Giappone 2008 – parte 1

Ho finalmente ripreso il fuso orario!!

Dopo due settimane di latitanza torno a popolare il blog. Non me ne ero dimenticato, ma evidentemente nei 15 giorni di ferie si erano accumulate troppe cose da darmi da fare… :)

Ma andiamo al dunque e vediamo com’è stato questo viaggio in Giappone.

La partenza

Siamo partiti da Milano Malpensa il 23 agosto, volo JAL JL418 diretto per Tokyo. E qui apro subito una piccola parentesi per ringraziare il personale JALPAK che ha provveduto praticamente a tutto: ci hanno spedito i biglietti per corriere espresso, assieme alle informazioni utili sul clima, sul fuso orario, sugli orari dei negozi, oltre a una mappa di Tokyo, altri opuscoli informativi, 4 biglietti per il Limousine Bus dall’aeroporto all’albergo (prenotato sempre da loro) e una comoda borsa in nylon per tenere tutto. Dopo il ritorno ho riciclato la borsa per tenerci l’Eee900 che ci sta perfettamente con tanto di alimentatore, mouse e altri accessori. :)

Siamo arrivati “un po'” in anticipo all’aeroporto, non sapendo quanto traffico avrei trovato per strada: 5 ore prima. Poco male, abbiamo trovato parcheggio con calma, siamo entrati, abbiamo imbarcato i bagagli e ci siamo comprati una rivista di enigmistica per passare il tempo. Uno spuntino veloce da McDonalds (non mangiavamo dalle 7 di mattina…) e finalmente, alle 21:00, ci siamo imbarcati.

Non ho foto dell’aeroporto di Milano, ma vi basti sapere che è abbastanza triste. Corridoi lunghissimi, completamente vuoti. Niente negozi (tranne in un angolo in fondo), niente WiFi per passare un po’ il tempo su Internet, le TV che mandavano solo pubblicità, previsioni del tempo e informazioni sui voli, ecc.

Il volo è stato piacevole. O almeno credo, visto che ho dormito quasi tutto il tempo. Ho trovato giusto un paio d’ore, prima dell’atterraggio, per vedermi Kung Fu Panda in anteprima (ma in inglese).

L’arrivo

Dodici ore dopo, più tempi morti, più fuso orario, erano circa le 5 del pomeriggio del giorno dopo quando siamo arrivati a Tokyo Narita. Recuperati i bagagli e cambiati i voucher del Limousine bus, siamo usciti sul piazzale e, puntuale come sempre, alle 17:06 è arrivato il nostro bus, di cui potete ammirare un dettaglio nella foto qui a fianco.

Una particolarità che mi è sempre piaciuta del Giappone, visto che sono un non fumatore, ed anche un (bel) po’ allergico al fumo, è che gli spazi per fumare sono ben delimitati, e fortunatamente la gente è in genere molto rispettosa delle regole.

Quello che vedete nella seconda foto è uno spazio per fumatori. Sì, avete capito bene: per fumare si deve entrare lì dentro, non uscirne!

Saliti sul bus ci siamo preparati all’ora e quaranta minuti di viaggio fino all’albergo. Ho cercato di fotografare il cartello che indica “Tokyo 65 Km” (incontrato dopo una quindicina di Km dall’aeroporto), ma la foto è venuta mossa. Complice anche il fatto che l’autista se ne fregava bellamente del limite a 80 Km/h e andava a 100-110. Credo tenesse gli 80 all’ora solo mentre entrava e uscita dal Telepass…

Durante il trasferimento mi sono accorto (purtroppo tardi) che siamo passati a fianco del Disney Resort Tokyo (o come si chiama…), e sono riuscito a fare una foto al volo al castello.

Entrati a Tokyo abbiamo trovato una coda assurda, che ci ha fatto perdere quasi mezz’ora extra (quindi oltre 2 ore di corriera…). Grazie alla lentezza una foto è un po’ meno mossa delle altre, ed evidenzia abbastanza bene il tempo che ci apprestavamo ad affrontare nei giorni successivi.

Le luci dei palazzi iniziavano ad accendersi proprio in quel momento.

