The survey for people who make websites

Edizione 2008 del sondaggio di A List Apart.

A List Apart, sito di riferimento per chiunque lavori o si diletti nello sviluppo di siti web, anche quest’anno ha indetto un sondaggio per designer, sviluppatori, architetti dell’informazione, project manager, scrittori ed editori web, uomini di marketing e chiunque altro operi nel settore.

I risultati dell’anno scorso, raccolti da quasi 33.000 partecipanti, sono stati molto interessanti, e visto che buona parte delle domande di quest’anno sono simili, sarà interessante vedere le variazioni e gli sviluppi nel settore.

Se siete nel settore, e potete dedicarci 15 minuti, fate come me e rispondete al sondaggio.

Sondaggio AListApart 2008

Randy Pausch è morto

Ormai l’avrete letto dappertutto, ma dopo aver visto la sua “Last Lecture” gli dovevo un piccolo tributo.

Se non l’avete mai sentito nominare prima di oggi è perché forse era una persona fin troppo comune. Professore universitario di informatica e design, qualche libro e qualche articolo scientifico.

Ma quello che lo ha reso veramente speciale non sono i risultati a cui è arrivato, ma come ci è arrivato.

L’unica cosa che posso fare è linkare qui la sua Last Lecture all’Università (un ultimo intervento di un professore “come se sapesse di dover morire a breve”, con la differenza che lui SAPEVA di dover morire a breve), intitolata “Esaudire i desideri della propria infanzia”.Trovate anche la versione ridotta sottotitolata in italiano, che ha tenuto da Oprah Wimphrey e la traduzione della versione integrale sul blog di Alessandro Gilioli, sul sito dell’Espresso, perché l’americano non è proprio facilissimo da capire se conoscete solo l’inglese.

Guardatelo. Non posso (e non voglio) aggiungere altro.

C’è anche una “seconda ultima lezione”, tenuta alcuni mesi dopo la prima, riportata da Luca Chittaro sul suo blog nel sito del Sole24ore con un sunto dei punti salienti, in cui dà suggerimenti molto più pratici su come gestire al meglio il proprio tempo.

Pausch è riuscito a realizzare quasi tutti i desideri della sua infanzia. Spesso ha impiegato anni, prendendo strade veramente lunghe per farlo, ma appunto la cosa più importante è stato l’impegno nel raggiungerle. L’anno prossimo lo si dovrebbe vedere nel prossimo film di Star Trek. :)

Atheros, VIA e Microsoft (?!?) verso l’open source

La Notizia (con la N maiuscola) ha stupito anche me…

Iniziamo da Microsoft

Nei giorni scorsi Microsoft ha fatto due importanti annunci di un suo impegno verso l’open source. Il rprimo è che ha contribuito con diverse patch (con licenza GNU LGP) a PHP, e in particolare ai driver ADOdb.

Il secondo è che ha contribuito con 100.000 dollari l’anno (la quota di iscrizione per essere premium member) alla Apache Foundation.

Da qui a osannare Microsoft come paladino dell’open source, naturalmente, potrebbe passare lo stesso tempo che servirebbe a far diventare il Sole una supernova ma è un primo passo, forse.

Dico forse perché comunque MS ha un obiettivo in tutto questo. PHP si sta diffondendo sempre di più, e più velocemente di ASP.Net, rosicando quote anche a Java, e Microsoft vuole che più sviluppatori PHP si spostino sul suo S.O. Già in passato MS ha fatto accordi con Zend Technologies in questo senso.

Il “finanziamento” ad Apache Foundation, invece, arriva poco dopo la trattativa per il supporto di OpenXML i uno dei progetti della fondazione, e comprende anche un accordo per cui non verranno mai sporte denunce o reclami riguardo l’implementazione di tecnologie MS.

Siamo ancora molto lontani, e ci sono sicuramente secondi fini, ma potrebbe essere un primo piccolo passo.

VIA

Per VIA, invece, sembra che il passo sia molto più consistente. Anche io avevo criticato la mossaquasi pubblicitaria con cui avevano annunciato un portale dedicato a Linux per poi non fare quasi nulla, mentre la notizia di oggi è che VIA ha assunto Herald Welte, fondatore di gpl-violations.org e sviluppatore di netfilter/iptables, come consulente per le sue operazioni riguardo l’open source.

In realtà Welte ha svelato che lavorava già da un po’ con VIA, ma solo giovedì scorso la notizia è stata resa pubblica, contemporaneamente all’annuncio che Welte stesso ha vinto il premio “Difensore dei Diritti” negli Open Source Awards 2008 (nel 2007 aveva già vinto il premio per l’Avanzamento del Software Libero della FSF).

