XFCE vs Gnome: round 1

Il “terzo incomodo” nella annosa guerra tra Desktop Environment per Linux.

XFCE vs GnomeBao mi ha finalmente convinto a provare XFCE al posto di Gnome, mio desktop manager di elezione. Oggi finalmente ho trovato un po’ di tempo per farlo, e quindi posto le prime impressioni. Per ora si tratta di un uso di un paio d’ore, ma sto resistendo alle “scomodità” che trovo man mano, nella speranza che siano solo alcuni dettagli di configurazione. In generale, sta andando abbastanza bene. Avviso quindi che questo post è “XFCE (4.4.1) visto da un utente Gnome (2.20)” e non “quale dei due è meglio”.

Aspetto

L’aspetto grafico di XFCE può essere totalmente configurato, più o meno al pari di Gnome: si possono cambiare i bordi delle finestre, le icone del desktop, il motore di Gtk, ecc. L’unica cosa che ho trovato limitante è sulla scelta dei font. Se ne sceglie solo uno, e non c’è possibilità, per esempio, di scegliere il font a larghezza fissa (da usare nel terminale o nei client mail e news). Per contro la scelta dell’antialias è molto più limitata (e semplificata): si attiva o non si attiva, e si sceglie l’ordine dei pixel sul pannello. In Gnome ci sono 4 diversi tipi di antialias tra cui scegliere.

I pannelli iniziali (almeno su Debian) sono uno superiore che prende tutta la larghezza, e uno inferiore che si adatta al suo contenuto. Io li ho trovati troppo ingombranti, quindi ho ridotto l’altezza a 24 pixel, più che sufficienti per essere leggibili e clickabili. Probabilmente un utente Mac troverebbe molto comodo il pannello enorme in basso (di default mi pare sia 48 pixel) che somiglia molto al dock inferiore di OS X (tranne che per gli effetti al passaggio del mouse).

Ho quindi iniziato a smanettare con le applet e la posizione delle stesse. La flessibilità e la disponibilità di applet sono buoni. Una particolarità (che probabilmente spiazzerà un po’ alcune persone, ma che trovo un’ottima idea) è che non si possono posizionare le applet dove si vuole, ma solo in relazione alle altre, a partire da sinistra/alto e verso destra/basso. Per metterle all’estrema destra, per esempio, è necessario inserire uno spacer che si auto-allarga. La stessa cosa che si fa con le Gtk+ quando si progettano le finestre fluide. Molto utile se si cambia risoluzione.

Ci sono quasi tutte le applet corrispondenti a quelle di Gnome, con una chicca in più: un’applet che carica le applet di Gnome. Questa mi ha permesso, per esempio, di usare l’applet per il system load di Gnome, esteticamente magari più brutta di quella di XFCE, ma con la storia del carico CPU/memoria/rete/ecc.

Funzionalità

Le funzionalità, per quanto riguarda ciò che uso io, sembrano praticamente equivalenti, finché non si cercano i dettagli. Entrambi i sistemi hanno pannelli, file-manager, menu di avvio applicazioni, applet sui pannelli, menu contestuale su desktop e file/directory,workspace multipli, tasti configurabili, ecc.

Una cosa che manca assolutamente a XFCE è la possibilità di accedere a qualsiasi risorsa di rete (samba, sftp, ftp, …) direttamente da Thunar. Da questo punto di vista Nautilus è molto più avanzato. Per ora l’unico modo per farlo in Thunar sembra essere il mount manuale, eventualmente coadiuvato da FUSE per SFTP e FTP, per esempio. Si tratta sicuramente di un metodo potente (si possono montare anche repository CVS), ma contemporaneamente molto scomodo. Personalmente mi capita spesso di dover caricare velocemente un file su un server, o di trasferirlo tra due PC. Ho il “vizio” di installare sempre SSH su tutte le macchine, quindi un “sftp://server” mi apre un file manager dove posso trasferire, creare, cancellare file. Da sola, questa caratteristica non mi permette di usare XFCE sul PC dell’ufficio.

Questione di abitudine, invece, trascinare i file col tasto destro del mouse invece che col centrale, per avere le opzioni (copia, sposta, …) invece dell’azione di default. Un po’ sballati i default delle applicazioni preferite al doppio click (per esempio sulle immagini apre Gimp invece di Mirage o gThumb, e sui video apre avidemux invece di totem o mplayer). Presumo prenda il primo in ordine alfabetico. Fortunatamente è semplice cambiare l’applicazione preferita tramite le proprietà del menu contestuale.

