I primi cellulari/smartphone con Linux del 2008

In questi giorni si moltiplicano gli annunci di cellulari e smartphone basati su Linux.

Sembra che Android prima, e QTopia (con Nokia) poi abbiano risvegliato i produttori “minori”, spingendoli ad annunciare i loro nuovi dispositivi, prima che gli annunci dei “big” rischino di seppellirli sotto la loro pubblicità.

Readius

ReadiusPartiamo quindi con il primo della lista, il Readius della Polymer Vision (uno “spinoff” della Philips), che presenta il modello forse più interessante per noi italiani, visto che uscirà direttamente qui in Italia, in collaborazione con Telecom Italia, a metà di quest’anno.

Le due caratteristiche che saltano subito all’occhio sono due: uno schermo e-paper da 5″ (risoluzione non dichiarata, ma presumo intorno agli 800×600) pieghevole e l’assenza di qualsiasi tipo di tastiera.

Il primo permette di avere un grande schermo mantenendo piccolo il cellulare, e quindi di leggerci e-book, funzione primaria di questo modello, mentre il secondo sega praticamente le gambe all’utilizzo come cellulare, perché costringe ad avere una rubrica nella memoria del cellulare, trasferita dal PC, da cui scegliere i numeri. Il display, infatti, non è touchscreen, ed esistono solo 8 tasti hardware per navigare nei menu. In compenso, oltre a supportare e-book in diversi formati, è anche lettore musicale, RSS ed e-mail (però non si può rispondere…).

Magari ci si può attaccare una tastiera bluetooth o USB (non si sa ancora se sia USB host, OTG o solo slave).

Una nota negativa: probabilmente ci sarà anche un modello con Windows CE, e altrettanto probabilmente qui in Italia venderà più di quello con Linux (anche se potrebbe stupirmi come hanno fatto le vendite dell’Eee, già introvabile ovunque sia arrivato).

Purple Labs

Purple MagicProbabilmente il primo cellulare Linux-based sotto i 100$ (che significa meno di 70 euro, se tutto va bene).

Questo Purple Magic non ha apparentemente nessuna caratteristica di spicco, oltre al costo. Il cellulare è pensato per essere il più economico possibile, e Linux non si vede assolutamente trasparire dall’interfaccia mostrata finora nelle foto.

Supporta 3G, quindi UMTS, e posso solo supporre che abbia capacità bluetooth, quindi almeno lo si potrà usare come modem.

SysOpen Digia

SysOpen DigiaQuesta azienda presenta forse il modello più interessante, accompagnandolo (anzi, anticipandolo) anche con il codice sorgente del kernel e dei driver modificati.

Pochi i dati tecnici del dispositivo. La CPU è una Marvell PXA300, mentre la parte WCDMA viene gestita da un Ericsson WCDMA 3G.

Purtroppo usa una versione quasi antica del kernel (2.6.14), ma la disponibilità dei sorgenti potrebbe accelerare lo sviluppo dei driver in conformità con gli ultimi kernel. L’interfaccia grafica è basata su QTopia di Trolltech, con cui SysOpen Digia ha siglato un accordo lo scorso settembre.

Il modello clamshell (quello di destra) con tastiera QWERTY sembra molto interessante.

Android

Koolu WEPhoneRaggruppo qui gli ultimi due modelli, perché entrambi useranno lo stack Android di Google.

Il primo è di un’azienda canadese, la Koolu di Jon “Maddog” Hall, e non sembra altro che un restyling del Neo Freerunner, al punto di avere la stessa forma e quasi lo stesso hardware (probabilmente la CPU sarà leggermente diversa e un po’ più lenta).

Si chiama W.E.Phone, e sarà disponibile anche con un plaid nella parte frontale che, se letto in codice Morse, si traduce in “Debian”, che è appunto la distribuzione alla base di tutto lo stack, naturalmente adattata per il particolare hardware.

Il telefono sarà fornito con un SDK (basato anch’esso su Debian) completamente open, in pieno spirito Debian.

L’altro modello non esiste ancora, ma verrà presentato la prossima settimana al Mobile World Congress (3GSM) dalla Arm. Non essendo ancora stato presentato non ho immagini da allegare qui.

Sicuramente ci saranno altri annunci di Android Phone allo stesso congresso, primo fra tutti quello di HTC .

Altro

Si sta muovendo anche la LiMo Foundation, evidentemente intenzionata a non essere lasciata indietro.

Ha presentato la sua nuova piattaforma Azingo (che si pronuncia più o meno come “as in go”, traducibile grossolanamente con “come nell’andare”) .

Si tratta del (ennesimo?) tentativo di unificare la piattaforma Linux per il mobile, costituita da kernel, middleware e SDK. Sono della stessa opinione dell’autore dell’articolo linkato: la LiMo è arrivata ultima a proporre questo tipo di piattaforma, e va solo contro quello che loro stessi dichiarano (di aver bisogno di una piattaforma unificata). Ad oggi, nell’ordine, sono state annunciate o presentate: QTopia Phone Edition, OpenMoko, Android, ed ora Azingo. Senza contare tutte le piattaforme “nascoste” o quelle ibride o semi-proprietarie.

Chiudo dicendo che i prezzi dei vari dispositivi sono ancora sconosciuti, tranne i ventilati 400 $ per il WEPhone di Kooku, in linea con il prezzo del Neo1973 e del Freerunner. Abbastanza logico considerando che hanno più o meno lo stesso hardware.