Il primo effetto dell’assunzione è il rilascio di 800 pagine di specifiche tecniche sui chipset VIA, che faciliteranno molto la scrittura dei driver relativi. Speriamo che i rilasci continuino con informazioni sui chip grafici.

Atheros

Anche Atheros, che da un po’ collabora con gli sviluppatori di driver open source per le sue schede di rete, venerdì ha fatto un grosso annuncio: ha rilasciato con licenza open i driver ath9k, che supportano i suoi chipset 802.11n (WiFi a 125-250 Mbit, con possibilità di multiplexing su più antenne  per aumentare la velocità).

Magari mi sbaglio, ma credo sia il primo produttore a rilasciare driver open per schede 802.11n.

Il supporto, per ora, è solo come “client”, mentre quello come “Access Point” (master) verrà aggiunto in seguito.

Google non è poi così open-friendly…

… come voleva far sembrare.

In questi giorni sono pieno di lavoro fin sopra la testa, quindi perdonatemi se posto poco, ma oggi sono venuto a conoscenza di una cosa che mi ha fatto perdere parecchia della stima che avevo in Google.

Sembra che Google stia distribuendo le nuove versioni dell’SDK per Android solo ai programmatori che hanno superato la prima fase del concorso per lo sviluppo di applicazioni, quello che aveva suscitato le ire degli italiani e anche un’interrogazione in parlamento, a causa delle nostre leggi sui concorsi.

Tutti gli altri sviluppatori stavano aspettando le patch da oltre 4 mesi, e avevano segnalato diversi bug, anche gravi, nell’SDK stesso, ed ora un dipendente di Google, per sbaglio, ha inviato alla mailing list degli sviluppatori, invece che a quella dei vincitori del concorso, un messaggio in cui li informa che la nuova versione dell’SDK è disponibile della loro area privata di download.

Si è scoperto poi che quegli sviluppatori hanno firmato un NDA (Non Disclosure Agreement) che vieta loro di rilasciare informazioni sull’SDK.

Ora molti sviluppatori sono delusi dal comportamento di Google, e io sono d’accordo con loro. Che senso ha rilasciare l’SDK solo ad alcuni e non a tutti? Potrebbe essere comprensibile dare un canale preferenziale per le informazioni o per il debug all’SDK a questa elite, ma lasciare indietro tutti gli altri significa semplicemente che non c’è alcun interesse nello sviluppo open source, ma solo nello sfruttamento della comunità per la scoperta di bug, senza dare loro nulla in cambio.

Cercando informazioni ho poi scoperto che Google non ha nemmeno mai rilasciato i sorgenti di Android, e che si riserva di farlo solo dopo che sarà uscito il telefono vero e proprio, e che David “Lefty” Schlesinger, che se ne è lamentato nella mailing list, è stato moderato per averlo chiesto.

Non mi meraviglia che molti stiano abbandonando Android per sviluppare per l’iPhone, anche se avrei preferito si fossero rivolti a OpenMoko, che ne ha più bisogno. Ma solo sicuro che qualcuno tra loro lo farà.

Pessima figura, Google.

Esse ed Essedue v1.0. Debianizzati

Prima milestone per i miei due programmini.

Oggi, con un po’ di tempo a disposizione, mi sono messo a lavorare su Esse ed Essedue, e ho implementato alcune modifiche che mi hanno convinto a portare la versione alla fatidica 1.0:

  • In fase di chiusura viene controllato che non ci siano file aperti e modificati ma non salvati, e viene chiesta conferma
  • Si possono aprire file direttamente dalla linea di comando. Se non esistono o sono illeggibili viene aperto un requester di errore
  • Ho aggiunto un file .desktop, in modo da farli apparire nei menu di Gnome, KDE e dei WM e DM che seguono le direttive freedesktop.org
  • Entrambi sono stati debianizzati. I file per creare il pacchetto deb sono inclusi assieme ai sorgenti.

Ora anche chi non era interessato a Vala o alla programmazione in genere, potrà scaricarsi il pacchetto deb della versione che preferisce, presente nella pagina di progetto di Esse, ed utilizzarlo. Non ho testato, ma in teoria il pacchetto dovrebbe essere compatibile anche con Ubuntu 8.04.

Se non vi piace, aptitude remove è vostro amico.

