero e, visto la dotazione hardware, mi fa propendere molto verso questo modello.

PHPday 2009, come è andata

Un piccolo sunto delle due giornate.

Dopo esattamente due mesi di silenzio, finalmente mi ricordo che ho anche un blog, e torno a scriverci per parlare un po’ di questo mio primo PHPday.

Complice la vicinanza e un’interesse crescente, dopo l’annuncio, su come potesse essere una giornata immerso tra i programmatori PHP, ho fatto la pazzia e mi sono iscritto, approfittando dell’offerta early bird. Arrivato lì in auto, la prima (e unica, direi) brutta sorpresa: l’hotel non aveva un parcheggio proprio, e i Carabinieri, coadiuvati da un carro attrezzi, stavano portando via auto in divieto lungo le strade. Per fortuna dopo 15-20 minuti ho trovato un buco anche abbastanza vicino.

Veloce passaggio alla registrazione, dove mi hanno riempito di gadget (maglietta, cappellino, portacellulare a forma di sedia/antistress, oltre al tesserino identificativo) che non sapevo dove infilare visto che avevo le mani impegnate dall’Eee e dall’ombrello, e poi l’attesa per l’inizio che, come nella migliore tradizione di tutte le conferenze, è partito con mezz’ora di ritardo. Un plauso agli organizzatori che in 30 secondi hanno condensato i saluti per cui era prevista una mezz’ora, per cui tutti i talk sono stati abbastanza in orario.

L’affluenza, nonostante i timori visto il prezzo di iscrizione, è stata molto buona.

Tranne uno, per cui mi aspettavo tutt’altro, tutti i talk sono stati interessantissimi, e mi è dispiaciuto veramente tanto doverne perdere 2 o 3 a causa delle sovrapposizioni (c’erano tre “percorsi” contemporanei).

Interessante l’intervento di Rasmus Lerdorf (di cui parlerò probabilmente in un altro post) riguardo lo sviluppo di PHP, anche se purtroppo era subito dopo pranzo e mi sono perso l’inizio.

Zend Italia ha inoltre organizzato una sessione straordinaria di esame per la certificazione in PHP5, ed ha offerto l’iscrizione gratuita ai primi 10 iscritti. Ne ho approfittato subito e mi è andata bene. Anche l’esame è andato bene, visto che ora sono Zend Certified Engineer. :D

L’unica nota dolente è che l’esame mi ha fatto perdere altri due talk che mi interessavano. Ma pazienza! ;)

I pranzi e i buffet sono stati un’ottima occasione per intavolare, nonostante la mia timidezza cronica, quattro chiacchiere con altri appassionati. Venerdì sono finito a pranzo con due relatori, tra cui il rappresentante di PayPal Italia…

“Incluso nel prezzo” c’era anche l’iscrizione al GrUSP, il Gruppo Utenti e Sviluppatori PHP italiani. Solo da ieri sono stato iscritto anche alla mailing list dei soci e mi ci sto ambientando, ma vista la chiacchierata fatta sabato sera in finale dei lavori tra i membri del gruppo e la cinquantina di persone rimaste, sembrerebbe una cosa molto interessante (tra sconti, contatti, collaborazioni, ecc.)

Approfitto per ringraziare gli organizzatori per l’ottimo lavoro svolto, e per salutare Cesare e Michele (se mai passeranno di qua).

Sul sito dell’evento ci sono i video registrati durante i vari talk, quindi se non ci eravate potete farvi un’idea di come è stata.

L’anno prossimo l’appuntamento è a Rimini (a meno di inconvenienti). Farò il possibile per esserci.

PHPday 2009, Verona, 15 e 16 maggio

L’evento italiano dedicato a PHP.

Il PHPday quest’anno si sposta a Verona, e cerca di dare un taglio ancora più ampio all’evento, allungando la durata a due giorni e introducendo il canale “community” per la presentazione di prodotti opensource. Ci saranno inoltre dei lightning talk, dei “dibattiti” improvvisati dai partecipanti.

Consultate il sito per il programma completo, tuttora non definitivo, ma già con diversi argomenti interessanti sul piatto, almeno per me. Inoltre sarà una buona occasione per incontrare sviluppatori preparati e competenti, merce abbastanza rara, purtroppo.

La novità mal recepita (al punto da generare un post molto risentito del presidente del GrUSP, il gruppo organizzatore) dai partecipanti, invece, è il prezzo di iscrizione, fissato in € 100 per la partecipazione a entrambe le giornate (60 per una sola), che aumenta a 160 (e 90) se ci si iscrive dopo il 16 aprile.

Secondo me, visto quello che viene offerto (soprattutto il pranzo e due buffet per ogni giornata) non è per niente alto, ma posso capire che, per chi è abituato a parteciparvi gratis dagli eventi precedenti, rappresenti un po’ un trauma.

Probabilmente l’affluenza sarà inferiore agli anni scorsi, ma di contro il pubblico sarà più mirato e interessato.

Credo che farò il possibile per partecipare.

FCKEditor + Galeon

= BOOOOOOOOOOM

Oggi, dopo un mese di sviluppo di un sito, lo metto in produzione e mi accorgo che con Galeon le textarea non vengono “trasformate” in editor wysiwyg da FCKeditor.