Più avanti, quando il bus aveva già superato 3 dei 7 alberghi nella lista delle fermate, ho approfittato di un semaforo rosso per fare l’unica foto non sfocata di tutto il viaggio. Come vedete, siamo partiti col chiaro e siamo arrivati al buio. Ed erano solo le 7 meno un quarto. Poi mi sono ricordato che non hanno l’ora legale, quindi era come fosse un’ora più tardi.

Avrei voluto fare altre foto durante il viaggio, ed alcune ne ho fatte, ma sono inguardabili e incomprensibili da quanto sono mosse. Solo il giorno dopo il ritorno ho scoperto che la macchina fotografica aveva la funzione “anti-sommossa” (come l’ho battezzata io) che migliorava l’effetto. :(

Ne ho anche un paio della Torre di Tokyo in lontananza, irriconoscibile, ma nei prossimi giorni posterò quelle un po’ più decenti. :)

L’albergo, finalmente!

Arrivati in albergo, lo Shiba Park Hotel, appunto vicino al parco Shiba e alla Torre di Tokyo, abbiamo fatto la registrazione, lasciato i bagagli in camera, e siamo andati a cenare.

Come da tradizione (cioè come l’unica altra volta) siamo andati a mangiare il Katsudon. Non ho potuto fotografarlo perché è visto abbastanza male fare foto nei locali, ma nelle prossime puntate ci sarà qualche foto delle vetrine. ;)

Alla prossima!

In due settimane il mondo cambia, e a volte finisce…

Uno non può andare in ferie tranquillo che gli stravolgono l’esistenza?!?

Sono tornato dalle tanto attese ferie. Il viaggio è stato piacevole, anche se funestato dalla pioggia per 6 giorni su 10, e da un viaggio di ritorno che ha visto l’aereo ballare per le turbolenze per 11 ore e 30 su 11 ore e 45 di viaggio. Ma credo che vi racconterò il tutto in qualche post nei prossimi giorni, accompagnandoli anche con un po’ di foto.

Ma mentre ero via sono successe un sacco di cose!

Intel si è comprata OpenedHand

Per chi non lo sapesse, OpenedHand era forse la società con la crescita più veloce in ambito Linux Embedded. Ha creato la distribuzione Poky (dal solito OpenEmbedded), la libreria Clutter, diversi programmi PIM per palmari/smartphone (Pimlico) e il window manager matchbox.

Sono abbastanza contento della notizia. Intel si è più volte confermata un discreto alleato dell’open source, rilasciando driver open e specifiche tecniche per le sue periferiche, contribuendo a diversi progetti e sviluppando tool molto utili (come powertop).

Credo che il grosso dello sviluppo procederà su clutter, ma spero che anche poky e gli altri progetti vengano portati avanti.

Intel accelera Xorg

Ancora Intel, a conferma che supporta Linux. Questa volta Packard è diventato release manager di Xorg 1.6, col preciso intento di accelerare lo sviluppo con l’introduzione di diverse tecnologie nuove e il miglioramento di altre (DRI 2, randr 1.3, xinput 2, mpx, ecc.)

Naturalmente daranno la precedenza ai loro driver, ma molte innovazioni andranno a vantaggio di tutti gli utenti.

Un sacco di nuovi netbook

Dell presenta il suo 8.9″, di cui ho già accennato il mese scorso, ma anche Commodore e, nei giorni scorsi, Toshiba e Samsung, anche se era nell’aria già da un po’.

Se devo essere onesto… bastaaaa! Sono tutti uguali! Atom 1.6 GHz, 1 Gb di RAM, 80 GB di HD, 8.9″ da 1024×600, webcam, 3 usb, SD-card, wifi, bluetooth, presa vga, video Intel  con 8 MB. Cambia praticamente solo la forma e il colore. E tutto per rientrare nei “parametri” dettati da MS per poterci mettere XP. Intanto ASUS incasina il mercato con decine di versioni dell’Eee, e non ci si capisce più niente.

Almeno fateli un po’ diversi, che ne so, con Atom a velocità diverse o con AMD/VIA, con schermi a risoluzione diversa, con uscita DVI invece di VGA, con un lettore di schede diverso dal solo SD, con openfirmware (o openBIOS o LinuxBIOS) al posto del BIOS, col touchscreen, senza l’inutile webcam, col telecomando, ecc.