Se trovate dei bug non esitate a segnalarmeli. Continue reading

Le interfacce di Android

Le interfacce per dispositivi mobili stanno esplorando nuovi orizzonti.

Oggi mi sono imbattuto per puro caso (cercando video su clutter) in alcuni video su YouTube riguardo una nuova interfaccia in via di sviluppo per Android, e mi è letteralmente caduta la mascella.

TAT Cascades e TAT MotionLab

TAT SparklingMi rendo conto che non è una cosa nuovissima, in quanto in sviluppo almeno da novembre dell’anno scorso, ma GphoneModules li ha raccolti tutti in una singola pagina, dove potete ammirarne sia la bellezza che l’evoluzione nel tempo, da novembre a febbraio.

A sviluppare questa GUI è la TAT, The Astonishing Tribe, da cui mi permetto di rubare l’immagine per darvi un preview di quello che vi aspetta.

Interfacce simili a quella dell’immagine le avevo già viste sviluppate con clutter, per esempio nel mediacenter Elisa, ma qui il tutto è stato spinto ancora di più, con animazioni, traslazioni, ridimensionamenti, sfocature, ecc.

Il risultato è veramente strabiliante. Ma guardatevi i video! :)

ShapeWriter WritingPad

Un altro progetto, sempre per Android, che avevo scoperto qualche tempo fa ma di cui poi non mi sono più ricordato è ShapeWriter WritingPad, che amalgama bene l’uso di touchscreen, tastiera onscreen e l’equivalente del T9, il tutto condito da gestures.

Trovate un video su Youtube che ne dimostra le potenzialità.

Forse all’inizio potrebbe essere un po’ disorientante non togliere il pennino dallo schermo fino alla fine della parola, ma credo che con un po’ di allenamento sia un sistema di input molto migliore sia della semplice tastiera on-screen sia dei vari sistemi Graffiti o di riconoscimento della scrittura.

Essedue v0.1

Esse, ancora più scarno

Segnalo a chi fosse interessato, nella pagina dedicata ad Esse, il mio micro-editor scritto in Vala, la disponibilità di Essedue.

Si tratta dello stesso micro-editor, con le stesse caratteristiche minimali, a cui è stata completamente rimossa la dipendenza da Glade. Ora la GUI viene costruita interamente da codice, e per i menu e la toolbar ho utilizzato UIManager.

Il pacchetto è più piccolo, in quanto XML non è proprio un formato “risparmioso”, mentre l’eseguibile è cresciuto leggermente, da 36 a 40 KB. In compenso, in memoria, esse occupa 13.3 MB (di cui 8.1 condivisi, quindi 5.2) ed essedue 12.6 (di cui 7.6 condivisi, quindi 5.0). In pratica tutto il risparmio, come previsto, è dato dalla libglade (500 KB) e dal DOM XML per la stessa (circa 200 KB). Il risparmio non è enorme, soprattutto in un sistema che usa già glade per altri software, ma in un sistema embedded come un palmare anche solo quei 200 KB potrebbero essere utili per qualcos’altro.

Per fare un confronto molto spannometrico, geany occupa 19.2 MB (di cui 9.5 condivisi, quindi 9.8) e gedit  28.5 (di cui 15 condivisi, quindi 13.5).

Ora non mi resta che capire dove vadano a finire quei 5 MB, viste le dimensioni dell’eseguibile, ma presumo in strutture di sistema, aree allocate dalle librerie, bitmap dei widget, ecc. Mi piacerebbe capire se si possono ridurre.

Debian su Eee900 (parte 3)

Il sistema è installato e funziona. Iniziamo a personalizzarlo.

Dopo aver configurato tutto l’harwdare nella puntata precedente, in questa puntata vediamo come attivare e soprattutto personalizzare la sospensione e l’ibernazione.

In realtà, avendo installato il pacchetto eeepc-acpi-scripts e uswsusp, ed avendo una partizione di swap già attiva, la sospensione dovrebbe già funzionare, ma a me il comportamento di default non piace molto, quindi mi sono messo a studiare cosa succede effettivamente durante queste fasi. Purtroppo alcune parti mi sono ancora oscure, e non sono riuscito ad ottimizzarle, ma qualcosa di nuovo l’ho imparato.

Mi devo scusare per il ritardo di questo articolo, ma mentre stavo per pubblicarlo sono stati aggiornati il kernel, gli script eeepc-acpi-scripts e anche gnome. Sono stato costretto a rivedere tutta la configurazione. Il lato buono è che ora è un po’ più preciso e dettagliato. Continue reading