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Gnome 3, mezzo disastro

L’ho visto in experimental, l’ho tenuto d’occhio per un po’ e finalmente una decina di giorni fa ho deciso di installarlo. Ma me ne sto pentendo.

L’ambiente è stato completamente rivoluzionato. Per alcune cose (poche) in meglio, per altre (molte) in peggio. In generale si nota una spiccatissima tendenze ad assomigliare più possibile a OSX. Per non dire che lo stanno copiando a man bassa.

I pregi

Partiamo con i pregi che, come ho detto, non sono molti. Il più importante, e forse quello di cui pochi si sono accorti, è la possibilità di trascinare una finestra verso uno dei bordi destro o sinistro, e automaticamente la finestra si ridimensiona a metà schermo e si aggancia al bordo. Rende molto semplice affiancare due finestre, per esempio per copiare file o per tenere un editor su una e una shell (per compilare) o un browser (per testare un sito) sull’altra.

Utile anche lo stesso effetto sul bordo superiore, che massimizza la finestra.

Sarebbe stato bello se trascinandola contro il bordo inferiore occupasse la parte di mezzo dello schermo, rimpicciolendo le parti destra e sinistra, in modo da averne tre affiancate, o occupasse la parte inferiore dello schermo, simulando di fatto il layout di molti programmi di posta.

Altro “wish” sarebbe stato che tenendo cliccato, dopo aver raggiunto il lato dello schermo, un movimento verso l’alto o il basso avesse permesso di decidere la dimensione della finestra (metà, 1/3, 1/4, ecc. di schermo).

L’altro pregio notevole è una maggiore sensazione di velocità. Principalmente è dovuta agli effetti di fading, che fanno sembrare più fluido il tutto, ma non ci stanno male.

Il dialog che appare premendo Alt-F2 (sulle impostazioni standard) o Menu (sulle mie) è molto più veloce rispetto al precedente, ma ha il difetto di non mostrare le alternative sull’auto-complete, quindi o si conosce il nome completo dell’applicazione o si rischia di dover ricorrere al menu Attività (che è lentissimo).

I “neutri”

Ad alcune novità probabilmente ci si può abituare.

Mi riferisco soprattutto alla posizione della barra, forzatamente in alto (io la preferisco in basso).

Sempre riguardo la barra, non si possono posizionare le “applet” (qui chiamate estensioni) come si preferisce. Per spostare un elemento bisogna installare un’altra estensione o modificare il codice di quella che c’è (che è in javascript). Mi potrebbe anche andare bene se ci fosse un manuale con le API scritto bene.

Le impostazioni di sistema sono più ordinate e hanno meno opzioni. Mi andrebbe benissimo, se ci fosse un modo per impostare quelle più avanzate. C’è solo gconf-editor, ma a trovarne alcune è un terno al lotto, e altre semplicemente sembrano non esistere.

E` sparita completamente la gestione dei temi. C’è solo quello di default. Che sarebbe carino se non avesse i titolo delle finestre attive e inattive troppo simili tra loro (è solo più sbiadito il testo). Per fortuna almeno mi lasciano mettere i bottoni sulla barra come voglio io (close:minimize,maximize,menu)

I difetti

Ma veniamo alla parte più corposa di questa “mini recensione”. Non saprei quale sia il più grave, quindi li elenco nell’ordine in cui mi vengono in mente.

Non esiste una scorciatoia per la funzione “cicla tra le finestre di questo workspace”, che era lo standard di Gnome 2. Si può ciclare tra tutte le finestre dell’applicazione attuale, o tra tutte le applicazioni del workspace corrente, ma non tra le finestre. Io tengo 4-5 finestre di Chrome nel workspace 10, e altre sparse nei workspace 4, 5 e 6. Tengo Evolution e Pan nel 9, Skype e Pidgin nell’8. Ogni tanto l’alt-tab mi cambia workspace e non capisco dove sono, anche perché (difetto numero 2) non ci sono indicazioni visuali. Non c’è più l’indicatore di workspace nella barra.

Non c’è più (difetto 3) nemmeno la lista delle finestre del workspace corrente. E quindi (difetto 2+3=4) non c’è più nessun tipo di anteprima (anche statica) delle finestre. Quindi pidgin che mette un asterisco sul titolo della finestra con nuovi messaggi, evolution che mette il numero di mail non lette, Chrome che mette il titolo del sito, ecc. non si vedono più.

E (difetto 5) non ci sono più aree di notifica persistenti, quindi non vedo a colpo d’occhio se ho ricevuto un IM o un’email, o se ho finito un download. E il menu “personalizzato” in alto a destra fa intuire un’integrazione con gli IM, ma l’impressione è che non funzioni. O almeno, finché non ho aperto pidgin, i miei amici non mi vedevano online su GTalk, e io non sapevo come vedere loro e come mandargli messaggi.

Non essendoci la lista di workspace (difetto 6) non posso nemmeno spostare velocemente le finestre da un workspace all’altro.

La finestra attività (difetto 7), spudoratamente copiata da OSX come effetto, mi sembra inutile. Posso intuire le intenzioni vista la lista dei difetti precedenti, ma ne ha uno grossissimo: è inutilizzabile senza mouse. La lista delle applicazioni è disorganizzata. Ci sono le categorie a destra, ma trovo enormemente più veloce il vecchio sistema ad albero. E si può usare solo col mouse. La barra delle applicazioni preferite è inutile quando ne usi più di una decina.

