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Non ho resistito… Ho provato ad utilizzare Xandros sull’Eee, ma i repository ufficiali non hanno praticamente software oltre a quello preinstallato, e quelli aggiuntivi per xandros 4 hanno una selezione di software veramente misera, e nessuno che si integri con l’interfaccia Easy (non mostrano le icone, insomma). Oltretutto, passando in modalità desktop/advanced ci si ritrova con KDE, che a me non piace per niente.
Motivo per cui ho installato Debian dopo nemmeno 2 giorni di utilizzo, ed ora la sto configurando a puntino. Ho deciso di riportare qui i vari passi che ho fatto (e che farò) sia per tenerne traccia, sia per aiutare chi voglia fare la stessa cosa. Quindi…
Innanzitutto vi consiglio di procurarvi una scheda SD. Io ne avevo una vecchissima (comprata col mio primo Zaurus 5500 direttamente dagli USA) da 128 MB, più che abbondanti per quello che ci serve. Dovrebbero bastare anche schede da 16 MB, ma ve ne consiglio una da 32 MB. Non metteteci dati importanti, e se li avete copiateli da qualche altra parte, perché questa scheda non la potrete usare per niente altro (vi spiegherò poi perché
)
Poi andate sul sito di DebianEeePC a scaricare l’immagine dell’installer, che occupa circa 16 MB (per questo consigliavo almeno 32 MB di SD).
Io l’ho scaricata direttamente dall’Eee, e sempre da lì ho “flashato” la SD con il comando dd, come indicato nella pagina di download. La scheda viene vista come /dev/sdc, se non ricordo male.
L’immagine dell’installer occupa tutta la chiavetta, indipendentemente dalle dimensioni della stessa, con un filesystem FAT32 da 16 MB. Probabilmente si può sfruttare in qualche modo lo spazio in più, magari con parted per allargare la partizione, ma non ho provato, anche perché non è una partizione…
Se siete avventurosi, potete provare a crearvi da soli un installer customizzato per sfruttare tutto lo spazio sulla chiavetta, magari mettendoci del tool di ripristino/recupero aggiuntivi.
Ed eccoci al motivo per cui quella chiavetta è “persa”: è un ottimo sistema per avere un “CD di ripristino”. Basterà far partire l’installer, selezionare lingua e tastiera, rilevare i dischi e quindi passare alla seconda tty con alt-F2 per avere una shell con un discreto numero di comandi base disponibili. Mi ha già salvato una volta, dopo una modifica a fstab un po’ “avventurosa”!
Bene, avete flashato l’installer sulla SD, non vi resta che riavviare l’Eee con la SD inserita, e (se non avete modificato la sequenza di boot del BIOS) partirà l’installer Debian.
Non starò qui a spiegarvi i vari passi. Se volete Debian (e non, per dire, Ubuntu) sull’Eee significa che siete molto appassionati di questa distro, quindi sapete come installarla.
L’unico punto su cui voglio soffermarmi sono le partizioni.
L’Eee 900 monta, di serie, due SSD: una da 4 GB (vista come /dev/sda) e una da 16 GB (come sdb). La prima è suddivisa in 4 partizioni. sda1 (da 2.5 GB in ext3) contiene il sistema base Xandros, mentre sda2 (da 1.5 GB) contiene un fs ext2 che viene montato tramite unionfs assieme a sda1. Il risultato è un fs con 1.5 GB liberi. Quando installate aggiornamenti o nuovi software, questi vengono messi in sda2, e i file “nascondono” i loro corrispondenti in sda1. Una spiegazione un po’ arzigogolata, ma l’effetto finale è che se incasinate il sistema installando roba sbagliata o modificando qualche file che non dovevate toccare, basta cancellare tutto da sda2 per tornare alla configurazione di fabbrica. Ed è quello che fa l’utility di ripristino fornita col computer.