L’unico che si distingue un po’ dalla massa sembra il GDium, che almeno propone qualcosa di diverso: tutti i dati su una chiavetta senza la quale il PC è inutilizzabile. Anche la CPU non è il solito Atom, e nemmeno x86, ma una Loongson a 64bit, compatibile MIPS, da quel che ho capito, quindi non c’è pericolo che ci possa girare Windows.

Su questo argomento ci sarebbe ancora un bel po’ da discutere. Per esempio sul Gigabyte 704, sul Willkom D4 e su altro, ma vedremo nei prossimi giorni se ne vale la pena… :)

In proposito, le statistiche di Akihabara (il quartiere dedicato a elettronica e manga di Tokyo): l’Eee 901 era praticamente in ogni negozio o centro commerciale, (oltre una ventina) ma solo in versione 12 GB con Windows. Nessuna traccia della versione Linux. Il Wind di MSI si piazza secondo, era in 5 negozi (sempre solo Windows). L’Acer AspireOne (Windows…) l’ho visto in due negozi, e l’HP 2133 (indovinate il S.O. …) in uno solo. Di tutti gli altri non c’era traccia. Ma a farla da padrone era il Kohjinsha, presente dappertutto, sia nuovo che usato, in vari modelli. Peccato costasse il triplo dell’Eee… :)

L’Eee 701 era quasi onnipresente quanto il 901, solitamente in offertona a 1000 yen al mese (6,5 euro) se abbinato a un contratto UMTS. Nessuna traccia degli altri modelli (900, 900A, 904, 1000*, ecc.), e nemmeno di altre marche.

Android è sempre più vicino e Google ci metterà Chrome

Nonostante il disastro con gli sviluppatori, Google continua per la sua strada e rilascia la 0.9 di Android, promettendo altre patch nel corso del mese prima del rilascio della 1.0 entro fine anno. A novembre infatti dovrebbe uscire il primo “googlefonino” ad opera di HTC.

Intanto Google cerca di capitalizzare sui suoi servizi online (vive di pubblicità) rilasciando un browser: Chrome.

Sull’opportunità di un nuovo browser non mi esprimo. Sull’opportunità di prendere una vecchia versione di webkit, che non supera nemmeno l’acid 3 (quindi moooolto vecchia), invece sì: pessima idea. Sarebbe stato meglio partecipare fin da subito allo sviluppo della nuova versione collaborando con gli sviluppatori, invece di lavorare su una vecchia e mandare quintalate di patch per l’inclusione (alcune sono già state rifiutate perché non cross-platform). C’è di buono che ne è uscita una nuova libreria per le immagini, Skia, che sembra offrire le stesse cose di Cairo ma con un’architettura più semplice. Resta da vedere se veramente offre le stesse cose o se magari non manca giusto quella funzionalità che gli fa risparmiare 10.000 righe di codice rispetto a Cairo (il fatto che sia in C++ invece che in C potrebbe essere un problema in alcuni casi, tra l’altro).

Anche la fine del mondo è vicina…

… ma poi nemmeno tanto. Al CERN di Ginevra è stato acceso oggi il Large Hadron Collider, un acceleratore di particelle lungo 27 Km che dovrebbe cercare di verificare se il Bosone, particella subatomica finora solo teorizzata, esiste davvero, e se è veramente l’origine della materia del nostro universo.

Cosa c’entra Linux? Linux c’entra sempre! :)

Stephen Hawking ha scommesso 100 dollari che non troveranno niente. Secondo alcuni, invece, questo avrebbe portato alla fine dell’universo a causa della creazione di buchi neri che avrebbero inghiottito tutta la materia. Google ha dedicato all’evento il suo logo, e vi rimando alla pagina di Repubblica qui di fianco per gli approfondimenti (fonte: vendotutto.org).

Ma non disperate! Quello di oggi era solo un esperimento di accelerazione di un po’ di protoni. I veri scontri tra particelle ad alta energia avverranno nei prossimi mesi, quindi potete continuare a tremare almeno fino alla metà del 2009!

E nel caso non finisse il mondo, spero che riescano a miniaturizzare l’LHC, diciamo sull’ordine dei 27 cm (con le regexp è semplice: “s/k/c/g” :) ), così posso installarlo sulla macchina e sparare buchi neri quando c’è troppa coda.