E passiamo alla barra inferiore. Perché c’è, ma non si vede (difetto 8)! Basta spostare il mouse sul lato inferiore dello schermo e appare. E qui ci sono le icone di notifica! Con tanto di aggiornamento in tempo reale, quindi pidgin annuncia un nuovo messaggio e evolution una nuova mail. Ma li vedi sono se sposti il mouse lì. Quindi sono inutili. Faccio prima a fare Alt-F8 (rimappato a “go to workspace 8″ da me), sbirciare le finestre, e rifare Alt-doveeroprima per tornare a lavorare. Ma devi ricordarmi di farlo, mentre prima lo vedevo con la coda dell’occhio.

E il fatto che questa bella barra appaia sopra il resto significa che se sei su Chrome in maximize, su un sito lunghissimo, e vuoi prendere il knob dello scroller per tornare in cima, non puoi. O almeno devi stare attento a non avvicinarti troppo al bordo inferiore dello schermo, altrimenti la barra si sovrappone (difetto 9).

Ma torniamo ai workspace: sono dinamici (difetto 10)! Non posso decidere di averne 10 e di posizionare le finestre come mi trovo meglio per passare tra i workspace con una combinazione di tasti. Dovrei aprire le finestre nel workspace corrente e poi, da Attività, spostarle manualmente dove mi trovo meglio. Il risultato finale è un semplice “fuori dalle balle, mi serve questo workspace libero” che incasina tutto e non permette di avere un ordine.

Il difetto 11 probabilmente è un bug che verrà risolto. Se lascio il PC incustodito per qualche ora (acceso di notte) parte il salvaschermo. Lo schermo diventa nero, nella barra in alto c’è il mio nome con un lucchetto di fianco e al centro un orologio con l’ora sbagliata (alle 10 di stamattina segnava l’una di notte). E questo nonostante abbia disattivato il blocco dello schermo dalle impostazioni.

Il problema è che non sembra ci sia un modo razionale e deterministico per uscirne. Muovere il mouse, cliccare sul lucchetto, sul nome, sull’ora o da qualsiasi altra parte non serve a niente. Qualche volta, dopo 5-6 MINUTI, si sveglia e mostra il desktop. Altre volte devo andare in console e killare gnome-session (e con lei tutte le applicazioni aperte).

I palliativi

Per alcuni difetti ci sono palliativi.

Per esempio per il 6 basta andare nelle Attività (premendo il tasto Windows di sinistra) e trascinare le finestre da lì.

Per il 3 c’è un’estensione che mostra la lista delle finestre aperte, ma non si aggiorna in tempo reale (bisogna cambiare workspace e tornarci) e soprattutto mostra solo il nome dell’applicazione, e non il titolo impostato dalla stessa. Quindi quasi completamente inutile. Serve solo a sapere che ci sono altre finestre aperte lì.

Per il 2 c’è un’estensione che mostra il numero di workspace in cui ci si trova, ma senza preview. Anche questo poco utile.

Per il 10 c’è un’estensione che permette di averne un numero fisso. Ho dovuto modificarla un po’ (il codice era pessimo), ma funziona.

Commenti finali

Insomma, sembra tutto pensato per dover per forza usare il mouse, per farti perdere tempo e per somigliare più possibile a OSX.

Ma se volevo OSX compravo un Mac. E io non voglio OSX. Voglio un ambiente personalizzabile, che mi consenta di toccare il mouse meno possibile, che non si metta in mezzo quando cerco di lavorare. E Gnome 3 non va nella direzione giusta. Nei prossimi giorni (ri-)proverò XFCE e KDE e prenderò una decisione.

 

3 commenti a “Gnome 3, mezzo disastro”
  1. risca

    Vai con KDE! Questo è il massimo della personalizzazione.

    P.s.: il commento è ovviamente di parte…

  2. pensee sauvage

    Ciao, ti faccio i complimenti per la recensione senza apriori, dettagliata e argomentata…
    Hai per caso notizie del difetto 11?
    mi sembra di aver capito che l’ora è più o meno quella in cui il blocco dello schermo si attiva e, contrariamente a quanto ti succede, a me dopo due tre click si sblocca (anche se é particolarmente noioso dover aspettare trenta secondi prima che qualcosa prenda vita!!). Se quindi hai trovato una soluzione o un bug ufficiale in via di fixaggio, spero che tu possa condividerla.
    grazie

  3. Alex

    Grazie per i complimenti. :)

    Ho riprovato Gnome3 qualche giorno fa, perché in Debian è entrata la 3.2.

    Il difetto 11 sembra essere stato risolto. Ora esce tranquillamente dal salvaschermo, ma non ho approfondito.

    Quasi tutti gli altri difetti rimangono, e se ne aggiungono altri. Per esempio, installando “troppe” estensioni che mettono icone nella barra, l’orologio si stringe, mostrando solo il nome del giorno e l’ora, ma non i minuti!
    In parte è dovuto al fatto che il sistema crea moltissimo spazio tra le icone. Esteticamente è bello, funzionalmente può essere utile per non cliccare per sbaglio sull’icona a fianco, ma di fatto riduce a 1/3 il numero di icone che si possono avere sulla barra, e quando hai notifiche di skype, pidgin, dropbox, rete, player audio, posta, ecc. e ci sommi il menu standard, il volume e le altre cose non rimovibili, si fa presto ad arrivare a 15-18 icone.

    Ora sto usando XFCE e mi ci trovo benissimo. Ha solo qualche piccolo difetto (Thunar fa schifo come filemanager, e mettere Nautilus al suo posto è un bagno di sangue, e l’orologio standard non mostra il calendario quando lo clicchi), ma per il resto è ottimo: veloce, poco invasivo, configurabile ma non inadente come KDE.

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