OpenMoko WikiReader

La rivoluzione in casa OpenMoko

Ogni tanto mi ricordo di avere anche un blog, e oggi è uno di quei giorni. E scusatemi se è un post polemico.

Probabilmente vi ricordate l’annuncio nell’aprile di quest’anno di Sean Moss-Pultz riguardo il mettere in standby (cioè di ammazzare) il progetto Freerunner per dedicarsi al “Plan B”, un device che avevano già in cantiere e che gli avrebbe permesso di restare in affari.

WikiReaderBene, quel device è uscito, e lo vedete qui in tutto il suo splendore.

Un fantastico dispositivo da 99 dollari, con schermo monocromatico (almeno è touchscreen) e tre tasti. Fornito con una SD da 8 GB con caricato Wikipedia. E vendono pure gli abbonamenti per gli aggiornamenti, mandandoti a casa una nuova SD ogni volta. E non ci puoi fare niente altro che consultare Wikipedia.

Scusate il sarcasmo latente nel post, ma a me pare una str… Voglio dire: il mercato più florido e fervente di questo periodo è quello dei telefonini. Le stime dicono che entro qualche anno gli smartphone supereranno i “dumbphone”, Android, nato dal niente, si prevede che diventerà la seconda piattaforma per smartphone entro il 2012 (dopo Symbian).

Tu hai uno smartphone quasi completamente pronto, con hardware neanche tanto malvagio (e bastava aggiornare la CPU e aggiungere un po’ di RAM per renderlo quasi perfetto), con un software a buon punto, una comunità anche abbastanza collaborativa e blocchi tutto per sviluppare e distribuire una “cineseria” che, prevedo, verrà venduta sì e no nei discount e nei negozi di souvenir?

Bah…

A new Galaxy

Ebbene sì, ho fatto la mia scelta…

Un paio di settimane fa ho finalmente rotto il porcellino e ho comprato il Samsung Galaxy. Ci ho smanettato per un po’ ed ecco qui le prime impressioni.

L’ho comprato in un centro Wind, pagato 399 euro, ed era l’unico disponibile, arrivato quel giorno stesso. Il commessio era quasi dispiaciuto di non averlo potuto mostrare a nessun cliente. :)

Dopo la canonica notte in carica, con ancora tutti gli adesivi protettivi attaccati, l’ho finalmente acceso. La prima cosa che ho fatto è stato configurare la rete WiFi a casa, “spaventato” da storie trovate su Intetrnet di cellulari che si collegano da soli a Internet e finiscono il credito in pochi minuti. Un sentito grazie alle compagnie telefoniche italiane a ai loro prezzi assurdi sul traffico dati.

L’interfaccia è abbastanza (capirete poi perché non “molto”) intuitiva, e le operazioni comuni sono tutte a portata di mano, ma una letta al manuale utente (un po’ striminzito, ma non più di altri cellulari che ho avuto. Solo che questo è uno smartphone…) toglie molti dubbi. In particolare, cliccare sulle icone e aprire la lista delle applicazioni col bottone in basso è, naturalmente, intuitivo, ma capire che dalla lista di applicazioni si può “tenere premuta” un’applicazione per spostarla sul desktop, oppure che la barra in alto è trascinabile per aprire la finestra notifiche non sono immediate, anche se semplici e veloci, così come lo slide verso destra o sinistra che permettono di spostarsi tra i 3 desktop virtuali. In questo è molto “linuxoso”. (continua…)

A new world

Sto pensando di prendere un palmare nuovo…

Sharp Zaurus sl-c1000Da ormai 3 anni vivo quasi in simbiosi con il mio Zaurus SL-C1000 “Akita”, che come il fedelissimo omonimo cane, mi segue un po’ dappertutto. Forse è stato il migliore acquisto che abbia fatto, e svolge ancora egregiamente il suo lavoro (la batteria dura ancora 7-8 ore di uso attivo e mesi in standby), ma sta iniziando a mostrare i segni del tempo. Ormai fuori produzione da quasi 2 anni, anche il supporto del team di Angtrom sta latitando, al punto che ormai da appunto 2 anni non lo posso più aggiornare. Inoltre la mancanza di una connessione WiFi o comunque di rete funzionante ne limita un po’ l’uso. In pratica è diventato un ottimo ebook reader (mi  ci sparo una cinquantina di libri l’anno…), ma ben poco altro.