Subito penso che sia un bug nel plugin per jquery che integra FCK e vado sul suo sito ( http://www.fyneworks.com/jquery/FCKEditor/ ), e infatti nemmeno lì la demo funziona. Ma prima di scavare nel javascript, vado anche sul sito di FCK ( http://www.fckeditor.net/ ) . E nemmeno lì funziona.

E, naturalmente, la persona che deve usare quel sito usa sempre Galeon…

La cosa strana è che Epiphany (che usa la stessa versione di libnspr e di xulrunner) e Firefox/Iceweasel funzionano perfettamente. E che (Tiny)MCE funziona senza problemi anche in Galeon, visto che lo sto usando per scrivere questo post.

Toccherà scrivere un plugin per Zend Framework anche per MCE…

Nel frattempo, se qualcuno ha suggerimenti su come integrare FCK in Galeon, sono i benvenuti.

CeBIT 2009

Inizia domani una delle fiere dell’elettronica più importanti.

Si aprono domani, martedì 3 marzo alle 9:00, i cancelli del CeBIT, ad Hannover in Germania. Forse l’esposizione più importante in europa per quanto riguarda informatica e tecnologia.

Sui blog girano già notizie sui prodotti che saranno presentati e, a parte la solita pletora di cellulari/smartphone, e di notebook in tutte le salse, sembra ci saranno anche alcune cose più interessanti.

2009, l’anno degli e-book reader?

BooxPer esempio sono già trapelati diversi e-book reader.

Quello che mi ispira di più è il Boox, di cui riporto un’immagine rubata a mobileread.com. Le dimensioni sembrano perfette per non essere troppo ingombrante o troppo piccolo, e non ha un sacco di spazio sprecato come il Kindle. Legge un sacco di formati (tra cui chm, pdf e rtf, oltre a txt, html e un paio di formati da ebook), suona mp3, ha slot SD e porta USB.

Il processore da oltre 500 MHz è più che sufficiente per visualizzare velocemente gli ebook mentre in sottofondo si ascoltano mp3, e anche la RAM (128 MB)  non è male se, come penso, ci gira Linux e si possono installare altri software.

Ma anche il BeBook 2 non sembra male. Peccato che non se ne conoscano ancora le caratteristiche complete. Il primo BeBook mi aveva fatto una buona impressione.

Un po’ meno interessante, ma fa numero, il NUUT. Probabilmente sarà destinato al solo mercato coreano, come il sito fa intendere, e le caratteristiche tecniche, a parte quelle riportate da Engadget, sono difficili da estrapolare.

Infine, per ultimo visto che è solo un rumor e che probabilmente uscirà a fine anno, la terza versione del Kindle, di cui naturalmente non esistono immagini o specifiche tecniche, ma che speriamo riduca un po’ le dimensioni o almeno aumenti l’ampiezza dell’area visibile, magari sacrificando un po’ la tastiera che, in un dispositivo del genere, non è proprio della massima importanza.

Girano inoltre voci di molti altri modelli, che quasi sicuramente vedremo nei prossimi giorni presentati in fiera.

Sembra insomma che gli e-book reader siano in fase di decollo quest’anno. Finalmente, aggiungerei (e spero che calino un po’ i prezzi).

Netbook

Sul fronte netbook finalmente si inizia a vedere qualcosa di diverso.

A parte l’Asus Eee 1000HE che promette quasi 10 ore di autonomia ma che purtroppo non adotta ancora il nuovo chipset per Atom, e che (ancora purtroppo) rimane allineato a tutti gli altri come caratteristiche (Atom 1.6 GHz, 160 GB, 1024×600, ecc.) stanno iniziando a spuntare anche alcuni modelli “alternativi”.

touchbookPer esempio il Touchbook. Si tratta di un netbook basato su processore ARM, invece del solito Atom. Non ha ventole né dischi. Gira da una microSD da 8 GB (presumo sostituibile), ha uno schermo da 9″ alla classica 1024×600, WiFi e BT, 6 porte USB (3 interne, 2 esterne normali e una esterna mini), ma soprattutto ha tre accelerometri e un’autonomia tra le 10 e le 15 ore.

Forse le prestazioni non saranno spaventose, ma dovrebbero essere sufficienti per la maggior parte degli usi, visto anche che permette di riprodurre video in HD (720p) e soprattutto la tastiera è “abbandonabile” a casa, portandosi dietro il solo touchscreen in cui è contenuto tutto il computer. Lo si può usare come tablet ed è addirittura magnetico sul retro, quindi lo potrete attaccare da qualche parte (onestamente non so dove…)

Probabilmente sacrificando un paio di porte USB interne e mettendoci una batteria più capiente al loro posto, o uno slot per SD invece delle microSD, sarebbe stato il device “quasi perfetto”.

Ci gira praticamente solo Linux in varie salse. Ci può girare Windows CE, ma gli stessi produttori lo sconsigliano.

Si iniziano a vedere anche i primi netbook x86 con processori non Atom, e in particolare con CPU AMD e forse qualcuno con chipset nVidia. Vedremo se ci sarà qualcosa anche con i nuovi VIA.

Si sono già intravisti anche alcuni nuovi MID, sempre Atom, ma ho paura che il loro momento verrà nel 2010, sperando che per allora le reti WiMax e WiFi pubbliche siano un po’ più diffuse. Fino ad allora, probabilmente saranno solo dei palmari ingombranti e con poca autonomia. Io comunque coltivo la speranza, perché mi ispirano molto.