Mi concentro su Thunar, visto che comunque il file-manager è quella cosa invisibile di cui ti accorgi solo quando manca, e delle cui potenzialità di accorgi solo quando non ci sono. Sembra (non ho trovato il modo di configurarlo) che non crei le miniature dei contenuti multimediali (preview del video o della foto, principalmente), ma che li usi se li trova pre-generati da Nautilus. Spero si possa in qualche modo attivare, perché sono molto comode.

Manca la possibilità di esplorare il file system senza dover entrare ed uscire dalle cartelle. Le freccine che girano e formano un albero, in pratica. Sono presenti in OS X e in Nautilus, ma qui no. Come in Nautilus, bisogna clickare su uno spazio libero di una finestra di Thunar per creare una nuova directory o un nuovo documento da template. Peccato che in modalità a lista (e non a icone) quando ci sono molti file in una directory, fisicamente non esista tale spazio.

Una scomodità non da poco si trova quando si tenta di rinominare un file: Thunar apre una finestra modale. Finché questa finestra rimane aperta, tutte le altre finestre di Thunar sono bloccate. Si possono clickare solo le icone sul desktop per aprirne altre, ma che sono comunque inattive.

Una comodità invece la visualizzazione della griglia di posizionamento quando si spostano le icone sul desktop. In questo modo si evita di sovrapporre due icone e trovarsene una scomparsa perché nascosta sotto un’altra. Inoltre costringe a mentenere ordinato il desktop.

Mancano invece completamente tutte le chicche nascoste di Gnome: clickando sull’applet dell’ora appare il calendario con gli appuntamenti impostati da Nautilus, nel menu contestuale di Nautilus c’è la voce

Prestazioni

Ma parliamo di prestazioni. XFCE è (era, come vedremo) famoso per essere molto parco nei consumi rispetto a Gnome. Purtroppo per lui il team di Gnome si è messo in testa di ottimizzare il suo DE, quindi ora la RAM consumata è più o meno la stessa. All’avvio, con solo GDM aperto, ho circa 90 MiB occupati (Apache, MySQL, CUPS, ecc.). Dopo il login, a schermo vuoto (quindi solo i due panel con una decina di applet e naturalmente thunar), la memoria occupata è circa 130 MiB. Quindi XFCE occupa circa 40 MiB. Gnome, più o meno configurato allo stesso modo, occupa una decina di MiB in più, ma, come abbiamo visto, Nautilus ha molte più capacità integrate, e in XFCE devo ancora finire di sistemare tutte le applet che ho su Gnome (mancano i monitor di rete, una decina di launchers per le applicazioni più usate e altre robette). Quindi direi che dal punto di vista della memoria abbiamo un pareggio.

Di sicuro, invece, XFWM4 è più responsivo di Metacity, al punto che ho deciso di usarlo anche per Gnome. Il ridisegno dei bordi è istantaneo, sia al cambio di desktop che al trascinamento/ridimensionamento delle finestre, mentre Metacity a volte impiega quasi un secondo a ridisegnare il frame della finestra. Le possibilità di configurazione sono simili (temi, posizione dei pulsanti della finestra, shortcut da tastiera, ecc.), quindi qui vince a man bassa XFWM4.

XFWM4 ha anche già integrati alcuni effetti “alla Compiz”: ombreggiatura delle finestre, trasparenza durante il resize/spostamento o sulle pop-up. Quello che serve, insomma (non sopporto il cubo rotante, il fuoco che brucia le finestre, la pioggia sul desktop, ecc. Gli effetti devono essere pochi e utili). Purtroppo, nonostante i driver fglrx (che sono costretto a usare su questo PC finché non rilasciano i Radeon liberi per la mia X1600) gli effetti sono pesanti, e rallentano anche operazioni che dovrebbero c’entrare poco, come il cambio di workspace (si passa da un paio di decimi di secondo a 2 secondi buoni). Ho dovuto quindi disattivarli.

Thunar è indubbiamente veloce ad aprire le cartelle, più di Nautilus, ma, come detto, non fa le preview dei file.

Conclusioni

Questa prima esperienza con XFCE 4.4 (avevo provato le prime beta del 4.0) non è stata deludente come le precedenti. Il sistema è cresciuto molto, ma purtroppo, pur cercando di mantenere una (lodevole) semplicità e leggerezza, pecca in funzionalità che ormai vengono date per scontate (network browsing, preview). Se non si hanno esigenze particolari come le mie è un ottimo desktop environment (flame: sempre meglio di KDE ;) ), ed è un bene che ci sia un “terzo incomodo” nella guerra tra Gnome e KDE. Purtroppo non credo potrà diventare il mio desktop di default finché non saranno sistemate alcune mancanze. Peccato, perché le potenzialità ci sono.

Non ho ancora testato molte delle funzionalità aggiuntive (per la stampa e la masterizzazione, per esempio). Magari sarà materiale per un prossimo articolo.