Le altre due partizioni sono un po’ particolari. Occupano 8 MB ognuna (corrispondenti a 1 cilindro, il minimo possibile su questa SSD). sda3 contiene una copia del BIOS, e presumo che serva per farne il flash. Teoricamente basta scaricare l’aggiornamento del BIOS dal sito Asus, copiarlo qui dentro con un nome particolare e riavviare l’Eee perché il BIOS venga automaticamente flashato.
sda4 invece serve per la funzionalità BootBooster. Quando viene attivata (dal BIOS) questa modalità, dopo il primo avvio il BIOS copia qui dentro un’immagine dei suoi registri e di quelli della scheda video. Al riavvio successivo li legge e non deve più fare lo scan dell’hardware, riducendo da 10 a 0,5 secondi il tempo di boot.
Per l’installazione di Windows XP, Asus consiglia di eliminare tutte le partizioni e di farne una unica per il S.O.
Per l’installazione di Debian io vi consiglio di eliminare le prime tre, di tenere sda4 così com’è, e creare sda1 che copra il resto del disco. Se cancellate sda4 o se ne cambiate il tipo (di default “ef”), il BIOS non vi presenterà più l’opzione per il BootBooster. Se la mantenete, cercate di non scriverci mai niente sopra, altrimenti rischiate che non si avvii più l’Eee.
Potete decidere di tenere anche sda3 per flashare il BIOS, ma c’è una procedura che permette di farlo da una SD o da una chiavetta USB, quindi non fatevi troppi problemi.
Per quanto riguarda il secondo disco, io l’ho usato (come nella Xandros originale) per metterci /home, quindi marcate la partizione come “da formattare” e procedete con l’installazione.
Come vedremo nei prossimi articoli, potete usare un file per l’ibernazione del sistema, ma alcuni metodi di ibernazione permettono di salvare l’immagine della RAM solo su una partizione di swap. Quindi, se volete usare uno di questi sistemi, dovreste creare una partizione di swap su uno dei due dischi (consiglio sdb). La dimensione può essere della metà della RAM se avete intenzione di comprimere l’immagine o delle stesse dimensioni della RAM senza compressione. Ma ne parleremo più approfonditamente.
L’installer contiene già i driver per le due schede di rete (ethernet e wifi), quindi potrete configurarle durante l’installazione e scaricare i pacchetti direttamente dai repository Debian.
La distribuzione utilizzata è Lenny (Debian testing, mentre vi sto scrivendo) per diversi motivi. Il principale è che lenny contiene un kernel 2.6.24, che supporta meglio l’hardware dell’Eee 701. Inoltre contiene diversi componenti necessari al funzionamento dei driver aggiuntivi. Come vedremo in un prossimo articolo, è necessario installare il 2.6.25 da sid (unstable) per avere il supporto alla scheda audio.
Il resto dell’installazione non presenta alcuna differenza con una standard. Io ho scelto GRUB come bootloader perché lo preferisco, ma l’Eee è un normale PC, quindi se preferite LILO, usate quello.
Il lavoro del team Debian Eee è stato veramente grandioso. Praticamente non c’è alcuna differenza con un normale PC, e alla fine dell’installazione tutto l’hardware funziona senza problemi.
Se avete configurato il wifi durante l’installazione, ve lo ritroverete già configurato, funzionante ed attivato al riavvio. I tempi di boot sono ancora altini, ma vedremo in seguito come accorciarli.
Io ho, come sempre con Debian, deselezionato tutti i meta-pacchetti (Ambiente Desktop e Sistema Base) durante l’installazione, quindi al riavvio mi sono trovato la mia (bella) shell da cui, con aptitude, ho installato quello che mi serviva. Vedremo in seguito cosa installare e come configurarlo al meglio, per ora vi dico che l’ambiente completo (X, Gnome, Ooo, Firefox, ecc.) mi occupa 2.7 GB sulla root. Magari non potrete installare sia Gnome che KDE, ma di spazio ce n’è in abbondanza.
Alla prossima puntata.
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