Allora, visto che mia moglie ci sta sbavando sopra da un po’ (anche lei è una avida lettrice ed è stanca di portarsi libri da 1 Kg in borsa), ho iniziato a guardarmi intorno per vedere cosa offre il panorama Linux di oggi. Le scelte sono fondamentalmente quattro.

Nokia N800/N810

nokia n810Un bell’oggettino, con un bello schermo (800×480) e, nel caso dell’810, una tastiera fisica che mi farebbe molto comodo quando, in giro, mi capita di dover prendere appunti in velocità e magari non ho con me l’Eee. L’ho valutato per un po’, e l’avrei anche trovato a un prezzo stracciato, per le sue caratteristiche, ma poi ho pensato: perché non fare il grande passo e unire il cellulare al palmare, andando su uno smartphone?

Anche perché Nokia sta un po’ stravolgendo il panorama Linux in casa sua: sta portando Maemo verso le Qt, ha acquistato Symbian e lo sta rendendo Open Source, ha preso accordi con Intel per collaborare. Non è ancora chiarissimo verso cosa stia andando.

Allora il primo pensiero è stato…

OpenMoko Freerunner

openmoko freerunnerUn progetto interessante, due anni fa. Bellissimo lo schermo da 640×480, anche se forse un po’ piccolo. Peccato per il resto dell’hardware, e in particolare la scarsa flash memory interna (pur se espandibile con microSD) e la limitazione a reti telefoniche 2G. Ma avrei anche potuto sopportarlo (non mi collego mai in mobilità, e il WiFi integrato sarebbe stato più che sufficiente), ma le vicende degli ultimi mesi in casa OpenMoko mi hanno fatto pensare.

In definitiva la piattaforma hardware è stata abbandonata a sé stessa. Il nuovo modelli ha solo una piccola correzione hardware che toglie il ronzio di sottofondo (bug del precedente modelli, sistemabile con una saldatura), ma non offre maggiore memoria interna (sia RAM che flash) e non è ancora chiaro se scaricando la batteria fino al minimo si rimane ancora fregati.

Dal lato software si vedono continuamente, nei blog degli sviluppatori, nuove versioni del software di sistema. Peccato che ci siano 3-4 versioni di sistema operativo con forse una trentina di sviluppatori, quindi tutto è perennemente in beta e non si capisce nemmeno se ci si può telefonare.

In pratica è diventata una sala giochi per gli sviluppatori. Il che non mi sarebbe dispiaciuto, se non avessi la necessità di un device funzionante e con un po’ di software stabile disponibile, quindi ho valutato le due iniziative “commerciali”:

Palm Pre

palm preDopo anni di attesa finalmente la Palm è riuscita a presentare il suo cellulare basato su Linux, e gli è anche riuscito abbastanza bene, con una CPU a 600 MHz, 256 MB di RAM, 8 GB di flash. Peccato per la risoluzione dello schermo, che ormai sembra standardizzata tra i cellulari, di solo 320×480 (metà del mio Zaurus e del Freerunner, quasi 1/3 del Nokia N8x0).

Grazie a un bug della prima versione del S.O., alcuni sviluppatori sono anche riusciti a “rootarlo”, e quindi ad accedere agli internals del S.O.. E perfino ad installarci Debian!

Il sistema non è male, anche se lo sviluppo di applicazioni è un po’ limitato, visto che i programmi devono praticamente essere delle webapp scritte in HTML5, CSS e Javascript, anche se c’è supporto per database SQLite.

Purtroppo non sopporto il tipo di tastiera che ha. I tasti sono troppo piccoli. Se avessero fatto lo slider dalla parte lunga sarebbe stato un po’ meno “blackberroso”, magari non si sarebbe potuto scrivere con una mano sola, ma almeno sarebbe stata usabile. Scartato. Non rimane molto tra cui scegliere…

Android

htc g1Il primo cellulare con questo S.O. è stato l’HTC G1, detto anche Dream, e ha fatto sognare per un po’ parecchia gente. Ormai è un anno che è sul mercato, ma per una cosa è ancora insuperato: la tastiera fisica. Anche se aggiunge un po’ di spessore al telefono, sarebbe perfetta in un device aggiornato, con linee un po’ più arrotondate e, grazie ai nuovi componenti di dimensioni ridotte, magari montato su un device più snello. Purtroppo il quantitativo di RAM (192 MB) e flash (256 MB) è ridotto a misure di oltre un anno fa. La CPU è buona (528 MHz) e lo schermo è il tristemente diffuso 320×480, ma qui da 3.2″. Punto debole denuinciato da molti la durata della batteria.

