SCOlare a picco

Mettersi contro Linux fa male alla salute!

La notizia è stata diffusa solo oggi da SCO, anche se lo sapevano già dal 21 dicembre. Il Nasdaq (la Borsa tecnologica americana) ha da oggi, 27 dicembre, rimosso il titolo SCOX dai listini e dalle contrattazioni, in seguito alla richiesta di amministrazione controllata richiesta dalla stessa SCO nella prima metà del 2007.

Non ci capisco molto del sistema legale americano e delle regole di borsa del Nasdaq ma, da quel che leggo su groklaw, dopo aver perso la causa contro IBM sulla proprietà intellettuale di Linux (che SCO dichiarava di possedere solo per il fatto che alcuni nomi di costanti nei sorgenti del kernel erano uguali a quelli di Unix), ma soprattutto dopo aver trascinato per anni una causa legale che probabilmente sapeva già di perdere (i dirigenti hanno sbolognato le azioni già da parecchio tempo), SCO è rimasta senza soldi, senza ragione in tribunale, senza clienti e senza i suoi famigerati “certificati di protezione legale” (che ha cercato, anche riuscendo parzialmente, di vendere appena dopo la denuncia a IBM).

Ha quindi chiesto l’amministrazione controllata, che è un “prequel” del fallimento. L’azienda passa in mano a curatori fallimentari che, a differenza che qui in Italia, fanno di tutto per consolidare le proprietà dell’azienda, e cercano di farla riprendere facendo investimenti meno rischiosi, cercando di capitalizzare su quello che c’è piuttosto che su quello che potrebbe essere.

Ci è passata anche la Mandrake prima di diventare Mandriva, e ci è riuscita cambiando politiche di distribuzione, fornendo servizi aggiuntivi, ecc.

Come dicevo, non me ne intendo, ma non credo che la rimozione dal Nasdaq sia un buon segno per SCO. Probabilmente hanno molto poco su cui capitalizzare, e nel frattempo hanno perso la fiducia dei clienti, oltre che degli investitori.

Non cercherò di nascondermi dietro una facciata di buonismo, dicendo che gli sta proprio bene.

Sono girate molte voci in questi anni. Una delle più insistenti vedeva Microsoft che foraggiava SCO per convincerla a fare causa a IBM, RedHat, Novell, ecc.

Naturalmente non è mai stato dimostrato, ma potrebbe sembrare che il declino totale di SCO sia corrispondente al “voltafaccia” di Microsoft, che si è alleata con Novell prima (novembre 2006), ispirando un sito per “tenere d’occhio la situazione”, e con altre aziende che fondano il loro business su Linux poi, contemporaneamente spargendo FUD su presunti brevetti che Linux (o meglio, le applicazioni che ci girano) violerebbero.

Forse fra 4-5 anni vedremo Novell, Xandros, Linspire e le altre fare la fine che oggi ha fatto SCO?

Chissà. Intanto la Microsoft è stata costretta dalla causa (persa) contro la Comunità Europea a fornire al team di Samba le specifiche del protocollo per favorire l’integrazione coi suoi sistemi.

A volte mi sembra che stiano tutti camminando su diverse corde sospese a diverse altezze, e ogni tanto uno dia una scrollata alla corda dell’altro per vedere se cade. Solo che nel frattempo rischia di sbilanciarsi.

La corda della Microsoft è larga perché hanno tanti soldi, quella di Linux per il modello di sviluppo. Vedremo quale cederà per primo.