In seguito al suo successo (ne sono stati già venduti più di 1 milione), altri modelli l’hanno seguito a ruota, e quest’anno si preannuncia come “l’anno di Android”. htc magicL’HTC Magic (chiamato anche “G2″ da alcuni) è già sul mercato da un po’, e sono usciti o in uscita (sul mercato italiano) il Samsung i7500 Galaxy e l’HTC Hero. Entro fine anno si prevede che i modelli sul mercato, da vari produttori, saranno almeno una ventina, e già si parla di Motorola e di Sony Ericsson.

Intanto le note dolenti: sempre lo stesso schermo 320×480 e niente tastiera fisica. Per il resto, ognuno si distingue dagli altri per alcuni particolari, ma tutti integrano le caratteristiche salienti di Andoid: connettività 2G, 3G, WiFi, Bluetooth, GPS e accelerometri integrati, touchscreen e, naturalmente, applicazioni sia ufficiali che di terze parti basate sulla VM dalvik disponibili in rete.

HTC è il pioniere di Android e si trova in vantaggio rispetto agli altri. Se il Magic è una piccola evoluzione del Dream dal punto di vista hardware (raddoppiata la flash, a 512 MB, ma la RAM, la CPU e lo schermo sono rimasti uguali) e software (monta Android 1.5 contro l’1.0, comunque aggiornabile, del G1), HTC Herol’Hero è un passo più lungo. La RAM è stata portata a 288 MB, la flash rimasta a 512 MB e la CPU a 528 MHz, ma l’interfaccia “classica” di Android è stata completamente stravolta da HTC, e sono stati creati appositamente diversi widget per integrare meglio tutte le funzioni “social” del telefono. Purtroppo non ha un connettore standard da 3.5mm per le cuffie/microfono, ma solo una ExtUSB, che non ho ancora capito se è fisicamente compatibile con le prese microUSB standard.

Rimane il dubbio se questa nuova interfaccia implichi qualche incompatibilità con le applicazioni standard di Android Market, o se possa andare in conflitto con widget di terze parti. Vedremo i primi test cosa diranno.

Per quanto riguarda Samsung Galaxy i7500il Samsung Galaxy, non sono ancora riuscito a trovare specifiche hardware complete, ma credo che la CPU sia la “solita” 528 MHz, mentre la RAM dovrebbe essere oltre i 256 MB, forse 288 (ne dichiarano 192 MB liberi). Punti forti sono la memoria flash, di ben 8 GB, e lo schermo Amoled. Inoltre sembra che la tastiera a schermo abbia un feedback tramite la vibrazione del telefono. Ho provato questa funzione sul Samsung YP-P3 e, nonostante non riesca a dare lo stesso feeling delle tastiere fisiche, è comunque molto utile per capire se un tasto lo si è premuto o meno, senza essere costretti a fare su-e-giù con lo sguardo tra la tastiera e l’entry widget.

Per il resto la GUI è “classic Android”, e fortunatamente i connettori per cuffie/microfono e microUSB sono standard, quindi si potranno usare gli accessori che si preferisce. Non è ancora chiaro se l’accesso al market sarà completamente libero o limitato. Durante la conferenza di presentazione è stata un po’ fumosa la questione. Ma il video pubblicitario di presentazione è simpatico. :)

Sembra anche che il prezzo in Italia sarà di 399 euro, un centinaio di euro in meno rispetto all’Hero e, visto la dotazione hardware, mi fa propendere molto verso questo modello.

CeBIT 2009

Inizia domani una delle fiere dell’elettronica più importanti.

Si aprono domani, martedì 3 marzo alle 9:00, i cancelli del CeBIT, ad Hannover in Germania. Forse l’esposizione più importante in europa per quanto riguarda informatica e tecnologia.

Sui blog girano già notizie sui prodotti che saranno presentati e, a parte la solita pletora di cellulari/smartphone, e di notebook in tutte le salse, sembra ci saranno anche alcune cose più interessanti.

2009, l’anno degli e-book reader?

BooxPer esempio sono già trapelati diversi e-book reader.

Quello che mi ispira di più è il Boox, di cui riporto un’immagine rubata a mobileread.com. Le dimensioni sembrano perfette per non essere troppo ingombrante o troppo piccolo, e non ha un sacco di spazio sprecato come il Kindle. Legge un sacco di formati (tra cui chm, pdf e rtf, oltre a txt, html e un paio di formati da ebook), suona mp3, ha slot SD e porta USB.

Il processore da oltre 500 MHz è più che sufficiente per visualizzare velocemente gli ebook mentre in sottofondo si ascoltano mp3, e anche la RAM (128 MB)  non è male se, come penso, ci gira Linux e si possono installare altri software.

Ma anche il BeBook 2 non sembra male. Peccato che non se ne conoscano ancora le caratteristiche complete. Il primo BeBook mi aveva fatto una buona impressione.

Un po’ meno interessante, ma fa numero, il NUUT. Probabilmente sarà destinato al solo mercato coreano, come il sito fa intendere, e le caratteristiche tecniche, a parte quelle riportate da Engadget, sono difficili da estrapolare.

Infine, per ultimo visto che è solo un rumor e che probabilmente uscirà a fine anno, la terza versione del Kindle, di cui naturalmente non esistono immagini o specifiche tecniche, ma che speriamo riduca un po’ le dimensioni o almeno aumenti l’ampiezza dell’area visibile, magari sacrificando un po’ la tastiera che, in un dispositivo del genere, non è proprio della massima importanza.

Girano inoltre voci di molti altri modelli, che quasi sicuramente vedremo nei prossimi giorni presentati in fiera.

Sembra insomma che gli e-book reader siano in fase di decollo quest’anno. Finalmente, aggiungerei (e spero che calino un po’ i prezzi).

Netbook

Sul fronte netbook finalmente si inizia a vedere qualcosa di diverso.

A parte l’Asus Eee 1000HE che promette quasi 10 ore di autonomia ma che purtroppo non adotta ancora il nuovo chipset per Atom, e che (ancora purtroppo) rimane allineato a tutti gli altri come caratteristiche (Atom 1.6 GHz, 160 GB, 1024×600, ecc.) stanno iniziando a spuntare anche alcuni modelli “alternativi”.

touchbookPer esempio il Touchbook. Si tratta di un netbook basato su processore ARM, invece del solito Atom. Non ha ventole né dischi. Gira da una microSD da 8 GB (presumo sostituibile), ha uno schermo da 9″ alla classica 1024×600, WiFi e BT, 6 porte USB (3 interne, 2 esterne normali e una esterna mini), ma soprattutto ha tre accelerometri e un’autonomia tra le 10 e le 15 ore.

Forse le prestazioni non saranno spaventose, ma dovrebbero essere sufficienti per la maggior parte degli usi, visto anche che permette di riprodurre video in HD (720p) e soprattutto la tastiera è “abbandonabile” a casa, portandosi dietro il solo touchscreen in cui è contenuto tutto il computer. Lo si può usare come tablet ed è addirittura magnetico sul retro, quindi lo potrete attaccare da qualche parte (onestamente non so dove…)

Probabilmente sacrificando un paio di porte USB interne e mettendoci una batteria più capiente al loro posto, o uno slot per SD invece delle microSD, sarebbe stato il device “quasi perfetto”.

Ci gira praticamente solo Linux in varie salse. Ci può girare Windows CE, ma gli stessi produttori lo sconsigliano.

Si iniziano a vedere anche i primi netbook x86 con processori non Atom, e in particolare con CPU AMD e forse qualcuno con chipset nVidia. Vedremo se ci sarà qualcosa anche con i nuovi VIA.

Si sono già intravisti anche alcuni nuovi MID, sempre Atom, ma ho paura che il loro momento verrà nel 2010, sperando che per allora le reti WiMax e WiFi pubbliche siano un po’ più diffuse. Fino ad allora, probabilmente saranno solo dei palmari ingombranti e con poca autonomia. Io comunque coltivo la speranza, perché mi ispirano molto.

Google non è poi così open-friendly…

… come voleva far sembrare.

In questi giorni sono pieno di lavoro fin sopra la testa, quindi perdonatemi se posto poco, ma oggi sono venuto a conoscenza di una cosa che mi ha fatto perdere parecchia della stima che avevo in Google.

Sembra che Google stia distribuendo le nuove versioni dell’SDK per Android solo ai programmatori che hanno superato la prima fase del concorso per lo sviluppo di applicazioni, quello che aveva suscitato le ire degli italiani e anche un’interrogazione in parlamento, a causa delle nostre leggi sui concorsi.

Tutti gli altri sviluppatori stavano aspettando le patch da oltre 4 mesi, e avevano segnalato diversi bug, anche gravi, nell’SDK stesso, ed ora un dipendente di Google, per sbaglio, ha inviato alla mailing list degli sviluppatori, invece che a quella dei vincitori del concorso, un messaggio in cui li informa che la nuova versione dell’SDK è disponibile della loro area privata di download.

Si è scoperto poi che quegli sviluppatori hanno firmato un NDA (Non Disclosure Agreement) che vieta loro di rilasciare informazioni sull’SDK.

Ora molti sviluppatori sono delusi dal comportamento di Google, e io sono d’accordo con loro. Che senso ha rilasciare l’SDK solo ad alcuni e non a tutti? Potrebbe essere comprensibile dare un canale preferenziale per le informazioni o per il debug all’SDK a questa elite, ma lasciare indietro tutti gli altri significa semplicemente che non c’è alcun interesse nello sviluppo open source, ma solo nello sfruttamento della comunità per la scoperta di bug, senza dare loro nulla in cambio.

Cercando informazioni ho poi scoperto che Google non ha nemmeno mai rilasciato i sorgenti di Android, e che si riserva di farlo solo dopo che sarà uscito il telefono vero e proprio, e che David “Lefty” Schlesinger, che se ne è lamentato nella mailing list, è stato moderato per averlo chiesto.

Non mi meraviglia che molti stiano abbandonando Android per sviluppare per l’iPhone, anche se avrei preferito si fossero rivolti a OpenMoko, che ne ha più bisogno. Ma solo sicuro che qualcuno tra loro lo farà.

Pessima figura, Google.

Le interfacce di Android

Le interfacce per dispositivi mobili stanno esplorando nuovi orizzonti.

Oggi mi sono imbattuto per puro caso (cercando video su clutter) in alcuni video su YouTube riguardo una nuova interfaccia in via di sviluppo per Android, e mi è letteralmente caduta la mascella.

TAT Cascades e TAT MotionLab

TAT SparklingMi rendo conto che non è una cosa nuovissima, in quanto in sviluppo almeno da novembre dell’anno scorso, ma GphoneModules li ha raccolti tutti in una singola pagina, dove potete ammirarne sia la bellezza che l’evoluzione nel tempo, da novembre a febbraio.

A sviluppare questa GUI è la TAT, The Astonishing Tribe, da cui mi permetto di rubare l’immagine per darvi un preview di quello che vi aspetta.

Interfacce simili a quella dell’immagine le avevo già viste sviluppate con clutter, per esempio nel mediacenter Elisa, ma qui il tutto è stato spinto ancora di più, con animazioni, traslazioni, ridimensionamenti, sfocature, ecc.

Il risultato è veramente strabiliante. Ma guardatevi i video! :)

ShapeWriter WritingPad

Un altro progetto, sempre per Android, che avevo scoperto qualche tempo fa ma di cui poi non mi sono più ricordato è ShapeWriter WritingPad, che amalgama bene l’uso di touchscreen, tastiera onscreen e l’equivalente del T9, il tutto condito da gestures.

Trovate un video su Youtube che ne dimostra le potenzialità.

Forse all’inizio potrebbe essere un po’ disorientante non togliere il pennino dallo schermo fino alla fine della parola, ma credo che con un po’ di allenamento sia un sistema di input molto migliore sia della semplice tastiera on-screen sia dei vari sistemi Graffiti o di riconoscimento della scrittura.

Asus Eee 900: in Italia da giugno?

Ancora nessuna informazione ufficiale sull’arrivo del nuovo modello in Italia.

Stando alle prime indiscrezioni, l’arrivo in Italia del nuovo modello di Eee era previsto per maggio, ma le mie illusioni, rinverdite dal sito Asus Italia in data 24/04/2008, con il titolo “arriva in Italia il nuovo EEE PC con Microsoft Windows XP”, si infrangono nel dettaglio della stessa notizia, dove si legge che il modello in arrivo a metà maggio sarà il “solito” 701 con XP Home e in varie colorazioni.

Un po’ depresso inizio a cercare in giro notizie e indiscrezioni, ma l’unico che si sbilancia sembra essere Gizmodo IT, che ipotizza un “giugno” come data di uscita.

Intanto a Hong Kong è uscito da un mese, in USA hanno iniziato oggi a consegnare (i preordini erano iniziati 3 giorni fa) e dovrebbero essere in possesso dei primi il 12 maggio, in Francia è stato presentato in pompa magna e sarà disponibile dal 28 maggio, e in Inghilterra è disponibile da una settimana, anche se in quantità limitata. Anche in Australia è stato annunciato ufficialmente, anche se con alcune polemiche (la versione con Windows costerà meno di quella con Linux).

In pratica, siamo sempre gli ultimi. Però siamo in buona compagnia, visto che in Giappone sono forse più sfortunati di noi. La differenza è che lì hanno un mercato di ultraportatili da far paura, e spesso la gente acquista modelli molto più costosi. (continua…)

OpenMoko cerca grafici

Sotto analisi l’interfaccia di OpenMoko.

Thomas Wood, uno degli sviluppatori di OpenMoko, ha iniziato ad analizzare le interfacce grafiche dei vari software inclusi nella distribuzione, ed ha innescato una discussione sulla mailing list riguardo le modifiche che andrebbero fatte per renderle più belle ma anche più rapide. Una delle modifiche che ha individuato come importanti è sul tema grafico usato.

I gradienti, le immagini e in generale gli effetti attuali sono abbastanza pesanti da rendere un po’ troppo lenta l’interfaccia, quindi Thomas sta cercando grafici per aiutarlo nella realizzazione di un tema accattivante ma leggero.

Visto che l’Italia è famosa per il design (io sicuramente non devo essere italiano!) credo che potrebbe essere l’occasione per qualche italiano di entrare nel progetto e partecipare anche senza saper programmare. Tra l’altro c’è la possibilità di entrare nel Google Summer of Code 2008, e quindi anche di essere pagati per la realizzazione.

Se pensate di avere buon gusto grafico o se conoscete qualcuno che ce l’abbia, o semplicemente se volete far rimbalzare questo “appello” sui vostri blog, fatelo!

Freerunner

Parlando di OpenMoko, recentemente si sono succedute diverse notizie, come la presentazione del Freerunner (il successore del Neo1973) in Brasile, ma soprattutto l’annuncio dei prezzi e delle date previste per il lancio.

Si parla di fine aprile per il lancio, anche se personalmente credo slitterà un po’, forse maggio/giugno, ma soprattutto di soli 400 $ per il prezzo. Considerate le caratteristiche hardware (CPU a 400 MHz, 128 MB di RAM e 256 di flash, GPS, BT, WiFi, schermo 640×480) non è niente male, secondo me. Peccato solo per la mancanza dell’UMTS/HSDPA, ma in compenso ha GPRS/EDGE che almeno alla velocità dell’UMTS ci arriva (400 Kbit/sec).

I primi cellulari/smartphone con Linux del 2008

In questi giorni si moltiplicano gli annunci di cellulari e smartphone basati su Linux.

Sembra che Android prima, e QTopia (con Nokia) poi abbiano risvegliato i produttori “minori”, spingendoli ad annunciare i loro nuovi dispositivi, prima che gli annunci dei “big” rischino di seppellirli sotto la loro pubblicità. (continua…)

Ultim’ora: Nokia compra Trolltech

Inaspettata come il proverbiale fulmine col sereno.

Non è ancora definitivo l’acquisto, ma Nokia ha stipulato un accordo con Trolltech per fare un’offerta di acquisto. L’acquisizione dovrebbe diventare definitiva, a meno di obiezioni da parte degli azionisti o di entità governative come antitrust o di controllo della Borsa.

Arriva completamente inaspettata, perché Nokia, finora, ha sempre usato il “concorrente” di Trolltech, Gtk+, per le sue interfacce (vedi quella della serie N770, N800 e N810), e secondo me può significare solo una cosa: vuole usare QTopia per portare anche la parte telefonica nei suoi tablet/MID.

Nokia vs Google

Nokia, lo ricordo, è rimasta fuori dalla Open Handset Alliance made in Google, mentre ne fanno parte i suoi rivali più pericolosi: Motorola, Samsung e LG, oltre ad HTC. Probabilmente non ha visto sviluppi abbastanza veloci dal fronte GPE Phone Edition o OpenEmbedded/OpenMoko, e ha preferito buttarsi su una tecnologia già matura come può essere quella QTopia Phone.

Per “noi Linuxari” questo significa anche che Linux sta conquistando sempre maggiori fette di mercato nel mobile, e che per fine anno potrebbero esserci parecchi dispositivi nuovi a contrastare Windows Mobile e Symbian (che è di Nokia, tra l’altro). PalmOS ormai è morto (purtroppo).

OpenMoko

Mi dispiace un po’ (preferisco le Gtk…) ma credo che ora OpenMoko avrà una vita ancora più dura, soprattutto perché non è ancora uscito nessun terminale per il pubblico. Rischia di trovarsiad uscire sul mercato contemporaneamente a colossi molto più grandi di lui. Se entro la fine di febbraio fosse disponibile il Freerunner potrebbe conquistarsi almeno una fetta di appassionati.

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